lunedì 15 aprile 2013


Presenza Taurisanese, a. XXXI, n. 4 / Aprile 2013

Taurisano sott’occhio

Luana Calogero replica agli attacchi del segretario Pd
“Fin dall’inizio mi sono dichiarata di altra area politica. Mai avuto tessera del Pd”

Gent.mo direttore,
preciso innanzitutto che non è mia intenzione polemizzare né con Lei né con il segretario del Pd, ma, dopo l’articolo a Sua firma, pubblicato sul numero di marzo, qualche puntualizzazione va fatta, soprattutto, anche per la stima che nutro nei Suoi confronti, per fornire ai Suoi lettori una informazione più corretta possibile.
È inutile dirLe che nel leggere l’articolo “Conversazione col segretario Claudio Leuzzi – Il Pd chiede la verifica di maggioranza: Risultati elettorali, caso Calogero e congresso”, sono rimasta molto sorpresa per due ragioni: la prima, perché non sono stata contattata per avere l’opportunità di dire la mia; e la seconda, per le esternazioni alquanto fantomatiche del segretario del Pd. Tant’è che una domanda mi sorge spontanea: ma il segretario del Pd dove è vissuto negli ultimi due anni? 
In primis, vorrei precisare che già nel mio intervento di insediamento dell’attuale amministrazione del 4 giugno 2011 fui molto  chiara, leale ed onesta, proprio nei  confronti del Pd e di tutta la coalizione. Fin da subito, infatti, resi pubblica la mia carta di identità politica. Per ulteriore chiarezza e nel caso in cui il segretario del Pd non fosse stato presente durante l’insediamento e non si fosse letto gli atti, riporto in breve i passaggi più importanti della mia  dichiarazione lasciando ai Suoi lettori ogni commento:

“….Infine, una puntualizzazione di carattere politico per me molto importante. Mi sono candidata in “Uniti per Taurisano”, una lista civica, condividendone il programma di rilancio del paese e credendo fortemente nel gruppo che ha promosso la lista e nella persona di Lucio Di Seclì, che insieme abbiamo scelto come nostro capolista e punto di riferimento…..”. Inoltre, “…. Non è incoerente con questa posizione la mia collocazione politica generale in una area che non coincide con quella nettamente prevalente in questa nostra compagine, che è indubitabilmente di centro-sinistra. Credo anzi che essa possa rafforzare questa maggioranza, allargandone l’area di consenso, rappresentando cioè quella parte consistente dell’elettorato taurisanese di centro-destra, che, per ragioni note, non era rappresentata nelle ultime elezioni. Ed ancora, “….Nulla comunque farò mai che possa contraddire i nostri comuni impegni assunti con l’elettorato. Al contrario proverò a sostenere anche grazie a questa mia diversa collocazione a livello provinciale, regionale e nazionale, perché Taurisano possa avere oltre i suoi confini soltanto e ovunque amici su cui contare.
“….in questa iniziale fase politico-amministrativa, starò in Consiglio Comunale come indipendente, ferma restando la mia totale fiducia nel Sindaco e la mia convinta adesione agli indirizzi programmatici della maggioranza e della Giunta, ai quali lealmente mi atterrò rispettandone i doverosi vincoli….”
In secondo luogo, con riferimento al mio tesseramento nel Pd, vorrei precisare, sempre per maggiore chiarezza, di non essere mai stata in possesso di una tessera di partito.
Motivo per cui non mi spiego questo attacco – del tutto ingiustificato – da parte del segretario del Pd.
Sarà forse finalizzato a trovare un pretesto per qualcosa che poi in realtà nasconde altre verità o motivazioni?
E mi spiego meglio!
Se il Pd vuole aprire una crisi politica all’interno di questa maggioranza, avrebbe a mio avviso facoltà di farlo, ma dovrebbe anche avere il coraggio di dirlo chiaramente, assumendosene le proprie responsabilità. Personalmente, non permetto a nessuno che venga usata la mia persona come capro espiatorio.
Aggiungo inoltre che a questo punto devo pensare che la mia candidatura nella lista civica “Uniti per Taurisano”  sia stata voluta dal Pd, solo per una strategia politica,  mentre per me aveva avuto sin dall’inizio tutt’altra valenza e cioè quella di dare il mio contributo fattivo a Taurisano. Proprio per questo motivo ho sempre cercato, di avere contatti politici oltre i confini taurisanesi a livello provinciale, regionale e nazionale. Contatti, che servono per risolvere non i miei problemi, ma quelli della nostra comunità. Questo fino ad ora, mi è stato possibile, anche grazie a qualche esponente del centro-destra locale. Nell’esecuzione del mio mandato ho cercato in tutti i modi leciti di ottenere tutti i vantaggi istituzionali che ci spettavano per il bene della comunità, arrivando persino a muovermi con l’automobile personale per gli incontri di carattere istituzionale presso la Regione o la Provincia.
Pertanto, pur cercando di farmi un attento esame di coscienza, non riesco a spiegarmi il motivo di tale ingiustificato attacco politico nei miei confronti.
Credo, caro direttore, con queste poche righe di aver detto tutto. 
Cordiali saluti
                                                                                Luana Calogero


Il caso Luana Calogero
L’intervento del Sindaco Lucio Di Seclì

Taurisano, 8 aprile 2013

Nella prima intervista rilasciata a “Presenza” dopo l’elezione a Sindaco, Lei, carissimo Direttore, dopo aver affermato che la mia elezione era stata indubbiamente facilitata dall’esclusione della lista del centrodestra, mi chiese “se avessi mai pensato di chiamare in Giunta., per una sorta di riequilibrio, un  rappresentante di quell’area come assessore esterno”. Io risposi che  ci avevo seriamente pensato non appena si ebbe la certezza che non c’era una lista di centrodestra, ma che, tuttavia, dopo aver svolto qualche tentativo non ero riuscito a dare un volto a nessuno che provenisse dall’area esclusa dalle elezioni. Le dissi pure che, parlando con qualcuno della mia intenzione, devo essergli apparso come un marziano capitato per caso nel nostro paese.
Questo era il clima di estrema contrapposizione  allora e nulla sembra essere cambiato ora, anche se,  le dichiarazioni rese  in Consiglio dall’Assessore Calogero sembrava fossero state, dopo una prima fase di sbandamento, “assorbite” dal resto della maggioranza. La Calogero, nella sua iniziale dichiarazione diceva :” mi sono candidata in Uniti per Taurisano,  una lista civica…(sic) anche se con una prevalente presenza di centrosinistra…, condividendone il programma di rilancio del paese e credendo fortemente nel gruppo che ha promosso la lista e nella persona di Lucio Di Seclì, che insieme abbiamo scelto come nostro capolista e riferimento”.  L’aver affermato di far parte di una lista civica non è mai stata contestata alla Calogero, se non qualche tempo fa e precisamente dopo le recenti elezioni politiche. D’altro canto, è noto che per essere inserita nella lista Uniti per Taurisano ella era stata praticamente “prelevata” da tutt’altro schieramento,  sebbene tuttora lei afferma di non aver aderito ad alcun partito e di essere indipendente.
Per quanto mi riguarda e per quanto riguarda l’andamento della Giunta non intravedo alcuna incoerenza nella posizione assunta dall’Assessore Calogero, che è rimasta a far parte del gruppo misto come indipendente e continua il suo lavoro di assessore con entusiasmo e con una sensibilità ed una passione veramente esemplari, specie verso le  fasce deboli della popolazione. Se qualcuno ha intravisto in ciò una anomalia tanto da pensare ad un rimpasto della Giunta o addirittura ad una interruzione della legislatura, spero sia in grado di spiegare quali ragioni sono alla base di queste considerazioni, tanto più, che come si diceva prima, la signora Calogero non appartiene, sino ad ora, a nessun altro partito.
La mia personale impressione è che nella maggioranza stiano riaffiorando quegli stessi malumori ed  incertezze mai sopiti dopo la formazione dell’attuale Giunta che opera ormai da quasi due anni e certamente in un contesto che mai si è verificato prima per l’incertezza, la confusione e la drammatica crisi che ha sconvolto l’universo amministrativo in questi ultimi tempi. 

