martedì 16 giugno 2020
Gigi Baglivo nel trigesimo della scomparsa
martedì 2 giugno 2020
Il Pd sulla crisi amministrativa
La risposta del Pd alla crisi
amministrativa
Due proposte
Il Pd di Taurisano ha risposto
alla crisi amministrativa, apertasi con l’uscita dalla maggioranza del gruppo
Tim (D’Agostino, Santoro, Seclì) con un’analisi dettagliata dei vizi di nascita
della Giunta Stasi, che trova riscontro sia in quanto è stato più volte detto
in questi quattro anni, sia nella lettera con cui si è ufficializzata nei
giorni scorsi l’uscita dalla maggioranza dei tre consiglieri in aperta
dissidenza.
Venerdì, 5 giugno, il Pd terrà un pubblico comizio in Piazza Castello
per spiegare direttamente ai cittadini quanto è accaduto.
Ma il Pd non si è limitato
all’analisi critica, si è fatto promotore di due proposte, rivolte
all’Amministrazione.
Una, rivolta a tutti i consiglieri
comunali per creare un “Fondo di
solidarietà sociale” destinato alle famiglie e alle persone più bisognose
rinunciando ai gettoni di presenza fino alla scadenza del mandato
amministrativo.
La seconda chiede alla
maggioranza il coinvolgimento nella gestione delle misure di sostegno ai
cittadini messe in atto dal Governo, in considerazione del difficile momento
che in Italia si sta vivendo con la crisi del Coronavirus. Come è noto il
Governo ha stanziato per tutti i comuni delle somme da assegnare alle singole
famiglie e ai singoli cittadini. Anche la Regione ha destinato per buoni spesa,
pagamento di affitti e bollette, 1.8 milioni di euro per i comuni della
provincia di Lecce. A Taurisano sono toccati 27.571,87 euro, che dovranno
essere assegnati nei prossimi giorni.
Benvenuta dignità anche se tardiva
Amministrazione comunale: benvenuta dignità anche se tardiva
Che qualcosa nella Giunta Stasi
non stesse al posto giusto lo si capì nella seduta del Consiglio Comunale del
19 maggio quando la capogruppo consigliare di Tim (Taurisano in Movimento)
Sonia Santoro aderì alla proposta del Dem Francesco Damiano di rinviare la
seduta in quanto non legittima non essendo stata annunciata con pubblico
manifesto alcuni giorni prima come vuole lo Statuto. Alla seduta del Consiglio
Comunale del 22 maggio, arrivò la sorpresa. Tre esponenti della maggioranza non
parteciparono, di fatto prendendo le distanze. Gianluca D’Agostino, Sonia
Santoro e Katia Seclì, rispettivamente vice-sindaco, capogruppo consigliare,
assessore alla cultura; i tre costituiscono il Tim, una delle tre componenti
della maggioranza. Le altre due sono Forza Italia e Lega. Lo strappo deve
essersi consumato fra il 19 e il 22 di maggio, fra la seduta invalidata e la
seduta successiva. Per garantirsi il numero legale per la validità della seduta
il Sindaco Raffaele Stasi, infatti, aveva “recuperato” il consigliere dissidente
Emilio Orlando, che da tempo aveva preso le distanze dalla maggioranza per mai
meglio precisate ragioni. Se non ci fosse stata questa contromossa, in assenza
dei tre della maggioranza, gli altri cinque dell’opposizione avrebbero
abbandonato l’aula, invalidando la seduta. In aula, infatti, sarebbero rimasti in
otto, sindaco compreso, insufficienti per procedere. Ma c’era l’Orlando
“ritrovato”!
Le ragioni dello strappo le
abbiamo conosciute il 30 maggio. I tre consiglieri di Tim hanno spiegato in una
lettera inviata al Sindaco e fatta conoscere alla stampa perché finalmente si erano
decisi a compiere un gesto, che, a loro dire, risaliva non a un episodio
singolo ma a tutto un approccio amministrativo e politico, che comprendeva anche
il rapporto umano, il modo di porsi del sindaco Stasi sia nei
confronti delle istituzioni sia nei confronti del paese. La lettera, di cui
abbiamo pubblicato ampi stralci, parla molto chiaro.
Detto questo, chiediamoci perché
questi tre signori, hanno deciso di compiere il passo fatale, che comprendiamo
nel merito, ma non nella tempistica. Ipotizziamo soltanto, perché nulla è dato
sapere. Quello che dicono è incontrovertibile. Del resto da sempre è quanto ha
denunciato “Presenza” in questi quattro anni ed è quanto circolato negli
ambienti cittadini.
Se è questa la ragione, ossia l’autoritarismo
del sindaco e l’isolamento dell’amministrazione dal paese, con cui la Giunta Stasi non ha
voluto avere rapporti men di collaborazione neppure di confronto e di
informazione, i tre “ribelli” hanno compiuto un gesto che avrebbero dovuto
compiere da tempo, direi dall’inizio. Compiuto all’inizio, avrebbe avuto un
senso, quello di tentare di dare all’amministrazione un modo di operare più
trasparente, più urbano, più limpido e più democratico, rispettoso dei collaboratori vicini e dei
cittadini, in una parola più compiuto. Fatto dopo quattro anni e ad un anno dal
voto del 2021, assume un altro significato, che, per quanto non detto o
malamente giustificato, è in realtà quello di proporsi di qui ad un anno con
una patente nuova di verginità politica, anzi col merito di aver combattuto un’amministrazione
che si era andata rivelando la peggiore della ultrasettantennale storia del
paese in era repubblicana.
Il sindaco Stasi non ha mai
nascosto il suo modo di pensare e di fare. Non è che agli inizi si fosse
comportato diversamente da come si sarebbe comportato dopo; in lui non c’è un
prima e non c’è un dopo. Così è fatto. Si può anche comprendere un certo
periodo di tempo per vedere di fargli cambiare idee e modalità, anche perché
non è che si possa andare a votazioni ad ogni intoppo amministrativo o
politico; si spera sempre di poter superare gli ostacoli. Obiezione accolta. Ma
quanto tempo? Un anno? