venerdì 19 giugno 2020

Giunta Stasi: le ragioni di un abbandono




Dopo 19 giorni, da quando i tre consiglieri di maggioranza, l’intero gruppo Tim (Taurisano in Movimento), con una lettera al Sindaco e al Consiglio Comunale, hanno preso le distanze collocandosi all’opposizione, essi hanno voluto spiegare pubblicamente le ragioni del loro gesto. E buona cosa è stata l’averlo fatto!
Nella lettera i tre le avevano già ampiamente esposte e argomentate, che però erano monotematiche, si esaurivano nell’incompatibilità con un Sindaco autoritario e dittatoriale, scostante e arrogante, autoreferenziale fino a proclamare pubblicamente e ripetutamente “qui comando io”. Niente si sapeva dei passaggi che avevano portato allo strappo.
Giovedì sera, 18 giugno, Sonia Santoro, capogruppo consigliare dimissionario dalla maggioranza, insieme coi suoi due compagni di gruppo D’Agostino e Seclì, ha aggiunto un po’ di cose, che come ogni “di più” sono del maligno (del diavolo).
Ha detto che loro si erano resi conto da tempo che il sindaco Raffaele Stasi amministrava in maniera autocratica, che agli assessori e agli altri non concedeva niente, che si rifiutava sistematicamente di comunicare col paese e che lui stesso non disdegnava di protestarsi “non democratico”.
La Santoro forse non si è resa conto della gravità delle accuse. Lei è un avvocato e sa perfettamente che dirsi e comportarsi in maniera non democratica è reato, è un andar contro la Costituzione, che all’art. 1 dice che “L’Italia è una repubblica democratica”. Tanto più grave se a dire e a fare certe cose è un pubblico ufficiale, un sindaco nell’esercizio delle sue funzioni. Se fossero vere le sue accuse – e probabilmente lo sono! – nessuno dei consiglieri della maggioranza avrebbe dovuto far passare un solo giorno dal prendere le decisioni prese quattro anni dopo. Invece hanno continuato a stargli accanto fino a dirsi nella lettera suoi “complici”.
Ma c’è dell’altro in quel “di più” che la Santoro ha detto e che dà alla vicenda il carattere di meschinità intellettuale, politicamente s’intende. Fin dall’anno scorso, dopo le Europee, il gruppo della Lega, forte del successo elettorale anche in Taurisano, aveva chiesto al Sindaco la revisione della Giunta, chiedendo un altro assessore. Da quel momento – ha ribadito la Santoro – il Sindaco ha mutato in peggio il suo atteggiamento nei confronti del gruppo Tim, accusandone i componenti di connivenza col nemico, col Pd. La Santoro ha respinto le accuse del Sindaco, parlando di “fantasmi”, ma ha detto chiaramente che c’è stato un imput alla decisione di prendere le distanze. E quest’imput è stata la richiesta del rimpasto della Giunta. Dunque, i tre del gruppo non si sono ravveduti sui comportamenti del Sindaco, non hanno detto basta, non ne possiamo più, ma non ci stavano a lasciare un posto in Giunta ad uno della Lega. Se non ci fosse stata questa richiesta tutto sarebbe continuato nel silenzio: dittatura, antidemocrazia, turpiloqui, esattamente come si è verificato per quattro anni.
E qui il gruppo Tim dimostra di avere l’ennesimo torto. Quando si costituì la Giunta nessuno ha mai detto su quali basi e con quali criteri era stata costituita. Nell’unica intervista che il sindaco Stasi ha concesso a “Presenza” (Novembre 2016) egli disse che non c’era stato un criterio, che così aveva pensato di fare e così aveva fatto. Se ne ricorderà la Santoro, che era presente all’intervista. Ma, quando in una maggioranza le matricole sono tante, uno vale uno ed è buona regola che in giunta si stia un po’ per uno, ché non rincresce a nessuno. Così si dice popolarmente a Taurisano. Invece ai tre di Tim dispiaceva assai lasciare un posto in Giunta ad un consigliere della Lega. Ma non avevano forse diritto anche gli altri a fare un po’ di esperienza in Giunta?  Tanto più importante in quanto esponenti di un partito politico e non di un gruppo civico?  
Se dunque consideriamo che alla base dell’allontanamento dei tre dalla maggioranza c’è una questione di poltrone e che il recupero alla maggioranza del consigliere Emilio Orlando si fonda sulla poltrona di assessore, possiamo concludere che la vicenda è davvero poco edificante, anzi è proprio squallida, tanto più che da dei giovani professionisti in genere si aspetterebbe altro.