Lucio Di Seclì
Sindaco di Taurisano

Politica a Taurisano
Gabellone tenta di rimettere insieme il Pdl.
Anche il Pd guarda al congresso

Che il centrodestra, nella fattispecie il Pdl che ne costituisce l’asse portante, dovesse tentare un approccio riorganizzativo dopo la fallimentare esperienza di due anni fa con l’esclusione della lista alle elezioni amministrative del 2011 per difetto di forma, era nell’aria. I cittadini chiedevano ragione del silenzio, dopo aver digerito in qualche modo la figuraccia dell’esclusione. Ha ripreso le redini in mano il vecchio gruppo dirigente, che comprende i tre consiglieri comunali della precedente consigliatura, Mario Manco, Bruno Scarlino, Gianni Liuzzi e altri, fra cui Raffaele Stasi, Antonio Cappilli e Marco Rizzello. Un gruppo affiatato, che sembra aver superato le storiche distinzioni dei tempi di Forza Italia e Alleanza Nazionale e che nel tesseramento del 2011, l’ultimo che c’è stato, a Taurisano era riuscito a fare circa 180 tesserati. “C’è voglia di riprendere il cammino interrotto – dice Mario Manco – lo richiede il partito e il Paese”.
Su invito di questo gruppo è venuto a Taurisano giovedì sera, 4 aprile, il Coordinatore Provinciale Dr. Antonio Gabellone, Presidente della Provincia, che si è incontrato nella sede di Piazza Castello con vecchi dirigenti e tesserati.
“L’incontro – ha detto Mario Manco – è stato chiarificatore. Gli abbiamo spiegato le nostre ragioni su quanto è accaduto due anni fa, gli abbiamo fatto presente che chi s’impegna per anni in tutte le sedi merita rispetto e che le cose accadute due anni fa non devono più verificarsi”.
Insomma i postumi di quell’esperienza bruciano ancora, ma c’è voglia di buttarsi tutto alle spalle e guardare avanti. E’ pur certo, però, che ci sono situazioni da chiarire in riferimento a presenze nel centrodestra che andrebbero definite borderline, per non dire altro.
Gabellone ha assicurato che sentirà tutte le altre voci interessate, evidentemente anche quelle non presenti all’incontro, e che quanto prima ci saranno i congressi in ogni comune. Situazioni come quella di Taurisano sono diffuse in tutta la provincia. Bisogna fare chiarezza. L’ideale è che si arrivi ad una lista unitaria, se non è possibile ci sarà il confronto fra più liste e gli esiti dovranno essere rispettati. Chi non ci sta, è fuori.
Anche nel Pd c’è aria di congresso. Venerdì, 5 aprile, c’è stata un’assemblea, nel corso della quale il segretario Claudio Leuzzi ha fatto il punto. Il Pd, avendo vinto le elezioni con una lista civica, ha la maggioranza in Consiglio e in Giunta. Anche gli indipendenti, ad eccezione di Luana Calogero, sono entrati nel partito. Ma, pur in una apparente quiete amministrativa, il partito non riesce a dare all’Amministrazione un indirizzo preciso. Il Sindaco è estraneo al Pd, mentre Luana Calogero rivendica la sua indipendenza. Insomma se si dovesse mettere una bandiera sull’Amministrazione non si potrebbe mettere quella del Pd. Di tanto si avverte il malumore soffocato degli altri. Si dice: le cose non vanno molto bene, ma non c’è un motivo forte per mettere in crisi l’Amministrazione. Altri potrebbero fare commenti negativi su questa situazione, io penso che far cadere un’amministrazione è sempre un trauma da evitare. Ci saranno pure motivi meno nobili negli assessori, che devono battere una sorta di bandiera panamense, ma cogliere l’aspetto del loro senso di responsabilità è importante. In fondo il dolce del fare incetta di candidati pieni di voti si paga con l’amaro della loro indipendenza e riottosità. E’ storia che si ripete.

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domenica 10 marzo 2013

Conversazione con Claudio Leuzzi


Da "Presenza Taurisanese", Anno XXXI, N. 3 - Marzo 2013

Il Pd chiede la verifica di maggioranza
Risultati elettorali, caso Calogero e congressi di partito

D. Tra pochi mesi l’attuale maggioranza raggiunge due anni di vita. Ci sono stati momenti di frizione fin dall’insediamento, per via che il Sindaco Di Seclì non volle sottostare alle logiche di partito. Legge alla mano, disse: gli assessori li scelgo io. E così fece.

R. Il Pd è abbastanza soddisfatto dell’azione fin qui portata avanti dai propri tre assessori. Peraltro lo spazio riservato loro da “Presenza” gli ha dato la possibilità di sottolineare gli obiettivi raggiunti che, mi auguro, siano stati apprezzati anche dai cittadini. Certo potevano, come tutto l’esecutivo, fare di più, anche perché è ormai da tempo superata quella fase iniziale del loro mandato in cui l’inesperienza veniva assunta come scusante per giustificare ritardi e scarso coordinamento.

D. Se siete così soddisfatti, perché allora avete fatto richiesta di verifica della maggioranza?

R. Il partito ha chiesto la verifica della maggioranza, che – preciso – ha una valenza esclusivamente politica, perché riteniamo che l’attuale quadro amministrativo in generale e dell’esecutivo in particolare non sia più quello con cui siamo partiti. Mi riferisco naturalmente alla possibilità che i tre consiglieri che nel 2011 hanno dato vita al gruppo misto – Calogero, Maruccia e Pizzi – adesso siano molto meno “indipendenti” di allora e, quindi, possano essere pronti ad entrare in un partito. Peraltro è ormai certa l’ufficializzazione dell’appartenenza – magari anche senza un’adesione formale – dell’assessore Calogero a un tipo di coalizione che certo non si può definire di centro sinistra, la qualcosa porterà certamente a novità sotto il profilo politico.

D. Ma la sua posizione non vi era chiara sin dal momento della candidatura?

R. In quel momento Luana Calogero ha rivendicato la sua autonomia dichiarandosi indipendente, come peraltro molti fanno in fase di formazione delle liste. Dopo qualche mese, poi, ci si augura che si accasino con un partito. Non dimentichiamo, poi, che la Calogero è stata tesserata nel 2009
nel PD e che nel 2012 ha anche sottoscritto il manifesto “Italia bene comune” nelle primarie del Centro Sinistra. Erano molteplici, a mio avviso, gli elementi che potessero farla considerare all’interno del quadro politico con il quale la nostra lista si è presentata alle elezioni del 2011. Alla fine non è andata così e ci aspettiamo che sia lei, per prima, ad assumere atti consequenziali.

D. Come spieghi il calo del Pd a Taurisano alle Elezioni del 24-25 febbraio?
 .
R. Diciamo che la poca chiarezza su quello che è il centro sinistra a Taurisano possa avere anche inciso. Purtroppo il risultato di Taurisano è in linea con quello provinciale e regionale. Sono tanti i motivi che hanno determinato questo risultato. Tra questi, probabilmente, anche il fatto di
non avere marcato al meglio l’appartenenza politica di diversi componenti dell’amministrazione. Questo ci porterà a dover chiedere ad ognuno di specificare meglio, passatemi il gergo, “con chi corri”.  Ed è un segno di responsabilità politica che dobbiamo anche agli altri partiti di sinistra
presenti in Consiglio Comunale nei banchi dell’opposizione, con i quali abbiamo condiviso molti momenti in questi ultimi tempi, dalle primarie in poi. Per quanto riguarda, poi più nello specifico la vita interna del Partito Democratico, fra pochissime settimane si aprirà la stagione dei
congressi che porterà ad ogni livello territoriale all’elezione dei nuovi quadri dirigenti. Mi auguro che il cambiamento arrivi massiccio e, pertanto, invito i giovani ad aderire perché da segretario politico del Circolo di Taurisano posso tranquillamente garantire – come raramente si sente dire in queste circostanze - avanti c’è posto!

D. Il “con chi corri” riguarda anche il Sindaco?

R. Come hai rilevato nella prima domanda, il sindaco ha sempre rivendicato una forma di autonomia dalle regole con cui i partiti sono storicamente abituati a ragionare. Benché abbia sottoscritto anche lui il patto “Italia bene comune” e, pertanto, abbia formalmente accettato il centro sinistra, non credo aderirà mai ad un partito specifico. Complessivamente penso che continui a guardare ai partiti come ad una gabbia con la quale si cerchi di irretirlo, anziché ad una risorsa che lo protegge e con la quale dare slancio, in maniera molto più coesa di come è successo finora, all’attività amministrativa.

A cura di Gigi Montonato

Politica a Taurisano. La lezione del voto del 24-25 febbraio


Da "Presenza Taurisanese", anno XXXI - N. 3 - Marzo 2013
  
La candidatura di tre taurisanesi alle elezioni del 24-25 febbraio – Antonio Scarlino con la Scelta Civica di Monti, Ada Alibrando con il Mir di Samorì e Salvatore Rocca con Rivoluzione Civile di Ingroia – tutti e tre alla Camera, costituisce un osservatorio particolare per un’analisi in chiave politica locale nella prospettiva delle future prove elettorali amministrative.
Diciamo subito che in altri tempi i tre candidati avrebbero fatto incetta di voti. Così non è stato nella circostanza. La somma dei voti presi dai tre candidati arriva a 1.712 (26,95 %). Quelli che ha preso Grillo da solo sono 1.433 (22,55 %). Uno scarto di appena 279 voti. Il paese si è spaesanizzato? Così sembrerebbe. In parte così è stato.
Il risultato ci pone di fronte a due dilemmi. Il primo: i tre candidati locali non hanno saputo condurre la campagna elettorale sul territorio o l’elettorato locale ha resistito alle sirene della solidarietà paesana? Il secondo: i voti presi dai partiti tradizionali, Pdl e Pd, sono stati il frutto del lavoro svolto dai dirigenti locali o la resistenza spontanea dell’elettorato di appartenenza? Evidentemente valgono entrambe le ipotesi sia nel primo che nel secondo dilemma. Si tratta comunque di dati che vanno contestualizzati e comparati.
Il Pd ha ottenuto 935 voti alla Camera a fronte dei 2.166 del 2008, perdendo 18,05 punti in percentuale. Il Pdl con 1.568 voti alla Camera, a fronte dei 3.250 del 2008, è calato del 24,5 %.  Questi dati, in buona sostanza, sono in linea con il trend nazionale dei due partiti, che li vede in calo. Ma, mentre il Pd ha una struttura operativa locale di tutto rispetto (sezione, direttivo, gruppo consiliare), il Pdl è privo di qualsiasi organizzazione e tutto è affidato ai singoli rappresentanti. Solo negli ultimi giorni della campagna elettorale sono stati aperti due comitati elettorali del Pdl in due distinti punti del paese, uno in Piazza Castello e l’altro in Piazza Fontana.
Il dato del Pd autorizza a pensare che il calo sia dovuto ad una campagna pro candidato locale Scarlino, non intensissima ma significativa; mentre il calo del Pdl è più fisiologico rapportato al calo nazionale, ma non alla tenuta regionale e qua e là nella provincia, dove il partito ha retto bene alla sfida elettorale.
Lo sforzo fatto dal Pd pro Scarlino – alcuni settori locali del Pd hanno manifestamente fatto propaganda per lui – tendeva a premiare il suo coraggio nel cogliere un’opportunità importante. Se l’esito della lista Monti fosse stato diverso, come in qualche modo si sperava, per Scarlino sarebbe potuta arrivare l’elezione. Insomma, era nelle cose. Questo non è accaduto perché la lista di Monti ha rischiato addirittura di non superare la soglia di sbarramento. Per gli altri due candidati si trattava di un impegno in prospettiva. Escluso che potessero essere eletti.      
Il fenomeno Grillo è sbattuto sulle candidature locali come una palla di bowling travolgendo i birilli. Ad un primo confronto con comuni della stessa dimensione di Taurisano il voto a Grillo ha più o meno la stessa consistenza: 1.761 (27,55 %) a Ugento, 1.425 (29,32 %) a Ruffano, 1.703 (25,66 %) a Taviano. Dunque, l’elettorato si è sintonizzato di più sul dibattito nazionale che non sulle esigenze elettorali locali. Ma è anche vero che i tre candidati locali non hanno saputo o non hanno potuto arrivare all’attenzione degli elettori. I loro partiti erano per la prima volta sulla scena elettorale ed erano privi di strutture e di mezzi di propaganda appropriati.
Quali indicazioni trarre dai risultati elettorali in funzione locale? Le due novità – Antonio Scarlino e Ada Alibrando – erano con due liste debuttanti, che potrebbero pure aver concluso la loro esperienza politica nazionale. L’una e l’altra, infatti, sono uscite per l’occasione delle elezioni anticipate. Non così per i due candidati, i quali invece sembrano voler continuare l’esperienza politica. Antonio Scarlino, imprenditore, commentando i risultati della Lista Monti, ha fatto capire che la sua esperienza politica non è finita. «Per quanto mi riguarda – ha detto al “Quotidiano” del 26 febbraio – questo è il punto di partenza di un progetto  di lungo periodo». Ada Alibrando, avvocatessa giovane e brillante, nella circostanza della presentazione della sua candidatura a Taurisano, disse che la sua avventura politica sarebbe continuata anche dopo. Dunque due soggetti politici nuovi potrebbero impegnarsi di qui a non molto con le prossime scadenze amministrative. Per Taurisano è un segnale positivo. L’altro candidato, Salvatore Rocca, è già sulla scena da diversi anni, benché anche la lista nella quale si è candidato, “Rivoluzione Civile” di Ingroia, fosse al debutto e forse alla fine.
Impossibile fare confronti con le elezioni precedenti, sia con le Politiche del 2008, sia con le Amministrative del 2011. Il quadro politico è decisamente sconvolto. E quanto è accaduto con queste votazioni ha tutta l’aria di non essere qualcosa di passeggero.
Certo, i punti di continuità non mancano. Il Pd è al governo cittadino con esponenti giovani e motivati, i quali vorranno sicuramente continuare l’esperienza senza “grilli” per la testa. Il Pdl o centrodestra che dir si voglia presenta uno scenario piuttosto liquido, che però non è impossibile  raccogliere in un contenitore, magari una lista civica di nuova formazione. Ma qui i “grilli” per la testa potrebbero averli, considerato che il partito non riesce a darsi una struttura solida e quadri dirigenti qualificati e responsabili. Le sinistre potrebbero trovare unità d’intenti e di organizzazione. Ma anch’esse potrebbero avere “grilli” per la testa, non fosse altro che per una sorta di naturale spontanea empatia verso forme politiche tra il protestatario e l’anarcoide. Sarebbe auspicabile che trovassero però unità d’intenti e di organizzazione. Sarebbe anche un contributo di chiarezza.
L’elemento di novità potrebbe essere proprio la tentazione “Grillo”. L’opportunità di cavalcare questo fenomeno troverà sicuramente qualcuno in paese, certo di poter raccogliere il frutto di stagione, a creare di sana pianta il Movimento 5 Stelle. Sempre che anche questo fenomeno non si sgonfi di qui a non molto, in omaggio al detto che quanto più forte piove tanto più prima scampa.   

