venerdì 14 marzo 2014

Presenza Taurisanese – Marzo 2014

Parla Luana Calogero “Colpevole di coerenza!”
“Consiglieri mai propositivi, mai attivi, mai presenti nella gestione amministrativa del paese compatti non su una questione di pubblico interesse ma sulla mia lapidazione”

Gentile Direttore, se ipotizzassi di scrivere un libro per raccontare l’esperienza politica che mi ha vista protagonista negli ultimi due anni e mezzo e quindi nell’ultima tornata elettorale che abbiamo avuto a Taurisano, probabilmente sceglierei di intitolarlo  “Colpevole di Coerenza”.
Non a caso le dico questo,  ma credo anzi che questo titolo racchiuda bene in due sole parole l’amara verità di una storia che sinceramente mi ha segnata profondamente, nel senso che questi due anni e mezzo per me hanno rappresentato un periodo molto intenso di novità, impegno, passione...ma anche di incertezze, disagi,  delusioni....tutte cose che sicuramente alla fine hanno  non di poco arricchito il mio bagaglio personale e culturale e quindi mi hanno in qualche maniera fatta crescere,  permettendomi così di percepire davanti ai miei occhi una realtà un tantino diversa da come me l’ero immaginata. Quindi, chiedo scusa per la premessa forse un po’ confusionaria, (ma che probabilmente rispecchia  appieno il mio attuale stato d’animo) e magari cercherò di spiegarle meglio con un racconto dei fatti, lasciando da parte le emozioni; fatti ed emozioni che purtroppo però costantemente ripercorro con la mente e che ripetutamente mi confermano questa mia forte perplessità e delusione.
Se mi permette dunque faccio una brevissima rispolverata di quanto accaduto a partire dal marzo  del  2011.
Ad un certo punto della mia vita, arrivata all’età di 35 anni, con un ambizioso progetto familiare già avviato, una situazione economica abbastanza serena, un lavoro indipendente che mi permetteva di potermi gestire autonomamente, l’energia e l’entusiasmo tipici della mia età...., decisi di prendere in considerazione l’idea di dedicare un po’ del mio tempo e della mia vita al mio paese,  nella sola prospettiva di poter dire domani a me stessa che, da madre convinta, ho provato a modo mio a contribuire responsabilmente a creare un futuro migliore per i giovani cittadini di domani. Quindi, da persona più vicina agli ideali di centrodestra,  perché più propensa al conservatorismo e meno al progressismo spropositato, mi avvicinai timidamente agli ambienti  del centrodestra taurisanese.  Conobbi quindi delle persone disponibili e ben accette ad una mia candidatura, ed iniziai a frequentare le loro assemblee, dando per scontato di poter contribuire nella creazione di un programma elettorale che potesse rispecchiare anche i miei ideali e i miei buoni propositi e, pensando di poter soprattutto dare la mia opinione sia riguardo alla figura di un candidato sindaco, sia riguardo  agli obiettivi dello stesso programma. In realtà,  però, capii  ben presto che quello non poteva essere il posto per me o quantomeno mi accorsi che la mia parola contava molto poco e quindi decisi di ritirare la mia candidatura anche perché nulla di ufficiale mi teneva legata a quella squadra. Quasi contestualmente, mi venne proposto di aderire invece ad una lista che presentava un candidato sindaco a mio avviso di grande valore e stima ed un programma elettorale di tutto rispetto per la mia Taurisano. Allettata quindi dall’estrema validità delle due uniche variabili che potevano e dovevano condizionare una mia scelta, accettai subito di aderire a quella lista civica che prendeva il nome di “Uniti per Taurisano”, dove insieme al Pd, c’erano componenti Indipendenti, Udc, Socialisti e IdV (per non parlare delle trattative, in corso fino all’ultimo minuto utile, anche con alcuni dei partiti minori di destra!!!), e dove era bellissimo respirare a pieni  polmoni quella preziosa aria di democrazia e di apertura mentale, dove diverse forze politiche e civili, erano unite da un solo importantissimo obbiettivo comune: <il bene del paese>, e dove il massimo  comun dominatore era rappresentato da <Lucio Di Seclì>.
Ricordo anche che l’allora Segretario <dr. Claudio Leuzzi>, da buon democratico,  propose addirittura di trovare una sede più adeguata per le riunioni , affinché  nessuno potesse sentirsi ospite a casa di un partito che non fosse il proprio. Magari questo può sembrarle un piccolo dettaglio, ma le assicuro che per me  rappresentò quel valore aggiunto e quella certezza di profondo rispetto che altrove non ero riuscita purtroppo a percepire....ci aggiunga poi la mia inesperienza e il mio forte entusiasmo...!
Così  Direttore,  io  convintamente  mi candidai, e tenendo fede al patto sottoscritto con la lista “Uniti per Taurisano” nonché  a quel desiderio di dare un mio personale contributo al paese, ho cercato fin da subito di amministrare anzitutto con coerenza, tant’è vero che sin dal primo consiglio comunale dichiarai ufficialmente la mia ideologia di centrodestra, e successivamente con trasparenza, responsabilità e  passione, convinta  o meglio illusa che fossero queste le cose di cui un assessore doveva principalmente curarsi nell’espletamento del proprio mandato. 
E ad affermare di aver operato in questo modo, non sono io, ...ma sono gli atti e i documenti anche recentissimi sottoscritti dal Sindaco Lucio Di Secli! Lo stesso sindaco che io insieme agli altri ho promosso in campagna elettorale, lo stesso sindaco che io più di altri ho difeso in questi anni, lo stesso sindaco che per un capriccio da parte del partito di maggioranza, è riuscito a revocarmi la delega di assessore senza poterla degnamente motivare, ma spiegando che per la prima volta in due anni e mezzo di governo,  il Pd si era presentato compatto...recapitando  un documento dove tutti i consiglieri chiedevano con forza le mie dimissioni o se necessario il mio defenestramento coatto. Pensi un po’,  Direttore, lo stupore che ho provato quando tra i sottoscrittori di quel documento, ho visto i nomi dei colleghi assessori (con cui pensavo aver condiviso molto di più che quattro delibere di giunta!), o peggio ancora quando mi sono resa conto che chi mi accusava di essere una minaccia per la stabilità della maggioranza , erano quei “consiglieri responsabili” (e sicuramente molto meno coerenti della sottoscritta!!!) mai propositivi, mai attivi, mai presenti nella gestione amministrativa del paese.
E mi perdoni se mi permetto di fare una considerazione molto personale, ma sinceramente trovo estremamente dequalificante per un gruppo politico, (che sia di destra o di sinistra) essere compatti per la prima volta in due anni e mezzo , non su una   questione riguardante l’interesse pubblico, ma la  “lapidazione” di un assessore  colpevole poi di cosa io ancora non l’ho capito.
Come si può far finta di cadere dalle nuvole quando sin dal primo momento io ho chiarito la mie posizioni e le mie tendenze politiche?
Quale “nuovo e non previsto assetto politico della coalizione di maggioranza” ha creato la mia ufficiale adesione al Ncd?  Perché i pregiudizi e gli interessi del Pd hanno prevalso sugli interessi della collettività? 
Eppure, solo qualche giorno fa abbiamo assistito alla formazione di un nuovo governo di larghe intese dove il neopresidente del Consiglio si propone di governare per il bene del paese fino al 2018, facendo appello, nel suo primo discorso al Senato della Repubblica, a valori come la coerenza , l’onestà , l’altruismo.
E allora mi chiedo...: come possiamo insegnare ai nostri figli valori come  la coerenza, l’onestà, l’altruismo, la diversità come occasione di arricchimento, se poi invece noi stessi non siamo in grado di metterli in pratica?
Come può immaginare, quindi, oggi la mia delusione è tanta... come tanta è la mia convinzione che sarebbe bastato molto poco a vedere le cose da un’ altra prospettiva, evitando così tutto questo a beneficio esclusivo della collettività.
Dal canto mio probabilmente ho fatto un gravissimo errore di valutazione, credendo che in un delicato periodo storico come quello che stiamo vivendo, avrebbe prevalso la responsabilità  e il senso di squadra all’insegna di quel rispetto che fin da subito mi era stato dimostrato ma che col tempo è risultato alquanto precario.
A questo punto,  concluderei confessandole di cuore che al di là di tutto, sono davvero molto contenta di aver avuto la possibilità  di  amministrare il mio paese. E’ stata per me una esperienza di crescita e di enorme arricchimento personale, e non posso non ringraziare tutti coloro che hanno veramente creduto in me, sostenendomi e premiandomi con  sincera fiducia. 
Per il futuro, che io ne faccia parte o meno, sono certa che la politica taurisanese debba trovare il coraggio e la forza di cambiare, di rinnovarsi e di mettersi al passo con le nuove esigenze e problematiche del paese. C’è  bisogno di una politica più  presente e vicina alla quotidianità del paese, c’è bisogno di una politica meno attenta agli interessi dei partiti e sopratutto c’è  bisogno di partiti che mettano da parte sterili fanatismi, lasciando il posto ad un nuovo positivo entusiasmo e ad una necessaria apertura a collaborazioni anche trasversali. Solo così migliaia di cittadini delusi, potranno non solo ritrovare quella fiducia perduta nei confronti delle istituzioni, ma  con tanto di spirito di responsabilità, potranno addirittura sentirsi parte attiva e imprescindibile nella gestione della cosa pubblica.
Infine, La saluto e saluto i suoi lettori con l’augurio più  sincero che dopo questo piccolo,  insignificante, e a detta di alcuni necessario resettaggio dell’esecutivo, si possa lavorare più e meglio di prima per il bene Sovrano dell’intera comunità.

                                       Luana Calogero

Salento terra di mafia? No, ma potrebbe…

La recente operazione “Tam Tam” della Polizia di Stato, con l’arresto di quindici soggetti, cinque di Taurisano, ha come scoperchiato una realtà salentina preoccupante. Il Procuratore Generale Cataldo Motta, soddisfatto dell’operato delle forze di polizia, di fronte alla recrudescenza del fenomeno malavitoso di così vaste proporzioni, si è detto non più sicuro di escludere che il Salento sia terra di mafia.
Quando parla un magistrato occorre sempre soppesare quello che dice, non solo e non tanto per quello che dice ma anche e soprattutto per quello che non dice ma che sa. L’allarme del Procuratore è importante. Giustamente è stato oggetto di valutazione critica da parte di opinionisti, politici, giornalisti, amministratori pubblici e privati, con valutazioni e commenti diversi.
Per quanto attiene la realtà di Taurisano, che ci riguarda da vicino, credo di poter dire che non è terra di mafia, ma potrebbe diventarlo. Abbiamo elementi per escluderlo oggi, elementi per paventarlo domani.
Tra la fine del 2013 e gli inizi di quest’anno si sono verificati a Taurisano fatti spiacevoli di varia illegalità e criminalità. In successione: il caso o i casi di concussione all’Ufficio Tecnico Comunale, lo spaccio di droga, le risse e i pestaggi, l’insorgere della criminalità organizzata benché solo agli inizi. Episodi e fenomeni tempestivamente rintuzzati dalla Polizia di Stato, diretta dal Vice-questore dr. Salvatore Federico. C’è da essere perciò preoccupati per un verso, ma rassicurati per un altro. Le istituzioni hanno funzionato, funzionano. Tanto ci autorizza a considerare l’allarme del Procuratore Motta, giusto in sé, esagerato per quanto ci riguarda.
A Taurisano abbiamo un formidabile codice per valutare se la mafia esiste o non esiste, un codice che ha la funzione della Stele di Rosetta, quella che consentì di interpretare i geroglifici perché recava una scritta in tre lingue: geroglifico, demotico e greco. Conoscendo il greco si poteva interpretare il resto. Sappiamo quanto la mafia abbia attinenza con i geroglifici. Voglio dire che essa lascia dove entra e da dove passa dei segni e dei simboli, dai quali è possibile accorgersi di ciò che succede nella società.
Ora a Taurisano la mafia l’abbiamo conosciuta, benché solo nella fase iniziale ma con segni evidenti e inconfondibili, tra gli anni Ottanta e i Novanta. Avendo conosciuto la mafia siamo in grado di dire se certi fatti di oggi sono o meno mafiosi. Quali erano i segni che inequivocabilmente attestavano che allora si trattava di mafia? Elenchiamoli nella loro tipologia.
1) Le istituzioni erano inquinate e non solo quelle politiche e amministrative; 2) i fenomeni di concussione-corruzione c’erano benché taciuti e percepiti come graziosi presenti; 3) le richieste estorsive di danaro, con intimidazioni, minacce e attentati erano continue; 4) nel tessuto sociale incominciava a prendere piede la tipica “giustizia” mafiosa del proteggere e dell’aggredire anche per piccoli episodi di vicinato o per vendette personali e famigliari, ossia incominciava a configurarsi come dato di costume, che è l’aspetto meno allarmante nell’immediato ma alla lunga più devastante e più difficile poi da estirpare. Si tratta di quattro elementi che combinandosi insieme formano un mix tendenzialmente mafioso. 
Di questi quattro segni oggi a Taurisano non ne ricorre alcuno se non quello della concussione-corruzione, non paragonabile peraltro al fenomeno degli anni Ottanta-Novanta. Le istituzioni sono vigili, forse non tutte allo stesso modo; ma in buona sostanza c’è da stare tranquilli.  
Il caso dell’Ufficio Tecnico Comunale, grave in sé, è poca cosa come fenomeno, anche perché oggi il Comune, come tutti gli altri in Italia, non dispone di somme importanti, realizza pochi lavori pubblici, insomma c’è poco da dare, da sottrarre, da spartire. Non ci sono soldi e dove non ci sono soldi è difficile che attecchisca la mafia. Il “caffè” da 500 o 1.000 euro, se solo di questo si tratta, è illegalità artigianale, piuttosto maldestra. Ciò non significa che non debba essere colpita chi ne ha praticato l’uso e che non si debbano ammonire tutti gli amministratori comunali che in successione non hanno saputo vigilare per impedire che tanto accadesse. Ma non sembra sufficiente per parlare di mafia.
Ci sono – e dopo quanto è accaduto non lo si può negare – fatti allarmanti di droga e di violenza, tanto più gravi quanto più in progress e riconducibili a fenomeni aggregativi, che in genere finiscono per dar vita ad associazioni mafiose, con segni distintivi di assistenzialismo mutualistico. Ci sono – e purtroppo sempre più frequenti – i furti nelle abitazioni, che avviliscono chi li subisce e creano sfiducia nella gente, ma si tratta di un fenomeno che poco o nulla ha a che fare con la mafia. 
L’appello ai singoli cittadini di aiutare le istituzioni a proteggere la società dal male mafioso non può che essere preso come un appello a fidarsi dello Stato. Non può essere inteso, invece, nel suo aspetto di intelligence, cioè di informazione e delazione. La società ha le sue leggi non scritte, che sono di urbanità, di rispetto, di cordialità, di pacifica convivenza. Se lo Stato funziona non c’è bisogno alcuno di trasformare i cittadini in agenti segreti quasi fossimo in una condizione di guerra civile, dove tutti si guardano con sospetto, pronti a carpire parole e gesti.
Ma chi viene preso di mira o in qualche modo colpito ha l’obbligo, morale e civile, di rivolgersi alla Polizia, ai Carabinieri, alle istituzioni dello Stato. Tacere non gli giova e soprattutto serve a far crescere il mostro malavitoso, che conviene sempre affrontare quando si presenta quasi come innocuo nella sua fase iniziale meno brutta e minacciosa.
Taurisano perciò accoglie l’appello del Procuratore Motta e ringrazia tutte le forze di polizia che operano sul territorio per l’impegno finora profuso con i risultati che conosciamo. Ma deve anche sentirsi coinvolta a tutti i livelli nella lotta al crimine e al malaffare, grosso o piccolo che sia, perché se oggi non si può dire che Taurisano sia terra di mafia, tale potrebbe diventare se certi fenomeni dovessero essere trascurati o tollerati per pigrizia, rassegnazione o quieto vivere, lasciandoli crescere e diventare qualcosa di molto più serio e pericoloso. 

Il Questore di Lecce in visita a Taurisano
Incontri al Comune e al Commissariato

Questore di Lecce da due mesi, il dr. Maiorano venerdì, 28 ottobre, ha voluto visitare il Comune e il Commissariato di Polizia di Taurisano, dopo aver fatto visita nella prima mattinata a Mons. Vito Angiuli vescovo di Ugento.
Accompagnato dal Vice-Questore dr. Salvatore Federico, dirigente del Commissariato di Taurisano, il Questore ha svolto la giornata taurisanese in due tappe. La prima al Comune, dove si è incontrato col Sindaco Lucio Di Seclì e con alcuni amministratori, dei quali ha ascoltato le criticità del paese, esposte dai consiglieri Rocca, Rosafio e Piscopo in relazione all’ordine pubblico. Ha visitato gli uffici del Comune, salutando e intrattenendosi con gli impiegati. La seconda al Commissariato di Polizia, per salutare quelli che con essenziale e affettuosa sintesi ha chiamato i “suoi uomini”.
Breve ma denso di spunti su cui riflettere il discorso del dr. Maiorano, che ha voluto ringraziare il Sindaco e l’Amministrazione per l’accoglienza. Ha tenuto a separare, anche in risposta a quanto gli era stato segnalato dagli amministratori comunali,  ciò di cui una comunità ha bisogno, che è tanto, da ciò che le istituzioni sono in grado realisticamente di fare, con le risorse di cui dispongono, che spesso non è abbastanza. Ma ha anche ricordato che è sbagliato pensare che lo Stato sia solo l’Istituzione che lo rappresenta, perché lo Stato siamo tutti ovunque si svolga la vita di ciascuno di noi, civile e professionale. E’ necessario – ha detto – che ci sia tra il Commissariato di Polizia e la popolazione sinergia, senza la quale non c’è Stato che tenga; ognuno con gli strumenti che una società ordinata consente: i cittadini osservando la legge e cercando di farla osservare; gli uomini dello Stato con gli strumenti propri dell’autorità giudiziaria per prevenire e reprimere. Ha raccomandato all’Amministrazione comunale di andare incontro alle persone e alle famiglie bisognose e sofferenti in un momento di crisi diffusa. 

Ma dietro una disponibilità conversativa di facile e immediata cordialità, il dr. Maiorano ha dimostrato anche uno spiccato senso della forma, di ciò che si può e si deve dire in una sede e di ciò che si può e si deve dire in un’altra. Alla nostra domanda, infatti, sulle ultime due operazioni di polizia e sulla recrudescenza del fenomeno malavitoso nel Salento, non ha risposto, ritenendo la domanda fuori “luogo” e fuori “tempo”, avendo già parlato di questo nel corso delle conferenze-stampa tenute a Lecce nei giorni scorsi. Come dire: garbo nei modi e fermezza nei contenuti. Ha promesso che a Taurisano ritornerà.       