Giunta Stasi: le ragioni di un abbandono

Dopo 19 giorni, da quando i tre consiglieri di maggioranza, l’intero gruppo Tim (Taurisano in Movimento), con una lettera al Sindaco e al Consiglio Comunale, hanno preso le distanze collocandosi all’opposizione, essi hanno voluto spiegare pubblicamente le ragioni del loro gesto. E buona cosa è stata l’averlo fatto!
Nella lettera i tre le avevano già ampiamente esposte e argomentate, che però erano monotematiche, si esaurivano nell’incompatibilità con un Sindaco autoritario e dittatoriale, scostante e arrogante, autoreferenziale fino a proclamare pubblicamente e ripetutamente “qui comando io”. Niente si sapeva dei passaggi che avevano portato allo strappo.
Giovedì sera, 18 giugno, Sonia Santoro, capogruppo consigliare dimissionario dalla maggioranza, insieme coi suoi due compagni di gruppo D’Agostino e Seclì, ha aggiunto un po’ di cose, che come ogni “di più” sono del maligno (del diavolo).
Ha detto che loro si erano resi conto da tempo che il sindaco Raffaele Stasi amministrava in maniera autocratica, che agli assessori e agli altri non concedeva niente, che si rifiutava sistematicamente di comunicare col paese e che lui stesso non disdegnava di protestarsi “non democratico”.
La Santoro forse non si è resa conto della gravità delle accuse. Lei è un avvocato e sa perfettamente che dirsi e comportarsi in maniera non democratica è reato, è un andar contro la Costituzione, che all’art. 1 dice che “L’Italia è una repubblica democratica”. Tanto più grave se a dire e a fare certe cose è un pubblico ufficiale, un sindaco nell’esercizio delle sue funzioni. Se fossero vere le sue accuse – e probabilmente lo sono! – nessuno dei consiglieri della maggioranza avrebbe dovuto far passare un solo giorno dal prendere le decisioni prese quattro anni dopo. Invece hanno continuato a stargli accanto fino a dirsi nella lettera suoi “complici”.
Ma c’è dell’altro in quel “di più” che la Santoro ha detto e che dà alla vicenda il carattere di meschinità intellettuale, politicamente s’intende. Fin dall’anno scorso, dopo le Europee, il gruppo della Lega, forte del successo elettorale anche in Taurisano, aveva chiesto al Sindaco la revisione della Giunta, chiedendo un altro assessore. Da quel momento – ha ribadito la Santoro – il Sindaco ha mutato in peggio il suo atteggiamento nei confronti del gruppo Tim, accusandone i componenti di connivenza col nemico, col Pd. La Santoro ha respinto le accuse del Sindaco, parlando di “fantasmi”, ma ha detto chiaramente che c’è stato un imput alla decisione di prendere le distanze. E quest’imput è stata la richiesta del rimpasto della Giunta. Dunque, i tre del gruppo non si sono ravveduti sui comportamenti del Sindaco, non hanno detto basta, non ne possiamo più, ma non ci stavano a lasciare un posto in Giunta ad uno della Lega. Se non ci fosse stata questa richiesta tutto sarebbe continuato nel silenzio: dittatura, antidemocrazia, turpiloqui, esattamente come si è verificato per quattro anni.
E qui il gruppo Tim dimostra di avere l’ennesimo torto. Quando si costituì la Giunta nessuno ha mai detto su quali basi e con quali criteri era stata costituita. Nell’unica intervista che il sindaco Stasi ha concesso a “Presenza” (Novembre 2016) egli disse che non c’era stato un criterio, che così aveva pensato di fare e così aveva fatto. Se ne ricorderà la Santoro, che era presente all’intervista. Ma, quando in una maggioranza le matricole sono tante, uno vale uno ed è buona regola che in giunta si stia un po’ per uno, ché non rincresce a nessuno. Così si dice popolarmente a Taurisano. Invece ai tre di Tim dispiaceva assai lasciare un posto in Giunta ad un consigliere della Lega. Ma non avevano forse diritto anche gli altri a fare un po’ di esperienza in Giunta?  Tanto più importante in quanto esponenti di un partito politico e non di un gruppo civico?  
Se dunque consideriamo che alla base dell’allontanamento dei tre dalla maggioranza c’è una questione di poltrone e che il recupero alla maggioranza del consigliere Emilio Orlando si fonda sulla poltrona di assessore, possiamo concludere che la vicenda è davvero poco edificante, anzi è proprio squallida, tanto più che da dei giovani professionisti in genere ci si aspetterebbe altro.

martedì 16 giugno 2020

Gigi Baglivo nel trigesimo della scomparsa




Vogliamo ricordare Gigi Baglivo, morto domenica 17 maggio,  nel trigesimo della scomparsa. Aveva 78 anni, ma non sembrava avesse un’età, tanto la sua figura sociale era proiettata su una stagione di interminabile giovinezza, trascorsa con tanti altri amici più o meno coetanei. Capita che il tempo venga quasi rimosso dalle nostre vite. Invece il tempo passa inesorabile e si porta via tutto e te ne accorgi proprio quando ti sbatte in faccia la realtà di una perdita affettiva. Non incontrarlo più in piazza o all’Associazione non sembra vero. Non ci si vedeva ormai da tre mesi, chiusi nella quarantena per l’epidemia. Anche questo ha fatto sembrare ancora più drastica la sua scomparsa. E’ stato un personaggio, è stato la piazza in tutti i suoi aspetti, lavoro, frequentazione, associazionismo, svago, amicizia, calcio, tifo, politica, pubblica amministrazione. Aveva una visione gioiosa e serena della vita. Non c’è stato evento che non lo abbia visto tra i protagonisti, un simbolo in un’epoca per certi aspetti esaltante, che ha coperto gli anni dall’adolescenza alla maturità. Altri di quella stagione, qualche anno in più, qualche anno in meno, lo hanno preceduto. Era un geometra ed aveva lo studio in due centralissimi locali di Corso Umberto I all’altezza di Piazza Castello. Aveva un’impresa edile, che ha condotto fino a non molti anni fa. In gioventù era stato un calciatore rapido ed estroso, anche per il suo fisico minuto e scattante; giocava all’ala destra. I campionati migliori li aveva giocati nel Poggiardo nella seconda metà degli anni Sessanta;  poi nel Taurisano, dove ha fatto anche l’allenatore. Tifosissimo dell’Inter. Consigliere comunale del Partito repubblicano prima e poi della Democrazia cristiana, ha ricoperto anche la carica di assessore.Lo ricordiamo con simpatia e con tanta tanta malinconia.

martedì 2 giugno 2020

Il Pd sulla crisi amministrativa



La risposta del Pd alla crisi amministrativa
Due proposte

Il Pd di Taurisano ha risposto alla crisi amministrativa, apertasi con l’uscita dalla maggioranza del gruppo Tim (D’Agostino, Santoro, Seclì) con un’analisi dettagliata dei vizi di nascita della Giunta Stasi, che trova riscontro sia in quanto è stato più volte detto in questi quattro anni, sia nella lettera con cui si è ufficializzata nei giorni scorsi l’uscita dalla maggioranza dei tre consiglieri in aperta dissidenza.
Venerdì, 5 giugno, il Pd terrà un pubblico comizio in Piazza Castello per spiegare direttamente ai cittadini quanto è accaduto.
Ma il Pd non si è limitato all’analisi critica, si è fatto promotore di due proposte, rivolte all’Amministrazione.
Una, rivolta a tutti i consiglieri comunali per creare un “Fondo di solidarietà sociale” destinato alle famiglie e alle persone più bisognose rinunciando ai gettoni di presenza fino alla scadenza del mandato amministrativo.
La seconda chiede alla maggioranza il coinvolgimento nella gestione delle misure di sostegno ai cittadini messe in atto dal Governo, in considerazione del difficile momento che in Italia si sta vivendo con la crisi del Coronavirus. Come è noto il Governo ha stanziato per tutti i comuni delle somme da assegnare alle singole famiglie e ai singoli cittadini. Anche la Regione ha destinato per buoni spesa, pagamento di affitti e bollette, 1.8 milioni di euro per i comuni della provincia di Lecce. A Taurisano sono toccati 27.571,87 euro, che dovranno essere assegnati nei prossimi giorni.     