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mercoledì 30 gennaio 2013

Politica a Taurisano: Ciullo tenta di scuotere il Pd



L’Amministrazione Comunale, uscita dalle Elezioni del 15-16 Maggio di due anni fa, volge al compimento del suo secondo anniversario. Non ci sono state fino a questo momento grandi questioni, forse anche per una sorta di dormienza del paese in tutte le sue categorie politiche, culturali, sociali ed economiche. Non diamo solo la colpa all’Amministrazione, qui manca il paese come sistema. I suoi vari soggetti non hanno interlocutori istituzionali.  Tutto è scollegato. Mancano i partiti. Saremmo ingenerosi se non riconoscessimo che alcuni assessori (Rosafio, Scordella, Damiano) si sono dati e si danno da fare, ma fuori da un disegno organico dell’Amministrazione all’interno della quale operano; i consiglieri di opposizione, se si esclude Salvatore Rocca di Rifondazione comunista, sono pressoché assenti. Il centrodestra, autoesclusosi dalla competizione elettorale, non ha ancora trovato la trebisonda e di fatto non esiste.
Si può andare avanti così? E dove? Il malumore serpeggia e qualche volta abbaia; ma né in un modo né nell’altro è concreto. Il consigliere del Pd, Antonio Ciullo, ha preso formalmente le distanze fin dal 26 ottobre scorso dal gruppo consiliare di maggioranza pur rimanendo nel Pd. Lo ha fatto con una lettera in cui lascia trasparire ulteriori passi di dissenso: “Il sottoscritto – dice – in Consiglio Comunale assumerà decisioni indipendenti rispetto al gruppo di maggioranza. […] E’ fatta salva la propria appartenenza al Partito Democratico, a meno che lo stesso Partito non dovesse assumere ulteriori e differenti determinazioni”. Insomma, sembra voglia dire: io ho fatto la mia mossa, ora aspetto le vostre. Ma, che si sappia, finora non ci sono state mosse di risposta.
Ovvio che non tutto scorre liscio nella maggioranza amministrativa, qualche frizione di tanto in tanto c’è. Se ne avvertono i segnali all’esterno. Ma nessuno s’impunta, sa che piantare grane significa danneggiarsi la carriera politica. In gran parte sono giovani ed è lecito che ognuno nutra belle speranze. Perché devo essere io il piantagrane? Se c’è un’azione comune è un conto; e se no, rimaniamo in attesa. Probabilmente ragionano così.
Questa Amministrazione, allora, andrà avanti per inerzia. Forse anche per calcolo. Fino al 2014 non c’è trippa per gatti. Finiremo in quell’anno di pagare interessi spaventosi in seguito alla rinegoziazione dei mutui fatta dall’Amministrazione Leuzzi con la Cassa Depositi e Prestiti. Ma fino a quella data la situazione del paese subirà ulteriori danni, soprattutto a livello politico.
I due grandi schieramenti dovrebbero riorganizzarsi. Il centrosinistra dovrebbe ritrovare la dignità della sua storia più recente, di quando era un laboratorio politico in linea e addirittura in anticipo sulle scelte nazionali. Il centrodestra dovrebbe riorganizzarsi prima di entrare in coma irreversibile. Se le due componenti, ex An ed ex Forza Italia, non trovano un accordo, si dividano e procedano ognuna per conto proprio fino a quando la situazione non si decanti e si torni ad un’azione comune. Il voto per le Politiche del 24 febbraio prossimo può aiutare in questo senso. Non solo perché si è fatto chiarezza nelle liste, tornate ad essere diverse, ma soprattutto nel processo avviato di fare largo a nuovi soggetti, senza per questo abbandonare la partita. Si può e si deve andare avanti insieme: giovani ed anziani, gli uni con l’entusiasmo e la legittima ambizione, gli altri con l’esperienza e la consapevolezza di avere ancora un ruolo importante. 
Un pensiero, in chiusura, al Sindaco Lucio Di Seclì.  Ha detto fin dall’inizio che non prende ordini da un partito che non è il suo. Encomiabile prova di indipendenza; ma completi la prova dicendo qual è il suo partito. Perché uno, non può non averlo. E se lo dice, tanto di guadagnato per tutti. Almeno sanno tutti con chi prendersela.

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martedì 27 novembre 2012

Cose di Taurisano


Da “Presenza Taurisanese” – Novembre-Dicembre 2012

Politica a Taurisano
E’ importante parlarne, nonostante tutto

Parlare di politica diventa a Taurisano, come in ogni altra parte d’Italia, sempre più difficile. Ormai è tempo di urlatori, impropriamente chiamati populisti, forse per esorcizzare i fantasmi di un più o meno passato prossimo. Ma a Taurisano la situazione è davvero paradossale.
Nel centrosinistra, uscito vincitore dalle Amministrative del 2011, che governa perciò il paese, si vive una situazione kafkiana. Già fin dall’esordio la Giunta si presentò divisa, neppure omogenea sulla posizione di centrosinistra, dato che l’Assessore Luana Calogero tenne a dire che lei si sentiva del centrodestra. Una volta sarebbe bastato a dire: signora, allora si accomodi fuori. Lo stesso Sindaco, non si capisce ancora da quale cilindro era uscito, dato che, per sua stessa ammissione, non aveva niente a che fare col Pd, che pure lo aveva candidato, non intese scegliere gli assessori d’accordo con gli altri della lista, arroccandosi nella legge che dice che la scelta degli assessori, appunto, spetta al sindaco. E, come se non bastasse, egli usò espressioni nei confronti di alcuni consiglieri delle precedenti giunte di centrosinistra non proprio amichevoli. Insomma la nuova Giunta si è proposta fin dall’inizio in discontinuità più che politica – ma pure politica! – di comportamenti riconducibili formalmente al galateo politico. Ora il gruppo si è ulteriormente disgregato con la fuoriuscita di Antonio Ciullo, mentre – si dice – altri avrebbero firmato una lettera per non si sa bene che cosa. Vero o non vero, una riserva di attendibilità in politica è d’obbligo. Sta di fatto che c’è una Giunta che amministra senza una precisa e concordata diritta via. Ma, come accade per tutti i sindaci, per un dato fisiologico, evidentemente, anche Di Seclì ha scelto il suo bastone d’appoggio, che è, ormai lo si è visto, la consulta giovanile, la Pro loco, la Protezione civile. Nessuna sorpresa, se si considera che lui viene da esperienze parrocchiali e di volontariato. Durerà? A Taurisano può pure accadere. In altre realtà, anche al Sindaco, il gruppo dirigente politico avrebbe già detto da un pezzo: signore, scenda, la corsa è finita. 
Quanto al centrodestra, la situazione è ancor più grave. Autoesclusosi dalle ultime elezioni amministrative, a tutt’oggi non è riuscito a riorganizzarsi in un modo qualsiasi. Alcuni rappresentanti del PdL, almeno quelli riconducibili alla componente di Forza Italia, sono rimasti scottati da quanto è accaduto nel 2011, quando, dopo aver lavorato per cinque anni per un progetto con un gruppo piuttosto affiatato di persone da proporre all’elettorato, si videro nelle ultime quarantott’ore  precedenti la scadenza della presentazione della lista imporre un progetto diverso. Ciò che provocò sconcerto, malumore e comportamenti autolesionistici, su cui probabilmente non si finirà mai di parlare. Sta di fatto, che, ragioni o torti a parte, oggi di riorganizzarsi con un PdL, che è in discussione di sopravvivenza perfino in campo nazionale, non ne vogliono sapere. Piuttosto – dicono – facciamo un’associazione politico-culturale, in modo da garantirci quell’autonomia di scelte che in passato non abbiamo avuto. Sì, ma quando si muovono per dare all’elettorato un punto di riferimento?
Decisamente più positiva è la condizione delle sinistre riunite: Rifondazione, Sel e Psi, che per l’assenza dalla competizione del centrodestra, hanno avuto nel 2011 un exploit elettorale notevole nella lista comune “Taurisano rinasce”, portando in Consiglio comunale cinque consiglieri. E’ un’occasione che difficilmente si ripeterà. Essi, però, non costituiscono un’azione politica organica e omogenea, salvo che per la questione di Piazza Castello, dove son riusciti a creare opinione. Per il resto interventi episodici, anche puntuali e importanti.
Al momento la geografia politica nel paese e nel consiglio comunale è confusa. Si dovrebbe tornare al confronto, che in genere aiuta a chiarire le posizioni e a suggerire comportamenti. (Gigi Montonato)