sabato 15 febbraio 2014

Caso Calogero: scaricata dal Sindaco Di Seclì. Una brutta pagina di politica


Il Sindaco Lucio Di Seclì ha ceduto ai ricatti dei dieci consiglieri del Pd. Venerdì, 14 febbraio, festa di San Valentino, ha revocato la delega di assessore a Luana Calogero.
Le ragioni della revoca sono chiare, inequivocabili: la Calogero non è di centro-sinistra, anzi di recente con una lettera ha dichiarato di appartenere al gruppo politico del Nuovo Centro-destra. Un pretesto, bello e buono, visto che la Calogero ha sempre detto di essere del centro-destra e addirittura l’anno scorso fu promotrice di un comitato elettorale per raccogliere voti per il Pdl. Altro non può essere imputato alla Calogero. Mai un giudizio negativo sui suoi colleghi di giunta, mai un voto contro la maggioranza o difforme dalla maggioranza, salvo in alcuni casi, come il registro delle coppie di fatto, per il quale ci furono altre defezioni del Pd.
Dunque, la Calogero, pur avendo operato bene come assessore in tutte le sedi e pur avendo osservato un comportamento rispettoso e corretto nei confronti degli altri, è stata immolata sull’altare del più cinico e prepotente interesse di partito. Il Sindaco Di Seclì, che in altre circostanze ha rivendicato la sua libertà di decidere come riteneva più opportuno, al di fuori da logiche e imposizioni di partito, nel quale peraltro non si riconosceva e – da quanto si sa – continua a non  riconoscersi, ha ceduto, contraddicendosi e dimostrando che forse sarebbe stato più conveniente per tutti se fosse stato più disponibile a trattare col partito fin dall’inizio.
Non so se ricorrano gli estremi per impugnare l’atto di revoca. Ci sono stati altri casi in Italia in cui l’assessore defenestrato si è fatto le sue ragioni in sede giudiziaria. Il Sindaco Di Seclì ha più volte espresso formalmente giudizi estremamente positivi sull’assessore, addirittura pochi giorni prima che gli revocasse la delega.
Oggi il buon Lucio Di Seclì e i bravi ragazzi del Pd si sono resi protagonisti di una storiaccia politica. Qualcosa che offende anche la dignità delle singole persone e che manca di rispetto al paese. Potranno fare salti mortali tutti, ma la lista che ha vinto le elezioni tre anni fa era una lista civica, a forte orientamento di centrosinistra ma civica e la Calogero era stata sottratta alla lista di centrodestra come altri erano stati sottratti in maniera spregiudicata alla lista del Psi-Sel. La storia non si cancella come le scritte sui muri.
Ora tocca al Sindaco nominare il nuovo assessore, che dovrà essere per forza donna, in barba alla più bella Costituzione del mondo che non fa distinzione alcuna fra i cittadini. Chi sarà?
Il Sindaco deve stare attento, perché se non accetterà la proposta del partito o se nominerà persona non gradita al partito i dieci consiglieri, che su nessun altra questione sono d’accordo tra di loro, si ricompatteranno per opporsi. Il vero obiettivo del Pd, infatti, non è l’assessore tizio o caio, ma il Sindaco Di Seclì. E’ possibile che il mutato comportamento del Sindaco si risolva a tarallucci e vino, in una scena di questo tipo. Il Sindaco chiede al nuovo segretario del Pd: chi propone il partito? E alla risposta, il Sindaco esclami: mi hai letto nel pensiero; anch’io avevo pensato a quella persona.

Se così non si svolgeranno le cose, per l’Amministrazione comunale continuerà il purgatorio in questi due anni che restano alla consigliatura. E dopo, chi s’è visto s’è visto!

martedì 11 febbraio 2014

Caso Calogero: il vero obiettivo è il Sindaco Di Seclì


Ci sono profili di opacità nell'iniziativa presa dal gruppo consiliare del Pd nei confronti dell’Assessore ai Sevizi Sociali Luana Calogero, di cui si chiede l’estromissione dalla Giunta Di Seclì per aver formalizzato la sua adesione al Nuovo Centro-destra.
Giova ripercorrere brevemente il caso. La Calogero, notoriamente di destra, aderì nel 2011 alla lista civica “Uniti per Taurisano” con candidato sindaco Lucio Di Seclì, che non ebbe problemi a vincere anche per la sopraggiunta esclusione della lista di Centro-destra dalle elezioni.
Fin dall’insediamento in Consiglio la Calogero dichiarò di non poter fare parte del gruppo consiliare del Pd in quanto lei intendeva rappresentare il suo elettorato che era di centro-destra. Un gesto di chiarezza e di onestà politica fu preso per uno sproposito e provocò qualche mal di pancia nella compagine amministrativa, costituita da elementi del Pd, tranne il Consigliere Maruccia, socialista, che al Pd avrebbe aderito successivamente.
Ma le cose andarono avanti con la Calogero al suo posto, a cui il Sindaco aveva assegnato la delega ai Servizi Sociali. Formalmente il Pd non aveva appigli per contestarla.
Ma…ma…ma… le cose tra il Sindaco Di Seclì, mai stato del Pd e mai propenso ad entrarvi, e il Pd non andarono bene fin dall’inizio, fin dall’assegnazione delle deleghe assessorili. Lucio Di Seclì rivendicò il diritto, riconosciutogli dalla legge, di nominare i suoi assessori e respinse pressioni e condizionamenti, forse anche con qualche parola fuori posto. Se fece bene o se fece male sono punti di vista. Personalmente trovo che in politica bisogna sempre raggiungere dei compromessi – in senso buono! – e mai ignorare un certo galateo, non scritto ma radicato nei comportamenti di chi spontaneamente si propone o accetta di svolgere un ruolo di rappresentanza e di amministrazione.
Come rispondere all’indisponibilità del Sindaco a trattare? Il Pd, all’epoca guidato da Claudio Leuzzi, individuò nella posizione della Calogero il suo punto debole; e incominciò a sollevare il caso. La Calogero – si disse – non c’entra con un’Amministrazione che è di centro-sinistra! Era considerata una andata a deporre le uova nel nido di altri!
Ma era veramente di altri quel nido o non era stato fatto insieme da tutti? Dimenticavano i signori del Pd che neppure Lucio Di Seclì, il Sindaco, era del loro partito, che inizialmente neppure William Maruccia lo era e che la lista con cui avevano vinto le elezioni era civica. Si chiamava “Uniti per Taurisano”. Poi potevano essere in maggioranza del Pd o della Juventus o dell'Inter, non cambiava nulla. Unire vuol dire – cito dal primo dizionario della lingua italiana che mi cade sott’occhio - «mettere insieme due o tre elementi, in modo che costituiscano o appaiano un tutto unico» (Tullio De Mauro). Allora, uniti a chi quelli del Partito democratico? Forse dovrebbero chiederselo.
Non se lo chiedono perché lo sanno. La spiegazione, infatti, è un’altra; ed è talmente grande che bisogna essere ciechi per non andare a sbatterci il grugno. Quando si costituì la lista “Uniti per Taurisano” non si poteva sapere – ovvio! – che la lista del centro-destra sarebbe stata esclusa. Essa perciò si proponeva al paese come una lista politicamente integralista in cui stavano insieme figure del più ampio panorama politico e sociale. Lucio Di Seclì, rappresentante di prestigio della società civile, della competenza tecnica per essere stato per l’intera vita professionale ragioniere del comune, del volontariato per aver promosso numerose iniziative, molto vicino alla chiesa e con un bel seguito personale di amici e parenti. La Calogero, poi, donna volitiva e intelligente, rappresentava una certa destra e conferiva alla lista carattere composito con un profilo di alta competitività. Un vero capolavoro di Claudio Leuzzi e compagni, che avevano sottratto alla lista dei socialisti e di Sel alcuni altri elementi, fra cui il Maruccia. Potevano veramente dire all’elettorato: noi siamo tutto il meglio che c’è!
Poi le cose andarono diversamente. La lista del centro-destra fu esclusa, “Uniti per Taurisano” vinse facilmente e quelle presenze che inizialmente dovevano essere fattori di richiamo finirono per essere considerate piuttosto imbarazzanti.
Alla fine dell’anno scorso, in vista del congresso sezionale del Pd, Claudio Leuzzi ha lasciato la segreteria del partito. Quando sembrava che a succedergli fosse l’attuale vice-sindaco e Assessore alla Cultura Claudio Scordella, si riesumò Antonio Ciurlia, l’architetto ex/post comunista, che nelle passate amministrazioni di centro-sinistra, a guida Guidano, era stato assessore e in sintonia col Partito della Rifondazione comunista. Un segnale di forte discontinuità.
A questo punto il caso Calogero è stato risollevato formalmente con una lettera al Sindaco, in cui gli è stato imposto di cacciare la Calogero dalla giunta per avere la stessa ribadito, dopo tre anni, che era ed è di centrodestra.  E lo è stata, di centrodestra, non così per dire. Nelle elezioni politiche dell'anno scorso era nel comitato elettorale del Pdl.
Ma cosa pretendevano quelli del Pd, che la Calogero facesse finta di essere di centrosinistra? Che se ne stesse zitta? Che pescasse nel torbido? Ma si può pretendere un comportamento disonesto e ipocrita per la convenienza per di più degli altri? Probabilmente sì, perché in politica non è a tutti chiaro che la sincerità e la limpidezza sono valori.
Ora, è legittimo che in politica, mutata la situazione, si proceda a cambiare il resto. Oggi il Pd presume che, per la crisi che investe ancora il centrodestra, possa andare a nuove elezioni e vincere facilmente. Oltretutto si coltiva l’ipotesi che nella prospettiva del confronto bipolare a livello nazionale tutte le forze si coalizzino tanto a destra quanto a sinistra.
A Taurisano da un po’ di tempo si fanno prove in tal senso. E quelli del Pd tornano a trasformare la politica in un mattatoio morale, a legittimare per ragioni ideologiche e di schieramento persone fino a ieri impresentabili e a delegittimare le persone perbene di null’altro accusabili se non di appartenere ad altra formazione politica con l’aggravante di dirlo.  
Ma se, come è di tutta evidenza, il vero obiettivo è il Sindaco Di Seclì, il Pd farebbe bene a dirlo apertamente e ad assumersi la responsabilità di quanto è accaduto e accadrà in conseguenza dei suoi errori.   

lunedì 22 luglio 2013

Presenza Luglio-Agosto 2013 Cose di Taurisano


Parla Luigi Guidano
“L’azione amministrativa non va. Quella del candidato-sindaco non è stata l’unica nota stonata”