Benvenuta dignità anche se tardiva



Amministrazione comunale: benvenuta dignità anche se tardiva

Che qualcosa nella Giunta Stasi non stesse al posto giusto lo si capì nella seduta del Consiglio Comunale del 19 maggio quando la capogruppo consigliare di Tim (Taurisano in Movimento) Sonia Santoro aderì alla proposta del Dem Francesco Damiano di rinviare la seduta in quanto non legittima non essendo stata annunciata con pubblico manifesto alcuni giorni prima come vuole lo Statuto. Alla seduta del Consiglio Comunale del 22 maggio, arrivò la sorpresa. Tre esponenti della maggioranza non parteciparono, di fatto prendendo le distanze. Gianluca D’Agostino, Sonia Santoro e Katia Seclì, rispettivamente vice-sindaco, capogruppo consigliare, assessore alla cultura; i tre costituiscono il Tim, una delle tre componenti della maggioranza. Le altre due sono Forza Italia e Lega. Lo strappo deve essersi consumato fra il 19 e il 22 di maggio, fra la seduta invalidata e la seduta successiva. Per garantirsi il numero legale per la validità della seduta il Sindaco Raffaele Stasi, infatti, aveva “recuperato” il consigliere dissidente Emilio Orlando, che da tempo aveva preso le distanze dalla maggioranza per mai meglio precisate ragioni. Se non ci fosse stata questa contromossa, in assenza dei tre della maggioranza, gli altri cinque dell’opposizione avrebbero abbandonato l’aula, invalidando la seduta. In aula, infatti, sarebbero rimasti in otto, sindaco compreso, insufficienti per procedere. Ma c’era l’Orlando “ritrovato”!
Le ragioni dello strappo le abbiamo conosciute il 30 maggio. I tre consiglieri di Tim hanno spiegato in una lettera inviata al Sindaco e fatta conoscere alla stampa perché finalmente si erano decisi a compiere un gesto, che, a loro dire, risaliva non a un episodio singolo ma a tutto un approccio amministrativo e politico, che comprendeva anche il rapporto umano, il modo di porsi del sindaco Stasi sia nei confronti delle istituzioni sia nei confronti del paese. La lettera, di cui abbiamo pubblicato ampi stralci, parla molto chiaro.  
Detto questo, chiediamoci perché questi tre signori, hanno deciso di compiere il passo fatale, che comprendiamo nel merito, ma non nella tempistica. Ipotizziamo soltanto, perché nulla è dato sapere. Quello che dicono è incontrovertibile. Del resto da sempre è quanto ha denunciato “Presenza” in questi quattro anni ed è quanto circolato negli ambienti cittadini.
Se è questa la ragione, ossia l’autoritarismo del sindaco e l’isolamento dell’amministrazione dal paese, con cui la Giunta Stasi non ha voluto avere rapporti men di collaborazione neppure di confronto e di informazione, i tre “ribelli” hanno compiuto un gesto che avrebbero dovuto compiere da tempo, direi dall’inizio. Compiuto all’inizio, avrebbe avuto un senso, quello di tentare di dare all’amministrazione un modo di operare più trasparente, più urbano, più limpido e più democratico,  rispettoso dei collaboratori vicini e dei cittadini, in una parola più compiuto. Fatto dopo quattro anni e ad un anno dal voto del 2021, assume un altro significato, che, per quanto non detto o malamente giustificato, è in realtà quello di proporsi di qui ad un anno con una patente nuova di verginità politica, anzi col merito di aver combattuto un’amministrazione che si era andata rivelando la peggiore della ultrasettantennale storia del paese in era repubblicana.
Il sindaco Stasi non ha mai nascosto il suo modo di pensare e di fare. Non è che agli inizi si fosse comportato diversamente da come si sarebbe comportato dopo; in lui non c’è un prima e non c’è un dopo. Così è fatto. Si può anche comprendere un certo periodo di tempo per vedere di fargli cambiare idee e modalità, anche perché non è che si possa andare a votazioni ad ogni intoppo amministrativo o politico; si spera sempre di poter superare gli ostacoli. Obiezione accolta. Ma quanto tempo? Un anno? Due? Quattro sono decisamente troppi. Specialmente quando non si tratta di un episodio o di un’incomprensione, ma di un modo di pensare e di fare strutturale, che coinvolge l’esercizio umano e sociale stesso della politica.
Ci piace tuttavia cogliere un altro aspetto nel gesto dei tre consiglieri, e cioè uno scatto di dignità. Tardivo, tardivo, ma finalmente giunto! Un “ora basta”, che certo non riscatta tutto un percorso di sopportazione, ma potrebbe aprire qualche prospettiva di assunzione pubblica di responsabilità. Insomma, di quanto è accaduto in questi quattro anni essi devono dar conto ai cittadini, perché i cittadini hanno dovuto sopportare oltre al Sindaco autoritario anche i suoi collaboratori, proni quando non complici.  

domenica 31 maggio 2020

Amministrazione comunale in crisi



Amministrazione comunale in crisi
Il gruppo Tim prende le distanze. Sussulti di dignità o calcoli politici?

Con una lettera al Sindaco Raffaele Stasi tre qualificati membri della maggioranza, Gianluca D’Agostino, Katia Seclì e Sonia Santoro, rispettivamente vice-sindaco, assessora alla cultura e capogruppo consigliare di Taurisano in Movimento, se ne sono usciti e i due assessori hanno rimesso le loro deleghe. Quali ragioni hanno spinto i tre, ad un anno dal rinnovo del Consiglio Comunale, a prendere le distanze? I tre non sono mai stati, nel corso di questi quattro anni, generosi di informazione pubblica, in nessun senso e in nessun luogo, e se ne sono stati sempre zitti zitti, obbedienti come scolaretti minacciati di espulsione dall’aula o di stare inginocchiati coi sassolini sotto le ginocchia dietro la lavagna. Mai che abbiano fatto trapelare qualche motivo di sofferenza, di dissenso, di ribellione. Legittimamente avrebbero potuto farlo fin dall’indomani dell’insediamento o forse anche da prima, nonostante gli inviti ricevuti dai media ad informare i cittadini.
Ora, improvvisamente, una cascata di accuse. Sentite, cittadini, sentite, quello che dicono nella loro lettera di dimissioni del 30 maggio!

“Sono innumerevoli le motivazioni che ci hanno spinto ad assumere questa difficile ma inevitabile decisione, a lungo ponderata nel corso dell’ultimo anno. Un anno in cui è divenuto sempre più arduo riuscire a tenere una condotta efficace ed efficiente, nella partecipazione attiva alla gestione politico-amministrativa, e ciò a causa dell’atteggiamento autoritario, dispotico e dittatoriale del sig. Sindaco che via via ci ha completamente svuotati dei nostri ruoli e dei diritti e degli obblighi connessi al nostro status”. 