Pd – Primarie a Taurisano
Modesta l’affluenza: 324 votanti
134 Bersani – 61 Renzi – 127 Vendola – 2 Puppato – 0 Tabacci

E’ davvero difficile per i dirigenti locali di qualsiasi partito sollecitare, in questo momento storico, interesse e partecipazione alla vita politica attiva. Non solo alla base dei semplici simpatizzanti, ma anche agli stessi iscritti o, come si diceva una volta, ai “tesserati”.
I motivi per un disimpegno sono davvero tanti e, se in qualche momento ci piacerebbe dimenticarli, ci pensano le notizie dei telegiornali a ricordarcelo, vista la lunga serie di scandali che, in un modo o nell’altro, stanno interessando – con responsabilità diverse – praticamente quasi  tutti i partiti.
L’uso improprio ed illegittimo delle risorse derivanti dal finanziamento pubblico dei partiti che, val la pena di ricordarlo, un referendum popolare aveva qualche anno fa abrogato, insieme alla gestione, diciamo “personale e personalistica” del denaro assegnato ai vari gruppi consiliari a diversi livelli, sta portando l’opinione pubblica a generalizzare il proprio giudizio – negativo ogni giorno di più – sull’attuale classe politica, indipendentemente dal livello territoriale, nazionale, regionale o locale.
Nonostante questo clima, chi ha a cuore le sorti delle istituzioni, ormai ovunque agonizzanti, non può certo permettersi di abbandonarle a questa lenta sconfitta ed è per questo che l’appuntamento elettorale della prossima primavera può diventare (sempre se ci sarà messa a disposizione una nuova e più seria legge elettorale) una cartina al tornasole non solo delle aspettative della popolazione, ma costituirà anche un tentativo, forse l’ultimo, per ridare vigore alla democrazia (nel senso di governo del popolo) del nostro paese e tornare a riconoscere il primato della politica che, dopo 18 mesi di governo tecnico e dopo la sfiducia rimediata da tante personalità, non gode certo di buona salute. 
Molto prima dell’altro schieramento, il Centro Sinistra ha individuato nelle primarie una ulteriore forma di partecipazione del cittadino, protagonista così della scelta del leader che deve guidare la coalizione.
A Taurisano, il Partito Democratico insieme al Partito Socialista e SEL, con cui - in vista delle elezioni politiche - è stato sottoscritto l’accordo ITALIA BENE COMUNE, stanno cercando di riavviare un rapporto costruttivo con il proprio elettorato ed hanno aperto una sede, in corso Umberto I° al civico 160, per presentare il manifesto politico dei valori della coalizione e per consegnare – nei giorni di venerdì, sabato e domenica – il certificato elettorale a chi vorrà partecipare da protagonista alle primarie del prossimo 25 novembre.
Come previsto dal regolamento nazionale, viene chiesto un contributo alle spese organizzative di due euro. In virtù delle considerazioni di cui sopra, averlo raddoppiato rispetto a precedenti analoghe circostanze, è un’altra occasione sciupata. (Claudio Leuzzi)

Calcio, addio, a Taurisano
Scomparso, dopo ottant’anni, dalle cronache sportive
Più che la mancanza di soldi poté l’indifferenza

Per la prima volta, dopo ottant’anni, Taurisano non è presente nei campionati di calcio di nessuna categoria. Un evento che va ben oltre la crisi finanziaria che ha colpito aziende e singole persone. Dopo il ritiro di due anni fa del “Taurisano Calcio”, che pure aveva raggiunto negli ultimi anni in Campionato e in Coppa Italia traguardi importanti, quest’anno c’è stato il ritiro dal Campionato di Seconda categoria della squadra di Daniele Sabato e Piero Orlando.  Si registra purtroppo una caduta verticale di interesse e di sensibilità civica da parte in primis della pubblica amministrazione, che non ha saputo garantire un minimo di sostegno a chi da anni, con spirito di sacrificio, stava mantenendo accesa la fiamma dello sport a Taurisano. Piero Orlando aveva saputo prendere i ragazzi e portarli dalla terza alla seconda categoria e quest’anno avrebbe potuto anche ottenere il ripescaggio nella prima dopo il bel campionato dell’anno scorso. Un calcio, quello del duo Sabato-Orlando, assolutamente privo di qualsiasi aspetto venale, di pura passione agonistica. Più che per mancanza di soldi – si trattava di coprire le spese dello stadio comunale – si è trattato di mancanza  di volontà di sostenere la società e la squadra in un momento difficile.

Novità al salumificio Scarlino
Si separano i due fratelli: Attilio è amministratore unico,
Antonio è uscito dall’azienda e ha dato inizio ad una sua attività commerciale

Ora Attilio Scarlino, col suo 60 % di quote azionarie, dopo aver rilevato quelle del fratello Antonio, è l’Amministratore unico dell’azienda ereditata dal padre Tommaso, la “Scarlino Würstel”. Il restante 40 % è nelle mani in parti uguali delle sorelle. Antonio è uscito dall’azienda ed ha intrapreso una sua attività commerciale nel settore alimentare, per ora formaggi e salumi, in seguito ogni altro prodotto.
Disparità di vedute sulle strategie industriali alla base della separazione, ma anche necessità di ristrutturare e rilanciare l’azienda in presenza della crisi finanziaria e dei consumi che ha investito tutta l’Europa. La “Scarlino Würstel” resta solida in tutta la sua potenzialità produttiva e commerciale (ultimo fatturato 27 milioni di Euro).
Da parte sua Antonio, che in tutti questi anni ha curato la proiezione esterna dell’azienda, grazie anche alle cariche da lui ricoperte nelle istituzioni del settore e all’esperienza maturata – è tuttora vicepresidente di Confindustria di Lecce e presidente dei giovani imprenditori – ha ricominciato partendo dai locali della vecchia fabbrica del padre, da dove si era partiti circa quarant’anni fa.

Gravissimo atto d’intolleranza tra tifosi
Presa a sassate la sede dell’Inter Club dopo la partita Juventus-Inter

Un episodio inaudito di gravissima intolleranza si è verificato al termine della partita Juventus-Inter, giocata la sera di sabato, 3 novembre, e vinta dall’Inter per tre a uno. Alcuni giovanissimi tifosi juventini hanno scagliato delle pietre alla sede dell’Inter Club posta al primo piano all’angolo Corso Umberto I-Via Crispi. Una, attraverso la finestra, ha colpito il televisore appeso alla parete di fronte danneggiandolo. Un gesto che non trova giustificazione alcuna e che inserirlo tra gli sfottò e le ingiurie scambiati coi tifosi del Club Juventus, posto a meno di cinquanta metri da quello interista, significa volerlo inopportunamente minimizzarlo. Le pietre, lanciate verso la finestra, potevano colpire chiunque nell’affollata saletta dove si era appena conclusa la partita. Se non è accaduto niente di più grave è stata una vera fortuna. Bene hanno fatto comunque i dirigenti dei due club a circoscrivere il fattaccio, in considerazione anche dell’età dei ragazzi. Il gesto di distensione dovrebbe calmare gli animi e svelenire il tifo. Farebbero meglio comunque dirigenti e tifosi più anziani a vigilare di più sui tifosi più giovani e a non esasperare la rivalità con dichiarazioni a volte fin troppo disinvolte e irresponsabili.

Ancora cani ammazzati
Rolly e Lilli avvelenati. Sdegno e rabbia dei padroni

Nell’aprile scorso furono ammazzati tre cani che avevano eletto la Chiesa Madre, Corso Umberto e Piazza Castello per loro residenza. Furono trovati stecchiti per avvelenamento la mattina del 20 aprile dagli operatori ecologici. Il 17 settembre scorso due cagnolini, Rolly e Lilli, di proprietà della famiglia De Marco, alla periferia di Taurisano, sono stati trovati agonizzanti per avvelenamento. Addolorati e sdegnati per tanta malvagità i proprietari, che non sanno spiegarsi la ragione del crudele gesto.
Non si può tuttavia non rimarcare il problema dei cani randagi nel duplice risvolto dopo gli episodi di avvelenamento. Per un verso di cani in giro se ne vedono di meno, per un altro non si può non condannare le maniere spicce e incivili di chi, infastidito dalla loro presenza, si fa giustizia da sé avvelenandoli.

martedì 25 settembre 2012

La Carangelo Costruzioni su Presenza Taurisanese



La CARANGELO COSTRUZIONI SU

Presenza Taurisanese, Luglio-Agosto 2012

Legge “salva-cave”, riciclaggio grande assente

Danilo Lupo in conversazione con Rocco Carangelo e Franco Bartucci di Legambiente
LECCE – TR NEWS, 14 giugno 2012. Vieni a scavare in Puglia, tanto è quasi gratis. Potrebbe essere riassunta così la legge che è in discussione a Bari, nel silenzio generale e da cui dipende il volto della campagna salentina e anche la salute di tutti noi. È la legge sulle attività estrattive, le cave che giorno dopo giorno si mangiano una porzione sempre più importante di territorio. È prevista per lunedì la prossima tappa nella discussione di una legge che, nonostante qualche passo in avanti, rischia di rappresentare una grande occasione sprecata. Perché nel braccio di ferro tra ambientalisti e industrialisti hanno – di fatto – vinto questi ultimi e soprattutto perché nulla viene previsto sulla vera grande risorsa, il riciclo. Qualche numero, partendo dalla provincia di Lecce: qui sono 104 le cave autorizzate, con l’estensione media più alta di tutta la Puglia, come rileva lo stesso report regionale. Ma a cosa servono questi 104 buchi che si mangiano le colline e divorano il sottosuolo? 70 di esse producono inerti, cioè materiale che viene frantumato per fabbricare cemento e calcestruzzo. Ovvero lo stesso materiale che oggi buttiamo in abbondanza. Quando va bene, legalmente in discarica. Quando va male, abusivamente in campagna.
“Vedo ancora tante imprese e tanti cittadini che scaricano abusivamente gli scarti delle demolizioni ovunque, contro ogni legge e contro l’ambiente e la salute” a dirlo è Rocco Carangelo, titolare di un’impresa tra Taurisano e Acquarica: terra di cave per eccellenza, dove le vecchie cave svuotate e abbandonate nella seconda metà del secolo scorso, ad est della provinciale hanno creato un paesaggio lunare. E dove è attiva e in esercizio un’enorme cava ancora ad ovest della stessa strada. Enormi buchi che consumano il suolo, risorsa limitata che ci stiamo giocando giorno dopo giorno. Eppure una soluzione diversa e virtuosa, un altro modo di reperire la stessa risorsa ci sarebbe ed ha a che fare proprio con l’attività di Carangelo, un’impresa di riciclaggio inerti.
“Noi recuperiamo gli scarti di demolizione, ma anche gli scavi dalle fondazioni di nuovi edifici – spiega – facciamo la selezione, eliminiamo le eventuali impurità presenti e approntiamo nuovi materiali che possono essere utilizzati nelle nuove costruzioni”. Qualche altro numero: nel 2010 in Italia sono stati estratti 130 milioni di metri cubi di materiale per produrre calcestruzzo e cemento. E nello stesso 2010 sono stati prodotti 55 milioni di metri cubi di scarti dall’edilizia. Una ricchezza enorme che buttiamo in discarica (quando va bene) o abbandoniamo nelle campagne (quando va male). E che potrebbe essere invece investita per limitare la voracità delle cave. Senza contare che poi quegli enormi buchi, alla fine della loro vita, vanno chiusi: “In Puglia – calcola Legambiente – le cave dismesse sono 550, una volta e mezza le cave attive. E troppo spesso in quei buchi si annidano le discariche abusive o le attività dell’ecomafia. Anche a questo possono servire gli scarti dell’edilizia”. “Il ripristino, l’ambientalizzazione e la messa in sicurezza delle vecchie cave è molto importante – aggiunge Carangelo – il materiale prodotto dagli scarti dell’edilizia può servire perfettamente anche a questo, a creare passeggiate e spazi verdi al posto di questi squarci”.
Belle, bellissime parole. Ma nella pratica? Qui arriviamo al disegno di legge sulle attività estrattive, che verrà approvato lunedì prossimo nelle Commissioni regionali industria ed ecologia. Una norma che – va detto – prevede un passo avanti: fino al 2010 scavare in Puglia era a costo zero, nel 2011 è stato approvato un primo regolamento che prevede un costo di estrazione al metro cubo, seppur minimo. Una sorta di “tassa di estrazione” confermata anche nel disegno di legge in discussione. È una  vittoria delle associazioni ambientaliste, Legambiente in primis, che hanno stoppato l’intenzione della Regione di far pagare i cavatori ad ettaro coltivato e non a metro cubo cavato. Ma una vittoria dimezzata, come spiega Francesco Bartucci, geologo di Legambiente Puglia: “Perché si paga ancora troppo poco – dice – e manca soprattutto un anello, quello del recupero degli scarti dell’edilizia”. Su questo fronte, infatti, la nuova norma non dice niente: “Né la Regione – aggiunge il geologo – ha accolto la proposta di autorizzare nuove cave solo dove non sono presenti impianti di recupero inerti”. Vale a dire che tra Taurisano ed Acquarica, ad esempio, non si potrebbero aprire nuovi crateri (oltre ai tanti già scavati), ma si dovrebbe far funzionare il ciclo virtuoso del riciclaggio. “Con le tariffe che verrebbero approvate dalla nuova legge, conviene più scavare pietra vergine che riciclare gli inerti – riassume Bartucci – eppure non ha senso cavare nuovo materiale per frantumarlo quando sono già disponibili gli scarti, per lo stesso uso”. E il paradosso finale, in tutto questo, è che una legge nazionale esiste da quasi dieci anni e obbligherebbe tutti gli enti locali a usare almeno il 30 % di materiale riciclato nelle nuove costruzioni.
“E’ materiale perfetto per i sottofondi stradali – esemplifica ancora Carangelo – ma anche per la tombatura di discariche, per la colmatura di vecchie cave e (con i dovuti trattamenti) per tutte le opere di edilizia: il materiale ci sarebbe, serve maggiore attenzione”. Di attenzione da parte degli enti locali, evidentemente, non ce n’è tanta. Sulla carta (il decreto 203 del 2003) il materiale riciclato da impiegare nelle opere pubbliche dovrebbe essere il 30 %. Nella pratica, la percentuale è prossima allo zero. E anche nella nuova legge rimane lettera morta quel decreto del 2003, firmato dal Ministro dell’ambiente, da quello dell’industria ma anche – attenzione – dal Ministro alla sanità: perché limitare le cave al necessario e impedire che le discariche abusive inquinino le campagne è un affare che riguarda la salute di tutti. Ma che, evidentemente, cozza contro un altro affare, quello della potente lobby del cemento e delle cave. Quest’ultima lamenta un calo degli utili. Innegabile: siamo lontani dai livelli stellari del 2008, quando le cave di Puglia fatturavano 234 milioni di euro. E però, nell’ultimo censimento, il comparto continua a valere 143 milioni. Qualche sforzo in più a favore dell’ambiente e della salute, la Regione – tutto sommato – potrebbe chiederlo.
Danilo Lupo
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Presenza Taurisanese, Settembre-Ottobre 2012

Sul riciclo dei materiali di scarto edilizio
“Recuperati e utilizzati secondo norma offrono anche prestazioni migliori”

La prima domanda che viene sul riciclo dei materiali rivenienti da demolizioni per la produzione di inerti in calcestruzzo, in sostituzione o in aggiunta al materiale tradizionale, il cosiddetto sabbione, è se poi i fabbricati realizzati sono allo stesso modo resistenti. Le tragiche conseguenze, cui abbiamo assistito in questi anni col crollo di intere strutture in seguito a terremoti, ci impongono scienza e coscienza, nella variabile che la prudenza non è mai troppa. La Ditta di Quintino Rocco Carangelo, che lavora nel settore, a cui avevamo espresso le nostre perplessità, ci ha fatto avere una relazione tecnica, che volentieri pubblichiamo nelle parti più rispondenti anche al carattere del nostro periodico, cercando di rispondere a taluni interrogativi.
Anzitutto il riutilizzo di questi materiali è di portata europea ed obbedisce a due criteri di fondo: pulizia dell’ambiente ed economicità delle opere. 

«La possibilità di utilizzare i rifiuti inerti derivanti da costruzioni e demolizioni è stata presa in considerazione dalla Commissione Edilizia dell’UNI, nell’ambito della quale è stato istituito nel 1996 il Gruppo di Lavoro GL7 “Rifiuti da Costruzione e demolizione”, ai fini della elaborazione di un progetto di pre-norma in edilizia per la definizione di “Linee guida finalizzate alla riduzione dei rifiuti di costruzione e demolizione nella progettazione di interventi edilizi”.
Tali raccomandazioni hanno duplice finalità: favorire l’introduzione o il reimpiego di materie prime secondarie in edifici di nuova costruzione e minimizzare la produzione di rifiuti non più riutilizzabili. A livello della Comunità Europea, grazie alla bozza prodotta dal comitato tecnico CEN/TC 154, è stato messo a punto nel 1996 un progetto di norma prEN 12620 dal titolo “Aggregates for concrete including those for use in roads and pavements” che specifica i requisiti a cui devono rispondere gli aggregati di origine naturale o artificiale o gli aggregati riciclati per poter essere usati nel confezionamento di calcestruzzi strutturali.
Più recentemente, il c.d. Testo Unico – Norme Tecniche per le Costruzioni (DM 14/09/2055), considera anche gli aggregati riciclati per confezionare conglomerati cementizi anche con resistenze strutturali, a condizione che le miscele vengano documentate e qualificate attraverso idonee prove di laboratorio. La norma definisce orientativamente le percentuali di aggregato riciclato da utilizzare in funzione della resistenza finale del calcestruzzo ottenuto, e prescrive il controllo dei processi di riciclo».

Questi materiali di recupero possono essere riutilizzati per qualsiasi inerte alla stregua dei materiali tradizionali?

«Quando si parla di materiali provenienti da recupero, generalmente si è portati a pensare ad aggregati con caratteristiche inferiori a quelle offerte dai materiali il cui uso sia ormai consueto e codificato. Spesso si tratta di materiali “fuori prescrizioni di norma” per i quali il recupero avviene mediante correzioni o stabilizzazioni, affinché si possano comunque raggiungere caratteristiche prestazionali che ne consentono l’utilizzo. I materiali di scarto edilizio, il cui recupero venga fatto in maniera adeguata, presentano caratteristiche prestazionali per molti aspetti di gran lunga superiori a quelle dei migliori misti naturali con una molteplicità di utilizzi nell’ambito delle costruzioni in terra in genere, delle costruzioni stradali, ferroviarie ed aeroportuali, delle costruzioni civili (magroni e calcestruzzi armati e non ), della prefabbricazione (elementi strutturali e di arredo stradale od ambientale) contemplando tutti i gradi di passaggio dagli aggregati non legati, ai misti legati, ai calcestruzzi ed ai conglomerati bituminosi. Occorre però verificare i requisiti, sotto i diversi aspetti della funzionalità, della durabilità, e della pratica fattibilità».

Quali sono i requisiti?

«Poiché notevoli sono i rischi di una cattiva esecuzione delle diverse fasi di riqualificazione del materiale si deve far ricorso ad un lavoro per così dire “certosino” eliminando tutte le sostanze estranee od inquinanti, come i metalli, la plastica, la carta, il legno e tutti gli altri elementi non idonei.
Condizioni prioritarie per esprimere valutazioni attendibili sul comportamento in esercizio sono inoltre l’omogeneità statistica e la costanza della composizione e della curva granulometrica. […]. Occorre inoltre conoscere approfonditamente e controllare frequentemente le caratteristiche dell’inerte prodotto, al fine di garantire un buon risultato nei diversi possibili campi di impiego. Per gli impieghi più nobili, si potrà far seguire alle fasi normali di frantumazione e trattamento, ulteriori fasi di più spinta selezione o di integrazione con altro materiale inerte o legante».

Chi garantisce la correttezza delle varie fasi di recupero, di lavorazione e di reimpiego di questi materiali?

«Il Dipartimento di Idraulica, Trasporti e Strade dell’Università di Roma “La Sapienza” ha eseguito nell’ultimo decennio, sotto l’impulso e la guida del Prof. Ing. Mariano Cupo-Pagano, una lunga serie di studi per la caratterizzazione del materiale ottenuto dagli impianti di trattamento e per la definizione della possibilità e dei limiti d’impiego e degli eventuali interventi correttivi e migliorativi per estenderne l’ambito di utilizzo, garantendo al contempo ottimali risultati. […]. L’Impresa Carangelo Quintino Rocco Costruzioni srlu, in collaborazione con il Consorzio CETMA di Brindisi, nello specifico con la divisione di Ingegneria dei Materiali e delle Strutture, che ha il compito di coordinare e svolgere attività di ricerca applicata e di ingegneria avanzata nel settore dei materiali avanzati, favorendo lo sviluppo dei prodotti e dei processi innovativi, e del coinvolgimento di professionisti di spicco quali  l’Ing. Orazio Manni, l’Ing. Paolo Corvaglia, e con la collaborazione dell’Università del Salento – Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione, con la collaborazione del Prof. Lorenzo Vasanelli, della Prof.ssa Maria Antonietta Aiello e della Prof.ssa Dr. Ing. Maria Enrica Frigione, ha posto le basi per l’avvio di un’attività di ricerca per mettere a punto materiali ad elevata eco-sostenibilità, grazie all’utilizzo di aggregati da riciclo, con aggiunte di materiali eco-sostenibili. Altra attività di ricerca implementata con gli stessi ricercatori, riguarda la lavorazione del materiale ottenuto dalla fresatura dei tratti stradali danneggiati in un apposito impianto per la miscelazione di conglomerati a freddo. Con l’utilizzo di tale macchina si potranno ottenere misti cementati, calcestruzzi, si potranno effettuare bonifiche di inerti e rigenerazioni di asfalti fresati, fermo restando il completamento delle strade con uno strato di tappetino di 2-3 cm.».

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domenica 29 aprile 2012

Rigenerazione di Piazza Castello, Parco Urbano, Anfiteatro
Dalla relazione tecnica dell’Arch. Sonia Strambaci

«[…] L’Amministrazione Comunale di Taurisano, conformemente a quanto convenuto in sede Regionale, ha ritenuto opportuno predisporre il progetto sulla “Riqualificazione e Rigenerazione del Sistema Urbano dell’Area di Piazza Castello, del Parco Urbano e dell’Anfiteatro quali Luoghi della Cultura e degli Eventi” (Legge Regionale 21/2008).
L’obiettivo principale della proposta di rigenerazione di Taurisano è la creazione di un polo urbano pedonalizzato dotato di forte attrattività e destinato agli incontri, agli eventi ed alla socializzazione incardinato su Piazza Fontana, sede del Santuario della Madonna della Strada, Corso Umberto I, Piazza Castello, le adiacenti strade del Centro storico, la Piazzetta e via C. Battisti, l'Anfiteatro con annessa Piazzetta Villa, la Villa comunale, le vie Alcide De Gasperi e Filippo Lopez y Royo ed i Giardini pubblici della Circolare Giotto.
In questa fase di avvio, in relazione alle risorse disponibili, il progetto esecutivo  prevede di dare prioritariamente corso alle attività di rigenerazione, pedonalizzazione ed integrazione di Piazza Castello, Piazzetta di via C. Battisti, Piazzetta di via Risorgimento (largo ex mercato coperto attigua alla villa comunale) e Via Risorgimento.

Piazza Castello, luogo della memoria storica e tangibile della storia di Taurisano, rappresenta, ancora oggi, il centro nevralgico di tutta la vita sociale, culturale e politica del paese.
La piazza, pur essendo luogo di attrazione per il turista, ovvero luogo di relazione per il cittadino locale, attualmente non ha i presupposti per accogliere il visitatore ed introdurlo verso gli altri luoghi di relazione come la piazzetta di Via C. Battisti, l’Anfiteatro, la Piazza di via Risorgimento (largo ex mercato coperto), la Villa comunale.
Il progetto di pedonalizzazione e rigenerazione su Piazza Castello, Piazzetta C. Battisti e Piazzetta Risorgimento, quale piazza di accoglienza degli eventi, di riqualificazione dei luoghi, intende porsi i seguenti obiettivi prioritari di carattere strategico, sociale ed ambientale:
- individuazione e riqualificazione di luoghi all’aperto che consentano l’organizzazione di appositi eventi in grado di attrarre il turismo costiero con il conseguente decongestionamento e la riduzione della pressione antropica sulla costa;
- implementazione di iniziative per favorire l’aggregazione giovanile già delineate con il programma dei “Bollenti Spiriti”;
- valorizzazione e potenziamento del sistema dei servizi alla persona ed ai cittadini, espressione non solo di bisogni, ma anche di potenzialità, soprattutto nelle sue espressioni organizzate e del tempo libero;
- miglioramento della qualità della vita, mediante occasioni di socializzazione;
- favorire le relazioni interpersonali sopperendo alla carenza di spazi ricreativi e di opportunità aggregative;
- rimozione delle barriere architettoniche;
- assicurare una adeguata mobilità pedonale;
- potenziamento dei luoghi di sosta del tempo libero e delle sedute protette dal traffico veicolare;
- forte implementazione l’estensione superficiale delle aree permeabilizzate attraverso l’impiego di pavimentazioni drenanti e di spazi verdi;
- prevedere la piantumazione del verde e l’ombreggiatura, con alberi di seconda e terza grandezza, delle aree pedonali;
- favorire l’impiego notturno dei luoghi con appropriati impianti di illuminazione;
- impiegare materiali che consentano di conseguire buoni risultati in termini di albedo e confort estetico e visivo;
- fornire i luoghi di arredo urbano di qualità;
- realizzazione di nuove pavimentazioni  stradali carrabile realizzate con materiali drenanti e nuove sedute realizzate in pietra locale.
Sulla base di tali obiettivi e finalità sono stati definiti gli interventi di progetto che interessano, in una visione unitaria, Piazza Castello, Piazzetta di via C. Battisti, Piazzetta di via Risorgimento e Via Risorgimento, in particolare:
- Sistemazione di Piazza Castello mediante pavimentazione in basoli di pietra di Soleto con lavorazione superficiale manuale a martellina e scalpello ed una ulteriore stondatura del bordo superiore, come tra l’altro approvato dalla competente Sovrintendenza. Rimozione, ripristino ed integrazione delle zanelle esistenti. Contenimento della viabilità con l’istallazione di dissuasori in stile con catena, al fine di consentire l’accoglienza degli eventi e l’accentuazione della pedonalizzazione dell’area. Svellimento degli alberi posti lungo i lati della piazza centrale che, oltre a presentare evidenti segni di affezioni arboree, creano disturbo visivo ed ambientale. Ripristino dei marciapiedi e dei cordoli in pietra dura locale. Inserimento di panchine e quadri stagni in multipresa alloggiati in torrette a scomparsa per eventuali utenze temporanee.
- Pavimentazione della Piazzetta di Via C. Battisti con materiali dello stesso tipo di quello usato per Piazza Castello, portando a raso lo spazio centrale ed eliminando, così, le barriere architettoniche. Valorizzazione delle alberature di pregio esistenti ed inserimento di panche in pietra locale ed il rifacimento dell’illuminazione pubblica in modo da garantire l’illuminazione diffusa dell’invaso e allo stesso tempo creare le migliori condizioni di fruibilità.
- Pavimentazione di tipo drenante in masselli in cls autobloccanti nell’area della Piazzetta di via Risorgimento. Potenziamento e valorizzazione del verde esistente ed integrazione dell’illuminazione notturna. Messa in sicurezza dei luoghi, con l’istallazione di una ringhiera in corrispondenza di via Risorgimento e dissuasori con catena. Inserimento di elementi di arredo e di quadri stagni in multipresa alloggiati in torrette a scomparsa per eventuali utenze temporanee.
- Rifacimento della pavimentazione lungo Via Risorgimento. Sistemazione ed integrazione eventuale delle zanelle esistenti. Adeguamento della illuminazione pubblica.

[…] La realizzazione dell’intervento, nella sua interezza, consentirà all’area di acquisire una diversa qualità ed una diversa attrattiva divenendo luogo di incontro, di svago e di richiamo delle famiglie con bambini contribuendo, così, ad accrescere il livello di servizi ai cittadini ed al turismo del territorio.
Al fine di dare certezza allo sviluppo della fase esecutiva dei lavori attraverso soluzioni che consentano di tutelare e valorizzare, nel miglior modo possibile, le eventuali preesistenze archeologiche, è stata prevista la sorveglianza archeologica in corso d’opera, pur essendo l’area di intervento tipizzata come “centro storico” e non soggetta ad alcun vincolo archeologico».

Arch. Sonia Strambaci

Il Progetto di rigenerazione urbana, cui il Comune di Taurisano è inserito, comprende i Comuni di Acquarica del Capo, Presicce e Ugento. Coordinatore generale è l’Ing. Roberto Calà di Lecce. Progettista e Direttore tecnico per i lavori di Taurisano è l’Arch. Sonia Strambaci. L’Impresa è la Scai Appalti Srl di Salve. L’importo, relativo a Taurisano, è di Euro 415.513,43.