Carissimo Direttore, tra il serio e il faceto, quando mi hai contatto per chiedermi la disponibilità alla presente intervista, hai esordito con la formula di rito dei poliziotti americani al momento dell'arresto di un presunto malvivente, ricordandomi il diritto di tacere per evitare che quanto affermato potesse ritorcermisi contro.
Benché avvertito, aderisco volentieri alla richiesta.
Scherzi a parte, chi riveste una pubblica funzione non può avere remore a parlarne, per rendere conto del proprio operato e  dello stato di salute dell'amministrazione nella quale opera.
Si sentono malumori e scricchiolii nella maggioranza consiliare o più specificamente nel PD. Si parla di una tua uscita dal Consiglio e di qualche assessore dalla Giunta. Che c'è di vero?
Avendo governato Taurisano per dieci anni consecutivi, a capo di maggioranze di centrosinistra molto più composite e politicamente connotate della presente,  posso tranquillamente sostenere che è fisiologico il verificarsi di fibrillazioni e scricchiolii, soprattutto quando i problemi da affrontare sono complessi e possibili di soluzioni diverse   o quando si tenta di imporre posizioni di parte che mal si conciliano con gli interessi della comunità. E' sempre accaduto e continuerà ad accadere. Sta alla responsabilità ed alla capacità del timoniere richiamare l'equipaggio all'ordine ed al rispetto del programma convenuto, non solo nei contenuti ma anche, se non soprattutto, nei metodi.
Della maggioranza che governa Taurisano, si diceva che avesse i giorni contati già all'indomani delle elezioni amministrative del giugno 2011. Sono trascorsi oltre due anni e la maggioranza è al suo posto, senza che i consiglieri che ne fanno parte abbiano mai determinato situazioni problematiche in Consiglio comunale.
“Malumori e scricchiolii” ve ne sono stati e ve ne sono perché l'azione amministrativa non va come dovrebbe andare, neanche su questioni di interesse generale per le quali in Consiglio comunale sono state votate delibere all'unanimità.
Ci si muove come una macchina alla quale l'autista ha dimenticato di togliere il freno di stazionamento. Anzi, tanta è la paura di viaggiare che, nel dubbio, si preferisce restar fermi. E' la condizione della non politica, poiché l'ordinaria amministrazione è altra cosa.
Quanto  al gruppo consiliare del Partito Democratico, che, per le variazioni sopraggiunte rispetto all'iniziale composizione, è attualmente costituito da dieci consiglieri, compresi gli assessori, pari al 59% dell'intero Consiglio comunale ed all'83%  del gruppo di maggioranza, compreso il Sindaco e l'assessore Calogero, posso garantire che la disciplina di gruppo ha sostanzialmente retto.  Se invece ci si riferisce al Partito, è indubbio che la contentezza non è di casa, pur nella consapevolezza che in casa è la responsabilità.
Si ha l'impressione  - lo dico da osservatore -  che nella giunta Di Seclì manchino collegialità e cifra politica e che perciò essa sia politicamente irresponsabile. Dall'esterno è un'impressione e dall'interno?
Premetto che non conosco le dinamiche dei lavori in Giunta pur conoscendone, per diretta esperienza, i meccanismi di funzionamento. A sentire gli assessori, specialmente l'unico tra loro che ha avuto precedente esperienza, qualcosa non funziona e soprattutto  non si comprende la cifra politica dell'operato dell'esecutivo rispetto all'incidenza dell'apparato. Inizialmente si è pensato alla mancanza di esperienza; dopo due anni la giustificazione non regge. 
La collegialità formale, almeno per l'adozione delle deliberazioni, è garantita; non so quanto lo sia nella adozione delle scelte. Ma questa non è e non può essere  una scusante per nessuno.  Evidentemente la tua impressione è fondata, solo che la “irresponsabilità” non è quella che l'articolo 90 della Costituzione riserva al Presidente della Repubblica, ma una pratica non certamente benefica per la nostra Città.
E' altresì evidente che in un esecutivo di sei elementi, quattro dei quali appartenenti al Partito Democratico, la responsabilità maggiore ricade sul PD e sui suoi rappresentanti.
Non credo tuttavia che il giudizio sull'Amministrazione debba limitarsi alla sola valutazione dell'operato dell'esecutivo; i parametri di riferimento sono molto più ampi ed abbracciano ambiti non sempre riconducibili all'attività del Consiglio e della Giunta.
Non ti sembra anomalo e comunque esagerato che una volta eletto Di Seclì abbia rivendicato la sua autonomia da chi lo aveva candidato?
Dopo dieci anni di impegno politico amministrativo avevo maturato la decisione di non candidarmi e comunque non ho direttamente seguito la vicenda che ha portato alla individuazione del candidato sindaco alle elezioni del giugno 2011.
Avrei preferito una candidatura politicamente connotata, interna al Partito Democratico, e meno avanti negli anni. In tal senso ho anche  cercato di lavorare, purtroppo senza successo.
Quando venne prospettata la possibilità della candidatura Di Seclì, quanti l'avevano caldeggiata, parlarono di una persona vicina alle posizioni del Partito democratico, addirittura disposta alla formale adesione. Così non è stato e non ritengo che la responsabilità possa essere attribuita al Sindaco, anche perché sono convinto  che sarebbe cambiato poco o nulla.
Ma nella formazione della lista, quella del candidato sindaco non è stata  l'unica nota stonata, come i fatti hanno successivamente dimostrato.
Il Partito Democratico, dopo l'esito elettorale ed al momento della formazione dell'esecutivo, ha dovuto prendere atto di quanto accaduto, imponendo al Sindaco la sola  condizione che la delega di Vice Sindaco fosse appannaggio di un proprio rappresentante, posto che la scelta da parte del Capo dell'Amministrazione, in nome delle prerogative che la legge gli riserva, andava in tutt'altra  direzione.
Per non dire della richiesta di un assessore esterno, naturalmente a scapito del Partito Democratico, da attribuire all'area politica di centro destra esclusa dalla competizione elettorale.
Fosse stato per il Sindaco,  il Partito Democratico avrebbe visto fortemente ridimensionata la sua presenza politica nella maggioranza e nella Giunta, riducendosi a semplice supporto di una coalizione nella quale contava ben otto consiglieri su dodici, Sindaco compreso.
Fondatissima, quindi, l'anomalia o l'esagerazione da te rilevata, comunque tollerata dal Partito democratico, anche dopo la sottolineatura da parte dell'Assessore Calogero della sua sensibilità politica di centro destra, pur non facendone ufficialmente parte.
In altri contesti chissà cosa si sarebbe detto e cosa sarebbe accaduto.
Il Partito democratico ed il suo gruppo consiliare, nella consapevolezza che la responsabilità della situazione fosse loro riconducibile, non hanno creato problemi, pur in presenza di mugugni e malumori.
La tua messa da parte, al netto di ogni considerazione personale, è stata recepita come una condanna dell'esperienza politico-amministrativa precedente. Può essere che non sia così, ma così è stata intesa.
Nei dieci anni in cui ho avuto l'onore e l'onere di guidare l'Amministrazione cittadina non ho assolutamente pensato a costruire consenso e carriera personale. La preoccupazione principale è stata quella di governare il paese e risolvere problemi che da decenni attendevano di essere portati a soluzione.
La verità è nei fatti e il giudizio non può prescindere dal riscontro dei programmi e da ciò che è sotto gli occhi di tutti.
Tra l'altro, senza voler parlare del mio operato, il consenso accordatomi nelle due consecutive legislature testimonia dei risultati raggiunti, non solo dal punto di vista amministrativo e delle opere pubbliche realizzate e che si stanno tutt'ora realizzando, quanto, soprattutto, dal punto di vista politico, avendo consentito a Taurisano il superamento della condizione di isolamento nella quale l'avevo trovata e la conquista di una dignità, ai vari livelli istituzionali, da molti, ancora oggi, riconosciutaci e rimpianta.
Non avevo e non nutro pretese di alcun genere e mai ho sollecitato incarichi di alcun tipo.
Quanto al risultato elettorale ultimo, è la conseguenza di una serie di concause, alcune generali, altre tipicamente locali, delle quali non è questa la sede per parlarne.
Se qualcuno temeva che lavorassi per la caduta dell'Amministrazione, informandosi se fossi ricandidabile dopo breve periodo, deve prendere atto che ho fatto esattamente il contrario, tenendo a freno i malumori e gli scricchiolii più seri.
Quanto alla mia uscita dal Consiglio comunale, se e quando si concretizzerà, sarà determinata da valutazioni politiche, comunque presentate al partito e rese di pubblico dominio, con riferimento alla situazione nella quale versa il Paese e muovendo dalla convinzione che non sempre l'interesse di una parte o di un partito può essere anteposto all'interesse della comunità.
Non ho altra pretesa, né faccio proseliti, anche perché, fuori Guidano, subentrerà un candidato che ha riportato appena un voto di preferenza in meno.
L'Assemblea Generale del Pd di martedì, 9 luglio, ha dato la plastica rappresentazione di una base del partito piuttosto “assente”. Che provvedimenti intende prendere il partito per recuperare la sua fiducia?
Nel marasma della condizione dei partiti nazionali, il Partito Democratico, che pure vive una condizione “migliore” dal punto di vista politico, nonostante i misfatti del recente periodo, si accinge a celebrare il suo congresso nazionale, preceduto dai congressi locali. Le prospettive non sono delle migliori e le contraddizioni sono tante. Mi auguro che il Partito sappia e possa finalmente darsi una sua identità, che non sia la sommatoria di storie e personaggi tra loro divergenti.
Ho sempre fidato, a differenza di tanti profeti che hanno poi abbandonato il campo, nella bontà del progetto e ne sono ancora convinto, sottolineando in diverse occasioni, proprio perché consapevole delle criticità, che alla vecchia guardia competeva la responsabilità di sostenere il progetto e lavorare per l'avvento di una nuova classe dirigente del partito e della nazione costituita da giovani che avessero la mente sgombra dai condizionamenti delle antiche appartenenze e delle vecchie logiche correntizie.
Il Partito Democratico, dal mio punto di vista, sarebbe dovuto nascere e può nascere allo stesso modo in cui su un vecchio tronco, tagliate le antiche fronde, si fa crescere una nuova vegetazione, libera dalle patologie della vecchia e capace di dare frutti sani a abbondanti.
Non si tratta di rottamare, ma di innovare, nell'interesse del partito e soprattutto della Nazione.
E' quanto auspico possa accadere anche in Taurisano, certo che, in tal modo, la fiducia verrà di conseguenza.
A cura di Gigi Montonato

Nel Pdl si contano, ma forse…inutilmente

Lina Normanno, levatrice presso l’Ospedale di Casarano, è la nuova coordinatrice del Pdl di Taurisano; suo vice un giovane, Emilio Orlando. Ha prevalso su Maria Angela Treglia, avvocatessa, che si presentava al congresso in ticket con Mario D’Ambrosio, entrambi storici rappresentanti della destra taurisanese, fin dal Msi.
A considerare la provenienza dei vari candidati, verrebbe di dire che il congresso ha sancito la diversificazione tra le due anime del Pdl, quella di Forza Italia e quella di An. Ma non è così, perché nelle due liste in competizione ci sono soggetti di provenienza trasversale.  
Il  congresso, che si è svolto domenica 16 giugno nell’Aula Consiliare del Comune alla presenza delle massime autorità locali del partito, Presidente Gabellone in testa, ha dato questi risultati. Su 150 votanti (tesserati), la lista capeggiata dalla Normanno ha ottenuto 82 voti (54,6 %), l’altra capeggiata dalla Treglia ne ha ottenuti 68 (45,3 %). Dunque uno scarto modesto, segno che i due schieramenti più o meno si equivalgono; uno scarto, però, che si traduce nel direttivo in un 7 a 4, sproporzionato. E’ la legge di ogni votazione che voglia dare a chi vince anche l’opportunità di gestire le situazioni. 
Il confronto ha prevalso sulla linea unitaria, il che lascia presagire non proprio seguiti tranquilli. Al di là – ovvio – delle dichiarazioni ufficiali. Il Direttivo vede in maggioranza, con Lina Normanno ed Emilio Orlando, Maria Rita Ponzetta, Eliana Nuzzo, Antonio Cappilli, Fernando Manco, Antonio Luigi Manco; per la minoranza: Maria Angela Treglia, Mario D’Ambrosio, Luca Piccinno, Riccardo Rizzello.
In tutti c’è la volontà di andare oltre la disgraziata esperienza di due anni fa, quando la lista non fu ammessa alle Amministrative del 2011, per vizi di forma – si disse – dovuti non ad imperizia ma ad una mai chiarita volontà di farsi reciprocamente male.
E’ prematuro trarre indicazioni politiche da quanto è avvenuto. Il Direttivo è profondamente rinnovato, ci sono quattro donne, di cui una è coordinatrice. Non ci sono i veri leader del partito, i quali hanno deciso di non candidarsi, per favorire il rinnovamento. Ma senza i suoi conosciuti intermediari il partito rischia di perdere i contatti con la base. C’è inoltre un’ultima considerazione da fare. Quanta parte dei quadri del centrodestra è rimasta fuori da questo congresso, ma pronta all’impegno elettorale in caso di elezioni? Sono questioni importanti per capire la consistenza di questo nuovo gruppo dirigente, per sapere chi rappresenta e come intende operare per coagulare tutte le espressioni del centrodestra, vecchio e nuovo. Né si può trascurare il fatto che a livello nazionale stanno maturando scenari regressivi di riproposizione di Forza Italia e di una nuova destra ancora da titolare. Essa non sarebbe altro che il tentativo di recuperare i vecchi militanti del Msi e di An. Per tutti la pausa estiva incombe a cercare refrigerio al corpo e alla mente.

Le piazze, le chiusure, i parcheggi, le strade
Ora si sta davvero esagerando

Piazza Castello, il salotto di Taurisano, è stata incatenata, chiusa al traffico, come già avevamo annunciato nello scorso numero di “Presenza”, rischiando, per dire la verità, la notizia, perché una speranzella di ravvedimento era legittimo conservarla. Niente, non c’è stato niente da fare: chiusa. Piazza Castello è una “chiusura”, in dialetto chisura. Il termine risale al medioevo, quando chi si sentiva proprietario di un fondo lo chiudeva per impedire l’accesso agli estranei, recintandolo con muretti a secco. Fu l’inizio di una vera rivoluzione agricola, come sa l’inclito e il colto.
La chiusura di un fondo è ancora prevista dall’art. 841 del Codice Civile: “Il proprietario può chiudere in qualunque tempo il fondo”. Ma una piazza, la si può chiudere?
Il proprietario di Piazza Castello è il popolo di Taurisano; e in ogni caso ci sono decine di famiglie che hanno il diritto di passaggio per raggiungere le proprie abitazioni. Ma tant’è, è stata chiusa. Verrebbe di dire: ed ora ripiantiamo le vigne! Non so quanto tempo possa durare una simile stravagante iniziativa, forse neppure legale, comunque dannosa per il paese e pericolosa per la restrizione degli spazi di transito degli autoveicoli in un punto cruciale del traffico. 
Non si scervelli il cittadino a chiedersi perché l’Amministrazione ha deciso di chiudere Piazza Castello. E’ una guerra antica tra chi le cose le ama vedere e chi ha il bisogno di usarle. I primi non escono di casa, non sanno che significhi piazza, hanno in odio i luoghi urbani e chi li frequenta, qualcuno è stordito dalle piazze e dalle strade deserte dei film del Commissario Montalbano, altri non sanno il rapporto che c’è tra i luoghi urbani, la viabilità, la possibilità di fermarsi, di sostare e le attività politiche, economiche e sociali. In genere questi signori agorafobi appartengono al ceto impiegatizio e sono poco sensibili alla vita pubblica. C’è inoltre da considerare che i progetti da realizzare con fondi europei – come la riqualificazione del centro storico di Taurisano – sono pensati per realtà che niente hanno a che fare con la nostra. Figuriamoci, in un paese dove non lasciano in piedi un lampione o un sedile, ti rubano la bicicletta appena la lasci per entrare nel bar o nell’edicola, se lasceranno le biciclette previste a disposizione di chi ne ha provvisorio bisogno.  
Oltre a Piazza Castello è stata sottratta all’utenza pubblica piena l’area retrostante al Palazzo Ducale, con la conseguenza che le decine e decine di auto che trovavano lì il parcheggio ora sono parcheggiate ai due lati delle vie adiacenti, con grande difficoltà di transito e di fermata per gli esercizi commerciali della zona. Anche per quest’area vale il criterio del “bello a vedersi” contro “l’utile ad usarsi”.
L’indifferenza dell’Amministrazione verso questi problemi è incredibile. I signori residenti in Piazza Castello, Piazza Palazzo Vecchio e vie interne al centro storico si ribellarono alla chiusura, chiedendo a gran voce come avrebbero potuto raggiungere le loro abitazioni in auto. Ci fu chi si vestì d’autorità e fece allontanare i dimostranti dal cantiere; qualcun altro con umorismo, degno di miglior causa, disse che avrebbero potuto raggiungere le loro case “con l’elicottero”.
Tanto accanimento da parte dell’Amministrazione è limitato al centro storico. Il resto del paese non esiste. Ci sono strade impercorribili se non a rischio di investire o di essere investiti. Corso Vanini, nei pressi dell’Ufficio Postale e della Banca Apulia è inagibile ventiquattr’ore su ventiquattro – ma la Banca Apulia non doveva avere i suoi parcheggi? –; Corso Umberto I nel tratto Viale Eroi d’Italia – Piazza Fontana;  Via Leonardo da Vinci nei pressi dell’incrocio con via Nizza; via Verdi all’altezza dell’incrocio con Via Cadorna e di Viale Eroi d’Italia; Viale Rimembranze per tutta la sua lunghezza. Sono le vie che costituiscono la cintura del centro urbano. 
C’è un problema di spazi, è innegabile, che non è solo di Taurisano. Ma è specifico di Taurisano requisire i pochi spazi che ci sono per un verso e lasciando che ognuno si arrangi come può per un altro. Qualche mese fa, quando Piazza Castello era recintata per i lavori di ripavimentazione, si mise la sosta ad orario nel tratto di Corso Umberto tra Via Roma  e Via Giovanni Lopez. Conseguenza: i tratti viari e le vie adiacenti furono intasati di auto a lunga, lunghissima sosta, paralizzando le attività commerciali, professionali e di servizi ubicate su queste vie. Anche il servizio di vigilanza sull’orario delle auto in sosta è aleatorio: giorni sì e giorni no, sì di pomeriggio, no di mattina e viceversa. Spesso è una sorta di ritorsione per punire i cittadini che legittimamente si ribellano. E’ successo nei giorni successivi alla dimostrazione contro la chiusura di Piazza Castello. E’ pur vero che ormai i vigili urbani rimasti, dopo i pensionamenti, non sono sufficienti al servizio; ma proprio per questo si dovrebbe affrontare il problema in maniera più comprensiva e soprattutto politica.
Forse l’Amministrazione dovrebbe trovare l’opportunità di riflettere sulle condizioni di vivibilità del paese. La questione di Piazza Castello è sì di competenza dei Lavori Pubblici, ma anche delle Attività Produttive e della Cultura. Perché il problema non è stato affrontato insieme? La situazione delle piazze, del traffico e dei parcheggi è sicuramente la più esposta sotto gli occhi di tutti; ma ci sono altri settori che non se la passano meglio. Mancano i soldi – è vero – ma manca ancor più la volontà di un’Amministrazione che ha la fortuna o forse la sfortuna di gestire il paese senza opposizione.    

Assemblea Generale Pd
Martedì, 9 luglio con l’On. Ludovico Vico

Si è svolta martedì sera, 9 luglio, l’Assemblea Generale cittadina del Pd sotto la presidenza del segretario Claudio Leuzzi, ospite l’On. Ludovico Vico, Commissario provinciale del partito. All’ordine del giorno i temi politici del momento e l’adesione l’anno in corso.   

Quando un modello funziona…
Esperienza di inclusione sociale a Taurisano
Incontro pubblico dell’Assessore Servizi alla Persona Luana Calogero


Organizzato dall’Assessore ai Servizi Sociali Luana Calogero, si è svolto giovedì, 11 luglio in “Casa Vanini” l’incontro pubblico sul tema “Quando un modello funziona…esperienza di inclusione sociale a Taurisano”. Vi hanno partecipato, con l’Assessore Calogero, il Sindaco Lucio Di Seclì, Filomena D’Antini (Assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Lecce), Aurelio Rausa (Responsabile Sert di Casarano), Giuseppe Memmi (Psicologo).    

mercoledì 5 giugno 2013


Presenza Taurisanese di maggio-giugno 2013

Osservatorio ambientale

Su Taurisano e il Basso Salento minacce inquinamento
Coltivazioni danneggiate dalle piogge acide

Insisto nel pensare che su tutta la zona del Basso Salento gravi una minaccia di inquinamento atmosferico. I segnali sono evidenti. Quest’anno la coltivazione delle fave, che in genere ha il suo momento topico nella prima metà di aprile, è stata stroncata da un attacco misterioso di agenti atmosferici. Essi hanno impedito alle piante di vegetare e di fruttificare. E’ accaduto dopo le piogge di marzo. Le piante hanno perso la forza di crescere sane e diritte, si sono reclinate sul terreno, mentre le fronde prendevano il colore di ruggine, i baccelli più grandi si annerivano e i più piccoli avvizzivano sulla pianta. 
La prova che a stroncare la vegetazione delle fave sia stata la pioggia è giunta qualche settimana dopo. Tra le 13,00 e le 14,00 di lunedì, 22 aprile, una pioggerellina, lenta e continua, cadeva su Taurisano, formando strane pozzanghere con acqua mista a formazioni di bollicine, come di schiuma. Sembrava che qualcuno avesse lavato terrazze o spiazzi di casa, ma il fenomeno era esteso a più vie e zone del paese; lo si vedeva dalle scie di leggera schiuma lasciate dalle auto. Il fenomeno era ancor più apparente sotto i canali di gronda, dove con la caduta dell’acqua si formavano piccole pozzanghere schiumose.
Tutto a posto, Arpa? L’Arpa è l’agenzia regionale dell’ambiente. Ogni tanto ci rassicura che è tutto sotto controllo. Probabilmente si sarà trattato di piogge acide. Sì, ma di che natura, questa volta, l’acido? A tratti l’acqua delle pozzanghere appariva di colore giallastro. 

Casa Vanini – 22 aprile 2013
Giornata Mondiale della Terra col Sen. De Giuseppe e l’Avv. Amati
Presentato il libro di Roberto Gennaio “Titani”

Lunedì, 22 aprile, per il secondo anno consecutivo l’Amministrazione di Taurisano ha voluto celebrare la Giornata Mondiale della Terra. Una ricorrenza giunta in tutto il mondo alla sua 23ª edizione, ma che nel Salento è stata introdotta solo di recente dalla Provincia su proposta del Difensore Civico Sen. Giorgio De Giuseppe. L’incontro si è svolto in “Casa Vanini”. Introdotta dai saluti del Sindaco Lucio Di Seclì e dell’Ass. all’Ambiente Francesco Damiano, la serata ha registrato gli interventi del Sen. De Giuseppe, che ha rivendicato la scelta della difesa del paesaggio dall’industrializzazione selvaggia a Giuseppe Codacci Pisanelli, e dell’Avv. Fabiano Amati, Consigliere Regionale e già Assessore Regionale ai Lavori Pubblici. Il quale ha tenuto al distinguo tra paesaggio e ambiente, per sottolineare l’importanza di conciliare entrambe le esigenze, che spesso si ignorano e confliggono. In chiusura, la presentazione del libro di Roberto Gennaio Titani. Olivi monumentali del Salento (Lecce, Grifo, 2012), con proiezione finale di un breve documentario commentato sugli olivi più grandi e più longevi del Salento.

Tagliati i quattro esemplari di casuarina della Chiesa Madre
Urge una Commissione per salvaguardare i beni culturali del paese
che amministratori e tecnici non sanno tutelare

Li hanno tagliati così di prima mattina, lunedì, 29 aprile, quattro colpi e via, come piante infestanti. Quattro esemplari di casuarina (equisetifolia) che da tempo immemorabile ornavano Corso Umberto nel tratto della Chiesa Madre. Già li avevano sfregiati l’anno scorso, tagliando rami a casaccio, improvvisati rimondatori. Avranno pensato: ora li facciamo più brutti, così il prossimo anno non dispiacerà a nessuno se li eliminiamo del tutto. Così è stato. Che sia dispiaciuto a qualcuno o a molti non so. L’Assessore ai Lavori Pubblici William Maruccia, dopo le polemiche delle palme dell’anno scorso, ci disse che si sarebbe prodigato a salvarli. Non è riuscito. Il Tribunale di Norimberga è stato inflessibile: quegli alberi erano colpevoli di gravi crimini contro l’umanità.
Eppure non erano i soliti pini d’Aleppo, brutti a vedersi per la loro vegetazione irregolare e tortuosa, o fastidiosi per sollevare la pavimentazione intorno; erano piante eleganti, svettanti verso l’alto, col fogliame di un lucido verde scuro; probabilmente erano secolari. Ne restano altri quattro esemplari in Corso Vanini, tre all’interno del giardino Castriota Scanderbeg, uno vicino all’ingresso dell’Ufficio Postale.  
Ero ragazzino quando ogni anno, retaggio fascista, si celebrava a scuola la “Festa degli alberi”. Come se ne celebrano ancora oggi in tutta Italia, perché gli alberi sono la vita, danno l’ombra, l’ossigeno, trattengono la pioggia, abbelliscono gli ambienti e via di seguito anche con un po’ di retorica. A Milano, per volontà della pubblica amministrazione, c’è l’obbligo di piantare un albero per ogni bambino che viene al mondo. A Taurisano la festa agli alberi la facciamo ad ogni persona che muore. Il mondo alla rovescia direbbe l’antropologo Bachtin.
In questo cazzo di paese nessuno paga mai per niente. Due anni fa si concesse ad altro rimondatore di rimondare i pini del Parco Giochi, in cambio, quale compenso, si sarebbe presa la legna. Quei poveri pini, circa una ventina di esemplari giganteschi, furono massacrati, seccarono dopo pochi mesi. Così il rimondatore si prese la legna prima e dopo.  
Quando si interviene su un bene pubblico di particolare impatto paesaggistico, non si può affidare ciecamente la decisione ad una singola persona. Va da sé che non è il caso di fare un referendum per ogni panchina pubblica da togliere o da mettere – anche se anche in questo i tecnici di Taurisano hanno dimostrato di non avere le idee molto chiare – ma quando si tratta di modificare il paesaggio urbano, che appartiene a tutti, quanto meno andrebbe interpellata una commissione creata ad hoc – che però non si vuole creare! – tra cittadini di una certa cultura e di una certa sensibilità. Ciò, lungi dal costituire uno strappo alla democrazia, sarebbe un suo rafforzamento. Se lasciamo che un architetto, più che affezionato ai paesaggi urbani surreali di De Chirico, ragionando de chirica sua, butti giù la Chiesa della Madonna della Strada per favorire la viabilità o tolga la fontana monumentale perché gli appare brutta o ricorda un certo passato, allora i cittadini legittimamente possono difendere dall’ennesimo prepotente di turno ciò che appartiene a tutti. Dispiace constatare che una giunta municipale composta da assessori giovani e motivati, in materia hanno dimostrato una sovrana indifferenza. Quel che è accaduto con Piazza Castello ne è la prova.  

Politica e Amministrazione

Due anni di Amministrazione Di Seclì
Messaggio del Sindaco

A due anni esatti dal mio insediamento a Sindaco di Taurisano, sento il dovere di ringraziare i cittadini tutti per l’attestazione di solidarietà e di fiducia che dimostrano nell’istituzione Comune, pur nelle vicissitudini che in questi due anni hanno caratterizzato non sempre in maniera del tutto soddisfacente l’andamento dell’Amministrazione Comunale. Le lungaggini dei lavori in piazza Castello hanno causato non pochi disagi alla cittadinanza, soprattutto per quanto riguarda la questione parcheggi, e di ciò chiediamo ancora una volta scusa. Le difficoltà e gli imprevisti sono stati tanti. Man mano che si è andati avanti nei lavori. si sono presentate nuove situazioni che hanno richiesto attenzione e prudenza nel proseguire l’opera. E’ proprio vero che “Se il Signore non costruisce la città, invano si affaticano i costruttori.”   Posso però dire con soddisfazione che i lavori sono quasi del tutto ultimati e che a breve  piazza Castello, cuore pulsante e vitale della vita civile, sociale e politica della nostra città  tornerà ad essere a disposizione dei cittadini.  
L’ulteriore perdurare e l’aggravarsi degli effetti negativi della congiuntura economica hanno costretto il Comune a rigorose politiche di contrazione della spesa, a individuare priorità di intervento e necessariamente a sacrificare sostegni in quei settori meno rilevanti ma pur necessari per mantenere coesi e vitali la comunità e il territorio. L’emergenza del lavoro e quella della casa sono le questioni che più di altre potranno creare ulteriore emarginazione e povertà e su di esse dovremo concentrare il nostro lavoro.
L’inerzia governativa, la pochezza dei mezzi a nostra disposizione e la progressiva perdita di autonomia decisionale che le leggi di bilancio hanno introdotto, ci consentono margini di incisività strettissimi, frustrando le legittime aspettative dei cittadini  e la capacità degli amministratori, che pure, posso assicurare, essere oltremodo solerti nei loro vari settori di intervento. Il Governo continua a non tenere in minima considerazione le esigenze e le specificità delle autonomie locali e considera il federalismo la panacea di tutti i mali. Nell’idea di federalismo municipale che sta prendendo forma sono solo indicate le possibili fonti di entrata ma le modalità di attribuzione e l’entità dei flussi finanziari restano da definire e comunque non appaiono tali da poter garantire la necessaria stabilità dei bilanci, condizione questa essenziale per qualsiasi pianificazione. Per il 2013 nulla è dato sapere ed è facile immaginare che i prossimi 3 anni saranno anni di grande confusione per la finanza locale e i disagi per i dipendenti della pubblica amministrazione e cittadini saranno significativi e inevitabili.
Mi auguro che il nuovo governo faccia uscire le amministrazioni locali da questa situazione di limbo: indicazioni più precise sulla destinazione delle risorse, meno incertezza di indirizzo, maggiore  rapidità nella realizzazione delle decisioni prese.
In un quadro così difficile ed instabile solo il confronto pacifico sui problemi e la solidarietà tra i membri della comunità locale, oltre che quella a livello nazionale ed internazionale potrà farci intravedere un futuro migliore.
Concludendo questa esposizione sul secondo anno di mandato mi preme ringraziare tutti coloro che hanno collaborato insieme in questo anno: i dipendenti dell’ente, in numero ormai molto ridotto rispetto ad altre realtà similari e tuttavia obbligati a dare risposte certe ed immediate alla cittadinanza, i Consiglieri di opposizione e di maggioranza, i componenti della Giunta insieme alle loro famiglie, anch’esse coinvolte nell’attività dei loro famigliari e da ultimo i tanti cittadini e cittadine che ci hanno aiutato e incoraggiato nel nostro lavoro. A tutti un sentito grazie.