“In diverse e numerosissime circostanze, il Sindaco dinanzi a delle nostre legittime richieste/proposte/reclami/osservazioni/sollecitazioni ci liquidava con il suo categorico ‘Il Sindaco sono io! Decido tutto io!!’, rendendo nullo e vano il concetto di gestione democratica della cosa pubblica”.
“Noi tre abbiamo comunque ingerito bocconi amari e sperato di essere fautori di quel cambiamento così tanto sbandierato in campagna elettorale, per il bene della nostra amata città e per portare avanti, con responsabilità, il mandato elettorale conferitoci dai nostri elettori. Tuttavia ci siamo quotidianamente imbattuti in una lenta e inesorabile attività di delegittimazione, operata dal Sindaco, nei nostri confronti”.
“A ciò si aggiunga la mancanza di fiducia, di cui ci ha resi destinatari: mancanza di fiducia nei nostri confronti, nei confronti del nostro operato e delle nostre potenzialità, nonché la sua mancata volontà di aprire un dialogo con noi e ascoltare i disagi più volte palesati, che poi erano anche i disagi dei cittadini, di fasce della cittadinanza, di cui ci facevamo portatori. Nell’ultimo anno abbiamo dovuto incassare, pesantemente e pazientemente, una vera e propria mancanza di rispetto e di considerazione, dapprima personale e poi politica”.
“Come Movimento, nonché singolarmente, abbiamo più volte sollecitato [il Sindaco] a instaurare un rapporto diretto con la cittadinanza, a programmare riunioni con i cittadini, delegazioni di cittadini, associazioni, per ascoltare e recepire le loro istanze, sulle diverse e varie tematiche, senza tuttavia ottenere alcuna disponibilità da parte dello stesso”.
“Per diverso tempo, con non poca sofferenza, siamo stati complici di una gestione amministrativa che non potevamo, e non possiamo, condividere. Sono, ahimè, caduti nel vuoto i nostri suggerimenti e le nostre proposte, e ciò ha reso, sempre più profondo, lo scollamento tra noi ed il resto della maggioranza, una maggioranza in cui non possiamo e non vogliamo più riconoscerci perché è venuta meno la comunione di intenti nonché la fiducia e la stima reciproca”.
“Essere amministratori responsabili vuol dire avere il coraggio e l’umiltà di fare un passo indietro. Ed è quello che stiamo facendo noi ora. Lasciando questa maggioranza per costituirci gruppo autonomo e indipendente. Ed è da questi banchi che continueremo a portare avanti il nostro ruolo di consiglieri comunali, avendo questa volta come punto di riferimento solo il bene della nostra città e di tutta la comunità.”
“Con questa difficile e sofferta scelta ci riprendiamo un po’ di quella dignità e serenità che da tempo avevamo perso nel dover sottostare all’egemonia incondizionata e indiscussa di un Sindaco che avocava a sé ogni potere e ogni decisione, provocando di fatto ‘un suicidio dei cuori e delle intelligenze’ di chi, come noi tre, ha creduto davvero e fino all’ultimo di poter essere degni rappresentanti della comunità taurisanese”.
Ora, tutte le ragioni esposte da questi feriti “nei cuori e nelle intelligenze”, le andiamo ripetendo da anni su “Presenza”. Per quattro anni i suriferiti tre signori se ne sono fottuti dei cittadini. Ora che sentono arrivare il redde rationem con la scadenza del rinnovo del Consiglio (nel 2021) si cospargono il capo di cenere e si dicono pentiti. – Non lo facciamo più. Da questo momento in poi faremo i bravi, democratici e avveduti ragazzi – .
Ma che bravi! Sperate pure che la mamma dei fessi …con quel che segue.

domenica 29 giugno 2014

Attilio Scarlino e i Taurisanesi: confronto a viso aperto

Attilio Scarlino e i Taurisanesi: confronto a viso aperto
L’Amministratore Unico del Salumificio Scarlino illustra le strategie dell’azienda
dopo la crisi dell’anno scorso in seguito alla morte dell’operaio Mario Orlando

In una affollatissima conferenza nell’ambito dei “Venerdì del Dibattito” di “Presenza Taurisanese” Attilio Scarlino, la sera del 27 giugno, nella Sala “Nowicki” di Casa Vanini a Taurisano, ha ricostruito le vicende del Salumificio dopo la disgrazia della morte il 30 agosto 2013 dell’operaio Mario Orlando.
Introdotto dal Direttore di “Presenza” Luigi Montonato, l’Amministratore Unico dell’azienda ha ripercorso con puntualità e precisione il travaglio suo personale e dell’azienda fino all’approdo in terra polacca, dove ha trovato la soluzione della crisi di produzione e di mercato. In seguito alla disgrazia la magistratura aveva fermato la produzione e poi messo sotto sequestro la macchina impastatrice dove era avvenuta la morte dell’operaio. Tutto questo, insieme agli arresti domiciliari dello Scarlino di circa 70 giorni, aveva portato l’azienda sull’orlo della chiusura.
Grazie allo spirito di intraprendenza e di sacrificio lo Scarlino si è messo a girare mezza Europa per trovare un partner che lo aiutasse a venir fuori dalla crisi. Lo ha trovato finalmente agli inizi di gennaio in Polonia. Con questo partner, che è un grosso imprenditore polacco, un allevatore di polli e produttore di insaccati, vicino a Cracovia, Scarlino ha realizzato un businnes plan  di 5 milioni per produrre Würstel di pollo. Un miracolo se si pensa che il nuovo sito produttivo del Salumificio Scarlino in terra polacca è stato realizzato in meno di quattro mesi.
Dunque non di delocalizzazione si tratta ma di espansione dell’imprenditore di Taurisano, che ha ribadito che si sente legato alla sua terra in nome anche dei sacrifici fatti dal padre Tommaso per realizzare il Salumificio. “Una scelta obbligata, quella polacca – ha precisato – ma indispensabile per garantire la continuità al sito produttivo locale”, dove si continua a produrre Würstel di maiale. Grazie a questa scelta, infatti, possono essere richiamati al lavoro la trentina di operai già messi in cassa integrazione nei momenti più critici.
Non sono mancati momenti di franco confronto con gli operai e i cittadini di Taurisano e soprattutto coi sistemi italiani in fatto di giustizia e di burocrazia. Sia l’una che l’altra finiscono spesso per danneggiare le aziende e il mondo imprenditoriale.
La presenza del Sindaco Lucio Di Seclì ha consentito di chiarire anche il rapporto tra l’istituzione e l’azienda nel momento della crisi seguita alla disgrazia della morte dell’operaio.      

Un confronto franco e aperto, che ha toccato momenti di commozione quando si è in qualche modo ricostruito l’incidente in cui trovò la morte l’operaio Orlando. “Una persona – ha detto Scarlino, ricordando anche la famiglia dello scomparso – buona e legata al lavoro”.

mercoledì 18 giugno 2014

PRESENZA TAURISANESE Giugno-Luglio 2014

PRESENZA TAURISANESE
Giugno-Luglio 2014

NOTE DI ATTUALITA’

Elezioni Europee – 25 maggio 2014
Minimo storico di affluenza a Taurisano: 31,31 %

A Taurisano per le Elezioni Europee del 25 maggio gli elettori iscritti erano 11.855 (5.834 maschi e 6.021 femmine. Hanno votato 3.712 elettori, il 31,31 %; 1.908 maschi e 1.804 femmine. Il minimo storico di affluenza. Primo il Pd con 1.324 voti (37,01 %), a seguire Forza Italia con 903 (25,24 %), il Movimento 5 Stelle con 899 (25,13 %), il Nuovo Centro-destra con 210 (5,87 %), la lista Tsipras con 96 (2,68 %), Fratelli d’Italia con 73 (2,04 %), i Verdi con 28  (0,78 %), Scelta Europea con 16 (0,45 %), Lega Nord con 12 (0,34 %), Italia dei Valori con 11 (0,31 %), Io cambio con 5 (0,14 %). 104 schede nulle, 31 bianche. La sezione con l’affluenza più alta la 12 (Edificio Vanini) col 37,61 %, quella con l’affluenza più bassa la 10 (Edificio Vanini) col 28,01 %. Questo il quadro.
Inattendibile qualsiasi analisi comparata con precedenti elezioni; e tuttavia qualche incerto segnale si può cogliere, confrontando le percentuali.
Il Centro-sinistra, che a Taurisano si riduce al Pd, ha votato compatto. Rispetto alle Politiche dell’anno scorso, dato riferito alla Camera, è aumentato in percentuale del 22,29; si tenga conto, però, che a quelle elezioni c’era il candidato locale Antonio Scarlino con Scelta Civica di Monti, che prese il 18,73 % prosciugando in gran parte dal Pd. Anche la sinistra, è stata compatta a votare la lista Tsipras (sinistra), che ha raccolto il grosso di Sel, che prese il 3,93 %.
Il Centro-destra, invece, è arrivato diviso. Per la prima consultazione elettorale dopo l’uscita di Alfano dal Pdl e la fondazione del Nuovo Centro-destra, le tre componenti del Pdl (Forza Italia, Nuovo Centro-destra e Fratelli d’Italia-An) insieme hanno raggiunto il 33,15 %, più 8.47 % rispetto alle Politiche del 2013. Si può dire che il Nuovo Centro-destra, che aveva nel Consigliere comunale, ex assessore Luana Calogero il suo riferimento locale, ha eroso l’elettorato che era del Msi-An, oggi  Fratelli d’Italia-An.
Il Movimento 5 Stelle, rispetto al voto dell’anno scorso, è aumentato di 2,58 punti in percentuale. Le sinistre-sinistre, Sel e comunisti vari, rispetto al voto dell’anno scorso sono calate. La somma delle percentuali relative a tutte le liste di sinistra (Tsipras, Verdi, Italia dei Valori) quest’anno ha raggiunto la percentuale di 3,77, a fronte del 4,45 (Sel, Partito di Alternativa Comunista, Partito Comunista dei Lavoratori).  
Quali indicazioni trarre da questi dati in chiave locale? Qui è ancora meno attendibile qualsiasi confronto col dato delle Amministrative del 2011, perché in quell’appuntamento elettorale non c’era il Centro-destra per la nota esclusione della sua lista. Si può dire tuttavia, ma con tutta la cautela del caso, che le 192 preferenze prese da Luana Calogero, candidata nella lista civica a trazione Pd “Insieme per Taurisano”, costituisca il suo elettorato, che in questa tornata elettorale per le Europee ha votato per il Nuovo Centro-destra, che è oggi il suo partito. Da questo punto di vista sembra che a non soffrire affatto della scarsa affluenza alle urne sia stata proprio lei. Il Nuovo Centro-destra, infatti, ha preso 210 voti, solo 18 in meno della Calogero delle Amministrative.
La prima vera prova per le nuove formazioni politiche a Taurisano saranno le Elezioni Amministrative del 2016, in particolare per il Movimento 5 Stelle e per la Calogero. Ma la situazione è talmente liquida che di qui a due anni – salvo che non si voti prima, ma nel 2015 si voterà per le Regionali – le cose potrebbero cambiare notevolmente.

*

I Taurisanesi e il voto dal 1983 al 2014

Comunali e Politiche del 26 giugno 1983                                      78,00  %
Europee del 17 giugno 1984                                                           63,95  %
Regionali e Provinciali del 12-13 maggio 1985                             76,09  %
Politiche del 14-15 giugno 1987                                                     73.71  %
Referendum dell’8-9 novembre 1987                                             36,87  %
Comunali del 29 maggio 1988                                                        75,91  %
Europee del 18 giugno 1989                                                           58,46  %
Regionali e Provinciali del 6-7 maggio 1990                                 70,02  %
Referendum del 3 giugno 1990                                                       39,40  %
Politiche del 5-6 aprile 1992                                                           69,51  %
Comunali del 7 giugno 1992                                                           72,00  %
Referendum del 18 aprile 1993                                                      48,60  %
Politiche del 27-28 di marzo 1994                                                 67,29  %
Comunali del 20 novembre 1994                                                   68,57  %
Regionali del 23 aprile 1995                                                          84,65  %
Provinciali del 23 aprile 1995 (5 candidati locali)                         90,31  %
Referendum dell’11 giugno 1995                                                  33,78  %
Politiche del 21 aprile 1996                                                           65,43  %
Referendum del 15 giugno 1997                                                   21,20  %
Comunali del 29 novembre 1998                                                  69,90  %
Provinciali del 13 giugno 1999 (6 candidati locali)                      56,56  %
Europee  del 13 giugno 1999                                                        58,45  %
Regionali del 16 aprile 2000                                                         61,87  %
Referendum del 21 maggio 2000                                                  18,12  %
Politiche e Comunali del 13 maggio 2001                                    70,60  %
Referendum del 7 ottobre 2001                                                    19,30  %
Provinciali ed Europee del 12-13 giugno 2004                            62,56  %
Regionali del 3-4 aprile 2005                                                       55,57  %
Referendum del 12-13 giugno 2005                                               7,96  %
Politiche del 9-10 aprile 2006                                                       76,73  %
Comunali del 28-29 maggio 2006                                                67,67  %
Politiche del 13-14 aprile 2008                                                    70,34  %
Provinciali del 6-7 giugno del 2009                                             51,17  %
Europee del 6-7 giugno 2009                                                       53,00  %
Regionali del 28-29 marzo del 2010                                            54,00  %
Comunali del 15-16 maggio 2011                                                53,79  %
Referendum del 12-13 giugno 2011                                             52,10  %
Politiche del 24-25 febbraio  2013                                               67,49  %
Europee del 25 maggio 2014                                                        31,31  %