                                                                                                                                             Il Sindaco
Lucio Di Seclì

Bacheca Pubblica

Il Caffè Italia tra le prime 30 pasticcerie-gelaterie della Puglia
Un’agenzia specializzata, la “Yes” ha stilato una graduatoria nazionale

Accade, se vogliamo, periodicamente che nel Caffè Italia nelle vetrine della pasticceria e della gelateria, facciano bella mostra di sé prodotti nuovi, che incuriosiscono perfino gli avventori di più antica data, cui vien sempre la voglia di assaggiare. Lo avranno fatto sicuramente gli esperti della “Yes”, l’agenzia di advertising (pubblicità commerciale) di Seregno (Milano), che ha effettuato una ricognizione in tutta Italia per segnalare in una pubblicazione che sarà distribuita dal “Corriere della Sera” le pasticcerie e le gelaterie più importanti e affidabili per genuinità, fantasia, gusto e preparazione del prodotto. Il Caffè Italia di Massimo Protopapa è tra i primi trenta della Puglia. Un riconoscimento lusinghiero, che invita il titolare ad insistere nella tradizione ereditata dal padre e dal nonno, pasticceri e gelatieri da più di ottant’anni. Massimo peraltro si aggiorna costantemente, andando a visitare mostre e fiere del dolce, che si svolgono ogni anno in tutta Italia.
Specialità della casa è la “conchiglia”, un dolce a strati: alla base il croccante, poi uno strato di cioccolata, quindi le due valve di pasta sfoglia riempite di crema chantilly.

Luigi Preite Maestro del Lavoro
Insignito dell’onorificenza il 1° maggio a Bari

1° Maggio importante per Luigi Preite di Taurisano. A Bari, nella sala di Ingegneria del Politecnico, è stato insignito dell’onorificenza di “Maestro del Lavoro” del Presidente della Repubblica. Il Premio è giunto per il lungo periodo di servizio presso il Calzaturificio Filanto di Casarano, dove il Preite si è distinto per professionalità e attaccamento al lavoro.
Alla cerimonia, presieduta dal Prefetto di Bari Mario Tafaro, hanno partecipato il Prefetto di Lecce Giuliana Perrotta, il Presidente del Consiglio Regionale Onofrio Introna, il Presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli. Nel corso della cerimonia sono state consegnate 64 stelle al merito per le sei  provincie pugliesi, con targa del Presidente della Repubblica.
Il Sindaco di Taurisano Lucio Di Seclì, presente con una delegazione, ha detto che “la comunità taurisanese è orgogliosa di festeggiare Luigi Preite, un professionista, che, con spirito di sacrificio e dedizione esemplare, si è speso nel mondo del lavoro, raggiungendo un traguardo che è esempio per le giovani generazioni di lavoratori”.
L’Assessore William Maruccia ha sottolineato che “il dott. Luigi Preite con questo riconoscimento dà lustro al nostro comune, un territorio che ha tutti i presupposti per poter emergere”. L’Amministrazione comunale intende consegnare una targa ricordo al neo Maestro del Lavoro e informare convenientemente la cittadinanza.

Devozione e letteratura popolare
Il cavaliermercante di Luigi Di Seclì

Lo ha chiamato “Poema (in deche)” con la sua originalità evocativa, linguistica e figurativa. L’autore ambisce ad inventore della “deca”, una strofa di dieci versi sciolti e di diversa misura, assolutamente privi di ritmo, coi primi due e gli ultimi due versi che hanno rima baciata, la più popolare delle rime.
Il cavaliermercante di Luigi Di Seclì (Taurisano, Centro Stampa, 2013) è qualcosa che evoca i cantàri medievali o i cantastorie che si aggiravano nelle nostre contrade fino agli anni Cinquanta del secolo scorso. La storia rimanda all’XI secolo e narra la vicenda di Everardo De Nardi, mercante, che, secondo la leggenda sulla via per la Madonna di Leuca (de finibus terrae), dopo varie peripezie giunge all’ingresso di un bosco, attuale Taurisano, dove oggi sorge la cappella della Madonna della Strada. Qui fu assalito dai briganti. Rivoltosi alla Vergine fu salvato dalla sua apparizione, che mise in fuga i malfattori. Per riconoscenza fece costruire una cappella e in dono alla Madonna offrì un cordone di oro lungo per cingere la cappella. E’ la versione devozionale e popolare.
Il poema è suddiviso in sei “canterellate” di diverso numero di strofe ciascuna, per un totale di 244 strofe, 2.440 versi. In alcun modo esse sono delle unità narrative. Il racconto prosegue secondo il suo filo senza tener conto di strutturazione alcuna. L’autore lo ha suddiviso in dieci “versi” con l’unico espediente delle due rime baciate in apertura e in chiusura di deca. Il volumetto è riccamente illustrato da disegni dello stesso autore, che accompagnano il racconto scritto con figure dai tratti grafici molto approssimativi e naïf.
L’autore conferma con questa singolare opera la sua creatività, la sua tenuta narrativa, ma anche la sua ingenuità letteraria. La lingua è il suo solito idioletto, con parole inventate o assemblate.  

Furto al “Carducci”
La comunità scolastica risponde con la “Festa della Musica” del 18 maggio

Alla scuola Elementare “Carducci” ignoti hanno forzato uno scaffale blindato e hanno portato via i soldi raccolti per il viaggio di istruzione dei ragazzi, circa 9.300,00 Euro. La Comunità scolastica non si è persa d’animo e ha subito organizzato una manifestazione, la “Festa della Musica”, finalizzata alla raccolta di fondi per la scuola. “Certi che la Musica possa essere una risposta di civiltà a gesti di grave inciviltà” ha detto il violinista Vittorio Ciurlia, figlio dell’insegnante in pensione Stefanino, tra i collaboratori della manifestazione.
Organizzata dall’Istituto Comprensivo Polo 2 col patrocinio del Comune di Taurisano e in collaborazione delle associazioni “Flauto Magico”, “Movimento Giovani Taurisanesi”, “Virtus Taurisano”, la serata si è svolta sabato, 18 maggio, in Piazza Mercato, ed è stata condotta da Ivan Bonetti, con grande concorso di pubblico.

Ricordando Luigi Crudo


Sabato, 25 maggio, alle ore 18,30, presso Casa Vanini, manifestazione in ricordo di Luigi Crudo. Interventi di Marcella Leopizzi sul tema Luigi Crudo studioso vaniniano; di Giuseppe Caramuscio su Memoria comunitaria e pietas famigliare: la continuità del ricordo (2007-2013); di Francesco De Paola sul tema Zigzagando nel ‘500 di Terra d’Otranto. 

lunedì 15 aprile 2013


Presenza Taurisanese, a. XXXI, n. 4 / Aprile 2013

Taurisano sott’occhio

Luana Calogero replica agli attacchi del segretario Pd
“Fin dall’inizio mi sono dichiarata di altra area politica. Mai avuto tessera del Pd”

Gent.mo direttore,
preciso innanzitutto che non è mia intenzione polemizzare né con Lei né con il segretario del Pd, ma, dopo l’articolo a Sua firma, pubblicato sul numero di marzo, qualche puntualizzazione va fatta, soprattutto, anche per la stima che nutro nei Suoi confronti, per fornire ai Suoi lettori una informazione più corretta possibile.
È inutile dirLe che nel leggere l’articolo “Conversazione col segretario Claudio Leuzzi – Il Pd chiede la verifica di maggioranza: Risultati elettorali, caso Calogero e congresso”, sono rimasta molto sorpresa per due ragioni: la prima, perché non sono stata contattata per avere l’opportunità di dire la mia; e la seconda, per le esternazioni alquanto fantomatiche del segretario del Pd. Tant’è che una domanda mi sorge spontanea: ma il segretario del Pd dove è vissuto negli ultimi due anni? 
In primis, vorrei precisare che già nel mio intervento di insediamento dell’attuale amministrazione del 4 giugno 2011 fui molto  chiara, leale ed onesta, proprio nei  confronti del Pd e di tutta la coalizione. Fin da subito, infatti, resi pubblica la mia carta di identità politica. Per ulteriore chiarezza e nel caso in cui il segretario del Pd non fosse stato presente durante l’insediamento e non si fosse letto gli atti, riporto in breve i passaggi più importanti della mia  dichiarazione lasciando ai Suoi lettori ogni commento:

“….Infine, una puntualizzazione di carattere politico per me molto importante. Mi sono candidata in “Uniti per Taurisano”, una lista civica, condividendone il programma di rilancio del paese e credendo fortemente nel gruppo che ha promosso la lista e nella persona di Lucio Di Seclì, che insieme abbiamo scelto come nostro capolista e punto di riferimento…..”. Inoltre, “…. Non è incoerente con questa posizione la mia collocazione politica generale in una area che non coincide con quella nettamente prevalente in questa nostra compagine, che è indubitabilmente di centro-sinistra. Credo anzi che essa possa rafforzare questa maggioranza, allargandone l’area di consenso, rappresentando cioè quella parte consistente dell’elettorato taurisanese di centro-destra, che, per ragioni note, non era rappresentata nelle ultime elezioni. Ed ancora, “….Nulla comunque farò mai che possa contraddire i nostri comuni impegni assunti con l’elettorato. Al contrario proverò a sostenere anche grazie a questa mia diversa collocazione a livello provinciale, regionale e nazionale, perché Taurisano possa avere oltre i suoi confini soltanto e ovunque amici su cui contare.
“….in questa iniziale fase politico-amministrativa, starò in Consiglio Comunale come indipendente, ferma restando la mia totale fiducia nel Sindaco e la mia convinta adesione agli indirizzi programmatici della maggioranza e della Giunta, ai quali lealmente mi atterrò rispettandone i doverosi vincoli….”
In secondo luogo, con riferimento al mio tesseramento nel Pd, vorrei precisare, sempre per maggiore chiarezza, di non essere mai stata in possesso di una tessera di partito.
Motivo per cui non mi spiego questo attacco – del tutto ingiustificato – da parte del segretario del Pd.
Sarà forse finalizzato a trovare un pretesto per qualcosa che poi in realtà nasconde altre verità o motivazioni?
E mi spiego meglio!
Se il Pd vuole aprire una crisi politica all’interno di questa maggioranza, avrebbe a mio avviso facoltà di farlo, ma dovrebbe anche avere il coraggio di dirlo chiaramente, assumendosene le proprie responsabilità. Personalmente, non permetto a nessuno che venga usata la mia persona come capro espiatorio.
Aggiungo inoltre che a questo punto devo pensare che la mia candidatura nella lista civica “Uniti per Taurisano”  sia stata voluta dal Pd, solo per una strategia politica,  mentre per me aveva avuto sin dall’inizio tutt’altra valenza e cioè quella di dare il mio contributo fattivo a Taurisano. Proprio per questo motivo ho sempre cercato, di avere contatti politici oltre i confini taurisanesi a livello provinciale, regionale e nazionale. Contatti, che servono per risolvere non i miei problemi, ma quelli della nostra comunità. Questo fino ad ora, mi è stato possibile, anche grazie a qualche esponente del centro-destra locale. Nell’esecuzione del mio mandato ho cercato in tutti i modi leciti di ottenere tutti i vantaggi istituzionali che ci spettavano per il bene della comunità, arrivando persino a muovermi con l’automobile personale per gli incontri di carattere istituzionale presso la Regione o la Provincia.
Pertanto, pur cercando di farmi un attento esame di coscienza, non riesco a spiegarmi il motivo di tale ingiustificato attacco politico nei miei confronti.
Credo, caro direttore, con queste poche righe di aver detto tutto. 
Cordiali saluti
                                                                                Luana Calogero


Il caso Luana Calogero
L’intervento del Sindaco Lucio Di Seclì

Taurisano, 8 aprile 2013

Nella prima intervista rilasciata a “Presenza” dopo l’elezione a Sindaco, Lei, carissimo Direttore, dopo aver affermato che la mia elezione era stata indubbiamente facilitata dall’esclusione della lista del centrodestra, mi chiese “se avessi mai pensato di chiamare in Giunta., per una sorta di riequilibrio, un  rappresentante di quell’area come assessore esterno”. Io risposi che  ci avevo seriamente pensato non appena si ebbe la certezza che non c’era una lista di centrodestra, ma che, tuttavia, dopo aver svolto qualche tentativo non ero riuscito a dare un volto a nessuno che provenisse dall’area esclusa dalle elezioni. Le dissi pure che, parlando con qualcuno della mia intenzione, devo essergli apparso come un marziano capitato per caso nel nostro paese.
Questo era il clima di estrema contrapposizione  allora e nulla sembra essere cambiato ora, anche se,  le dichiarazioni rese  in Consiglio dall’Assessore Calogero sembrava fossero state, dopo una prima fase di sbandamento, “assorbite” dal resto della maggioranza. La Calogero, nella sua iniziale dichiarazione diceva :” mi sono candidata in Uniti per Taurisano,  una lista civica…(sic) anche se con una prevalente presenza di centrosinistra…, condividendone il programma di rilancio del paese e credendo fortemente nel gruppo che ha promosso la lista e nella persona di Lucio Di Seclì, che insieme abbiamo scelto come nostro capolista e riferimento”.  L’aver affermato di far parte di una lista civica non è mai stata contestata alla Calogero, se non qualche tempo fa e precisamente dopo le recenti elezioni politiche. D’altro canto, è noto che per essere inserita nella lista Uniti per Taurisano ella era stata praticamente “prelevata” da tutt’altro schieramento,  sebbene tuttora lei afferma di non aver aderito ad alcun partito e di essere indipendente.
Per quanto mi riguarda e per quanto riguarda l’andamento della Giunta non intravedo alcuna incoerenza nella posizione assunta dall’Assessore Calogero, che è rimasta a far parte del gruppo misto come indipendente e continua il suo lavoro di assessore con entusiasmo e con una sensibilità ed una passione veramente esemplari, specie verso le  fasce deboli della popolazione. Se qualcuno ha intravisto in ciò una anomalia tanto da pensare ad un rimpasto della Giunta o addirittura ad una interruzione della legislatura, spero sia in grado di spiegare quali ragioni sono alla base di queste considerazioni, tanto più, che come si diceva prima, la signora Calogero non appartiene, sino ad ora, a nessun altro partito.
La mia personale impressione è che nella maggioranza stiano riaffiorando quegli stessi malumori ed  incertezze mai sopiti dopo la formazione dell’attuale Giunta che opera ormai da quasi due anni e certamente in un contesto che mai si è verificato prima per l’incertezza, la confusione e la drammatica crisi che ha sconvolto l’universo amministrativo in questi ultimi tempi. 

Lucio Di Seclì
Sindaco di Taurisano

Politica a Taurisano
Gabellone tenta di rimettere insieme il Pdl.
Anche il Pd guarda al congresso

Che il centrodestra, nella fattispecie il Pdl che ne costituisce l’asse portante, dovesse tentare un approccio riorganizzativo dopo la fallimentare esperienza di due anni fa con l’esclusione della lista alle elezioni amministrative del 2011 per difetto di forma, era nell’aria. I cittadini chiedevano ragione del silenzio, dopo aver digerito in qualche modo la figuraccia dell’esclusione. Ha ripreso le redini in mano il vecchio gruppo dirigente, che comprende i tre consiglieri comunali della precedente consigliatura, Mario Manco, Bruno Scarlino, Gianni Liuzzi e altri, fra cui Raffaele Stasi, Antonio Cappilli e Marco Rizzello. Un gruppo affiatato, che sembra aver superato le storiche distinzioni dei tempi di Forza Italia e Alleanza Nazionale e che nel tesseramento del 2011, l’ultimo che c’è stato, a Taurisano era riuscito a fare circa 180 tesserati. “C’è voglia di riprendere il cammino interrotto – dice Mario Manco – lo richiede il partito e il Paese”.
Su invito di questo gruppo è venuto a Taurisano giovedì sera, 4 aprile, il Coordinatore Provinciale Dr. Antonio Gabellone, Presidente della Provincia, che si è incontrato nella sede di Piazza Castello con vecchi dirigenti e tesserati.
“L’incontro – ha detto Mario Manco – è stato chiarificatore. Gli abbiamo spiegato le nostre ragioni su quanto è accaduto due anni fa, gli abbiamo fatto presente che chi s’impegna per anni in tutte le sedi merita rispetto e che le cose accadute due anni fa non devono più verificarsi”.
Insomma i postumi di quell’esperienza bruciano ancora, ma c’è voglia di buttarsi tutto alle spalle e guardare avanti. E’ pur certo, però, che ci sono situazioni da chiarire in riferimento a presenze nel centrodestra che andrebbero definite borderline, per non dire altro.
Gabellone ha assicurato che sentirà tutte le altre voci interessate, evidentemente anche quelle non presenti all’incontro, e che quanto prima ci saranno i congressi in ogni comune. Situazioni come quella di Taurisano sono diffuse in tutta la provincia. Bisogna fare chiarezza. L’ideale è che si arrivi ad una lista unitaria, se non è possibile ci sarà il confronto fra più liste e gli esiti dovranno essere rispettati. Chi non ci sta, è fuori.
Anche nel Pd c’è aria di congresso. Venerdì, 5 aprile, c’è stata un’assemblea, nel corso della quale il segretario Claudio Leuzzi ha fatto il punto. Il Pd, avendo vinto le elezioni con una lista civica, ha la maggioranza in Consiglio e in Giunta. Anche gli indipendenti, ad eccezione di Luana Calogero, sono entrati nel partito. Ma, pur in una apparente quiete amministrativa, il partito non riesce a dare all’Amministrazione un indirizzo preciso. Il Sindaco è estraneo al Pd, mentre Luana Calogero rivendica la sua indipendenza. Insomma se si dovesse mettere una bandiera sull’Amministrazione non si potrebbe mettere quella del Pd. Di tanto si avverte il malumore soffocato degli altri. Si dice: le cose non vanno molto bene, ma non c’è un motivo forte per mettere in crisi l’Amministrazione. Altri potrebbero fare commenti negativi su questa situazione, io penso che far cadere un’amministrazione è sempre un trauma da evitare. Ci saranno pure motivi meno nobili negli assessori, che devono battere una sorta di bandiera panamense, ma cogliere l’aspetto del loro senso di responsabilità è importante. In fondo il dolce del fare incetta di candidati pieni di voti si paga con l’amaro della loro indipendenza e riottosità. E’ storia che si ripete.

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