Nessuna delocalizzazione della Scarlino
Conversazione con l’ Amministratore Unico dell’azienda Attilio Scarlino
«Le conseguenze della disgrazia dell’anno scorso richiedevano scelte obbligate e coraggiose per non soccombere e rilanciare l’azienda sul mercato»

In seguito alla morte, l’anno scorso, per incidente dell’operaio Mario Orlando la “Scarlino Würstel” precipitò nella bufera. Le conseguenze furono disastrose sul piano umano ed economico. L’azienda rischiò davvero di precipitare. Attilio Scarlino fu per diversi mesi agli arresti domiciliari. La linea più importante di produzione, legata all’impastatrice messa sotto sequestro dalla magistratura, fu interrotta dopo l’incidente e ancora oggi, a dieci mesi di distanza, è ferma. Questo ha comportato una serie di disagi sia a livello produttivo che commerciale e finanziario. Per fare fronte agli impegni di mercato, l’azienda dovette comprare macchinari sostitutivi e ricorrere a doppi turni di lavoro, senza però raggiungere la quantità di prodotto richiesta e finendo per andare in grave perdita. Un disastro finanziario a cui occorreva mettere fine e cercare di ripartire. Ora l’azienda pare abbia trovato la soluzione e quella che all’inizio era una scelta obbligata, l’impianto di un nuovo sito produttivo in Polonia, si sta rivelando una mossa importante per una nuova strategia industriale che vede l’azienda recuperare il terreno e rilanciare la sua sfida commerciale ai più agguerriti competitors del settore.     

Signor Scarlino, in che modo è riuscito a farcela?   

Sono stati mesi tremendi. Fermata dalla magistratura la linea principale di produzione, col sequestro dell’impastatrice in cui si era verificato l’incidente in cui morì il povero Mario, in un primo momento ho cercato di risolvere il deficit produttivo con nuovi macchinari e con doppi turni lavorativi; con risultati però non soddisfacenti. Praticamente abbiamo lavorato in perdita e abbiamo dovuto mettere in cassa integrazione una trentina di operai. Allora mi sono messo a girare l’Europa per cercare un partner industriale con cui supplire al deficit di produzione. Sono stato in Germania, in Austria, perfino in Bielorussia. In Polonia ho trovato finalmente un industriale del settore nei pressi di Cracovia, con cui ho fatto un businnes plan di 5 milioni di euro. Un nuovo piano industriale in piena regola. Abbiamo costruito su un suolo di sua proprietà un nuovo sito produttivo per la confezione di Würstel di pollo, materia prima fornita dal partner polacco, che ha una grande azienda di allevamento e produzione di pollame e di carni bianche. L’impianto, dopo soli quattro mesi dall’ideazione, ha già incominciato a produrre.

Allora nessuna delocalizzazione, come da qualche tempo si sentiva dire in paese?

Assolutamente no. La scelta del nuovo sito produttivo è stata obbligata per le ben note vicissitudini giudiziarie, che purtroppo ancora persistono, ma poi si è rivelata un’ottima scelta strategica. La buona riuscita dell’impresa in terra polacca garantisce la ripresa del sito produttivo locale. Se non ci fosse stata questa soluzione l’impianto di Taurisano avrebbe corso brutti rischi. La scelta estera è funzionale a quella locale. Gli operai lo sanno, se ne rendono conto, checché si pensi e si dica. Occorre anche entrare ormai in un nuovo ordine di idee: le cose si fanno dove è conveniente farle se non si vuole andare tutti a fallimento.

Quali sono le differenze tra il sito polacco e questo nostro di Taurisano sul piano produttivo e occupazionale?

Il sito polacco produce solo Würstel di pollo, anche per l’opportunità di avere in loco la materia prima; questo di Taurisano produce Würstel di maiale. Sul piano occupazionale cerchiamo di salvare l’occupazione e per quello che è possibile di incrementarla. I capisettore del sito produttivo polacco sono di Taurisano, lavoravano già qui da noi. In Polonia c’è anche mio figlio. 

Quali sono le prospettive?

Sono quelle a cui ogni imprenditore aspira. Vogliamo produrre di più e vincere la sfida commerciale con la concorrenza, che in Italia è assai forte.

Signor Scarlino, questa brutta storia sembra volgere alla fine, chi Le è stato vicino in questo lungo tormentato anno e chi sente di dover ringraziare?

A parte la mia famiglia, penso ai fornitori che mi hanno dato la massima fiducia senza mai farmi mancare quanto serviva all’azienda. Purtroppo sono pochi quelli che ti stanno vicini in certe situazioni, pochi quelli che si preoccupano che un’azienda sana possa andare in rovina.

E la Confindustria?

Quelli della Confindustria non hanno fatto assolutamente niente. Per questo me ne sono uscito.


A cura di Gigi Montonato

Lettera del Sindaco ai Dipendenti comunali

«Alleviate i disagi di una burocrazia che sta soffocando il cittadino»


Carissimi,
siamo all’inizio del 4° anno di mandato di questa Amministrazione Comunale.
In questa occasione sento vivo il desiderio di esprimere a tutti voi la mia riconoscenza per l’impegno con il quale svolgete a favore della nostra cittadinanza il vostro lavoro, che spesso diviene fatica a causa dell’enormità di adempimenti che giorno dopo giorno vedete aumentare, per le sempre più stringenti norme che creano un crescente disagio e non poche preoccupazioni nell’assolvimento dei vostri rispettivi compiti istituzionali.
Mi rendo perfettamente conto che la vostra capacità di iniziativa e il vostro impegno vengono a volte messi a dura prova da una serie di situazioni che minano la vostra serenità nel quotidiano lavoro, creando in ciascuno di voi motivi di turbamento.  Qualche volta mi è capitato di avvertire tale mancanza di serenità nel colloquio avuto con qualcuno di voi, che mi ha manifestato una sorta di insoddisfazione, un certo malessere per come vanno le cose. Ebbene, io vorrei che in questi momenti di sconforto e di sfiducia, ciascuno di voi prendesse atto della realtà e dimostrasse il proprio coraggio di aprirsi alla speranza e soprattutto prendesse atto della impossibilità di poter cambiare da soli lo stato delle cose. Solo interagendo e creando un clima di forte appartenenza e collaborazione tra voi, mettendo a frutto la vostra esperienza e la vostra capacità di iniziativa, sarà possibile sfuggire a questi momenti di sconcerto e di smarrimento che a volte prendono un po’ tutti noi.
Stiamo vivendo un periodo di crisi profonda di cui forse non abbiamo ancora avvertito appieno la gravità e che sta indebolendo la nostra fiducia nel futuro, nostro e delle nostre famiglie. Proprio in virtù di questo scoramento che la situazione di crisi ha provocato soprattutto tra le fasce più deboli della nostra cittadinanza, abbiamo il dovere di far percepire la vicinanza del nostro Comune alla gente, riservando alla stessa la vostra più larga accoglienza e il vostro prezioso aiuto, centuplicando i vostri sforzi per alleviare per quanto possibile i disagi di una burocrazia che sta soffocando il cittadino, ma anche il vostro lavoro, che stentate ad organizzare e programmare come vorreste.
Dal canto suo la componente politica si rende perfettamente conto della grave situazione in cui stiamo vivendo ed è perciò pronta a supportare con ogni mezzo i vostri sforzi tesi al funzionamento della macchina amministrativa; è però necessario che anche da parte di tutti voi siano attentamente valutate quelle che sono le esigenze che i nostri concittadini avanzano sotto forma di richiesta di servizi che hanno il sacrosanto diritto di ottenere e possibilmente nel minor tempo possibile.
Non mi resta che augurarvi un buon lavoro e una serenità che vi consenta di svolgerlo nel migliore dei modi, secondo le vostre più sentite aspettative e aspirazioni.

Taurisano,  maggio 2014

                                                                                                                                             Il Sindaco
                                                                              Lucio Di Seclì 

TAURISANO SOTT’OCCHIO

Servizi sociali: si cambia
Non più soldi ai bisognosi ma buoni spesa

Si chiama “Contributo di solidarietà” a sostegno delle famiglie in difficoltà. Fino ad ora l’Amministrazione Comunale aveva elargito aiuti in danaro a chi ne facesse richiesta, spesso sulla base di conoscenze dirette di persone o di situazioni di indigenza. Il nuovo Assessore ai Servizi Sociali Claudio Scordella, che ha preso il posto in Giunta di Luana Calogero, ha apportato in materia delle novità, facendo propria la proposta della Società Welfare Company, un operatore regionale, con la quale si attiva l’iniziativa economica e progettuale per la fornitura  di “Voucher” e la creazione di una rete di punti di distribuzione. In parole povere si tratta di titoli rilasciati a chi ne ha diritto per l’acquisto di beni di prima necessità, una spesa da un massimo di 450 euro ad un minimo di 150, secondo una graduatoria, cui si accede per richiesta formale. L’iniziativa partirà dal 1° luglio, dopo l’approvazione del bilancio di previsione e secondo lo stanziamento previsto.
Secondo l’Assessore Scordella gli elementi di miglioramento sono tanti ed evidenti. Primo: le persone che prima potevano spendere il contributo in denaro ricevuto in beni anche voluttuari ora sono obbligate a comprare beni di prima necessità previsti in una sorta di paniere. Secondo, in questo modo si favoriscono le attività commerciali coinvolte sul territorio, che in un momento di calo dei consumi possono permettersi una boccata d’ossigeno. Terzo, si mette un po’ di ordine in un settore particolarmente lasciato allo stato brado, con una graduatoria di bisognosi sulla base di alcuni parametri: nucleo famigliare, reddito non superiore alla soglia Isee di 5.000 euro. Quarto – ultimo ma non ultimo – impedire che l’amministratore pubblico coltivi con le elargizioni un’utenza elettorale che all’occasione risponde col voto.

Ordinanza del Sindaco
per un corretto smaltimento dei rifiuti
Previste multe da 25 a 620 euro

Con l’Ordinanza n. 24 del 22 maggio 2014 il Sindaco chiama al senso di responsabilità tutti i cittadini in materia di raccolta differenziata dei rifiuti. In specifico fa divieto:
- di abbandonare e depositare in modo incontrollato rifiuti di alcun genere;
- di gettare, versare o depositare in modo incontrollato sulle aree pubbliche e private di tutto il territorio comunale qualsiasi rifiuto;
- di depositare presso i cassonetti porta-rifiuti dislocati sul territorio comunale qualsiasi rifiuto;
- di esporre sacchi contenenti rifiuti o componenti degli stessi sulla via pubblica in giorni e in orari diversi da quelli stabiliti dal servizio di raccolta domiciliare.
Avverte che a partire dal 26 maggio 2014 è stata attivata su tutto il territorio comunale una procedura straordinaria per la verifica del corretto conferimento delle tipologie di rifiuti.
Ai trasgressori saranno comminate multe, a seconda della tipologia di violazione fatta, da 25 a 620 euro, oltre all’obbligo della rimozione dei rifiuti gettati o abbandonati in difformità dall’Ordinanza.
Si spera in tal modo non solo di conferire decoro urbano e ambientale, ma anche di evitare il pagamento dell’ecotassa per i comuni e quindi per i cittadini inadempienti secondo le indicazioni della Regione.

Prevenzione incendi
Stato di grave pericolosità dal 15 giugno al 15 settembre
Decreto del Presidente della Regione Puglia

Qui di seguito l’art. 1 del Decreto del Presidente della Regione Puglia n. 226 dell’8 aprile 2014, per dichiarare lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi nell’anno 2014:

«Nel periodo dal 15 giugno al 15 settembre 2014 è dichiarato lo stato di grave pericolosità per gli incendi per tutte le aree boscate, cespugliate, arborate e a pascolo della Regione Puglia, fatta salva la possibilità, in caso di necessità contingenti, di anticipare al 1 giugno e/o posticipare al 30 settembre lo stato di allertamento delle strutture operative.
Chiunque avvisti un incendio che interessi o minacci aree boscate, cespugliate, arborate e a pascolo comprese eventuali strutture e infrastrutture antropizzate poste all’interno delle predette aree, è tenuto a darne immediata comunicazione alle competenti Autorità locali riferendo ogni utile elemento territoriale per la corretta localizzazione dell’evento».

Con l’art. 2 si fa tassativo divieto di:

«- accendere fuochi di ogni genere;
- far brillare mine o usare esplosivi;
- usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli;
- usare motori, fornelli o inceneritori che producano faville o brace;
- tenere in esercizio fornaci, forni a legna, discariche pubbliche e private incontrollate;
- fumare, gettare fiammiferi, sigari o sigarette accese e compiere ogni altra operazione che possa creare comunque pericolo immediato o mediato di incendio;
- esercitare attività pirotecnica, accendere fuochi d’artificio, lanciare razzi di qualsiasi tipo e/o mongolfiere di carta, meglio note come lanterne volanti dotate di fiamme libere, nonché altri articoli pirotecnici;
- transitare e/o sostare con autoveicoli su viabilità non asfaltata all’interno di aree boscate;
- transitare con mezzi motorizzati fuori dalle strade statali, provinciali, comunali, private e vicinali, gravate dai servizi di pubblico passaggio, fatta eccezione per i mezzi di servizio e per le attività agro-silvo-pastorali nel rispetto delle norme e dei regolamenti vigenti;
- abbandonare rifiuti nei boschi e in discariche abusive».

Nei successivi articoli sono contemplati gli obblighi per gli Enti di gestione di infrastrutture e servizi (art. 3); per i titolari di attività ad alto rischio esplosivo (art. 4); per i titolari di fuochi pirotecnici e fiamme libere (art. 5); per i proprietari di campi di realizzare le fasce protettive prima di bruciare residui di mietitrebbiatura (art. 6), stoppie e vegetazione spontanea (artt. 7, 8, 9); sono indicati gli interventi di prevenzione negli oliveti e nei vigneti (art. 10).

«Gli Organi di Polizia Giudiziaria e gli Enti competenti in materia di ambiente devono segnalare situazioni di non conformità previste dagli Standard per il mantenimento delle buone condizioni vegetative come previsto dalla D.G.R. n. 1928 del 02/10/2012 con la quale la Giunta regionale ha attuato il D.M. n. 30125/2009 […] Le segnalazioni di non conformità dovranno essere corredate da un verbale di controllo come previsto dal citato Decreto Ministeriale» (art. 10).

Le sanzioni per i trasgressori sono fissate all’art. 16.   

Associazione Culturale “Pietre Vive”
Presentazione del libro di Paolo Vincenti Nero notte

Venerdì, 30 maggio 2014, alle ore 19,30, nella sala dell’Associazione Culturale “Pietre Vive” a Taurisano, Paolo Vincenti ha presentato il suo libro Nero netto. Romanza di Amore e Morte (Libellula Edizioni, Tricase). Sono intervenuti Luigina Paradiso, responsabile della Biblioteca Comunale di Gagliano del Capo; Mauro Ciardo, giornalista della “Gazzetta del Mezzogiorno”; il chitarrista Lucio Margiotta, che ha allietato la serata con interventi musicali.

1° Concorso nazionale di pittura “L’uomo e il mare”
2 agosto inaugurazione presso l’Associazione Culturale “Pietre Vive”

L’Associazione Culturale “Artisti e Navigatori” di Taurisano ha organizzato il 1° Concorso nazionale di pittura “L’uomo e il mare”. L’inaugurazione della mostra dei quadri in concorso è fissata al 2 agosto presso l’Associazione Culturale “Pietre Vive” in Corso Umberto I. n. 101 a Taurisano. Mostra e premiazione, agosto-settembre, presso la Masseria Didattica “Portovento”  a Torre San Giovanni, Lungo Lago Quinto Ennio.
Premi in palio: € 500,00 assegnato dalla Giuria Ufficiale, un cavalletto assegnato dalla Giuria Popolare.  

BROGLIACCIO TAURISANESE

A Giovanni Ciurlia il Premio “Il Galantuomo 2014”

Con questi versi: «IO / SONO un oscuro punto di nera indifferenza / su un chiaro foglio di blanda ottusità», Giovanni Ciurlia, ha vinto il 1° Premio del Concorso “Il Galantuomo 2014” promosso dall’Associazione di Volontariato “Don Di Nanni alias Li Scumbenati” di Lecce.
Tiziana Epifani, che per la Commissione ha firmato la motivazione, ha scritto: «IO, poche parole per una grande consapevolezza: ammettere di essere indifferenti nell’ottusità che circonda, è il primo passo per diventare da “oscuro punto” , un “brillante punto”; è il primo passo verso il vero cambiamento interiore che porterà luce eterna e Verità sorprendenti».
Giovanni Ciurlia ha 17 anni, frequenta il terzo anno al Tecnico Commerciale di Casarano ed è figlio di Fernando e Lara Di Seclì, nipote del Sindaco Lucio Di Seclì e della signora Leda Palma.

Lo stadio di Via Salvo D’Acquisto intitolato all’Ing. Luigi Perrotta


Lo Stadio Comunale di Via Salvo D’Acquisto sarà intitolato all’Ing. Luigi Perrotta, il Presidente del Taurisano in uno dei periodi più esaltanti del calcio taurisanese. Lo ha deciso l’Amministrazione Comunale. L’Ing. Perrotta, scomparso immaturamente qualche anno fa, divenne presidente dell’A.S. Taurisano il 1° luglio 1998 subentrando a Salvatore Pecone, il presidente che aveva appena vinto il campionato di Promozione. Dalla stagione 1998-99 per il Taurisano fu un susseguirsi di successi. Vinse la Coppa Italia Regionale battendo l’Ostuni; poi, dopo aver battuto il Matera e il Todi, eliminò il Sapri e si qualificò per la finale nazionale col Moncalieri, che purtroppo perdette. Ma soprattutto ci fu il salto nel Campionato Nazionale Dilettanti, la Serie D, stagione 1999-2000, nel corso della quale contese a lungo al Taranto il primato in classifica, chiudendo al quinto posto. Nel Campionato successivo, 2000-01, il Taurisano non riuscì ad evitare la retrocessione in  Eccellenza. Fu l’anno che l’Ing. Perrotta, dopo tre anni, lasciò la presidenza a Romeo Ancora. Furono anni, i suoi, di grande entusiasmo e coinvolgimento popolare. La sua gestione fu anche un esempio di passione e di saggezza, coadiuvato da collaboratori seri e motivati. Tornò per il Campionato 2003-04 come Direttore generale. «Non potevo rimanere lontano dal calcio – disse nella circostanza – ho passato anni troppo belli e perciò sono tornato». Morì il 18 marzo 2009; aveva 49 anni. Il suo ricordo negli ambienti calcistici del paese è rimasto vivo e ogni anno l’Inter Club di Taurisano – l’Inter era la squadra per la quale tifava – organizza un memorial con altri Inter Club della zona.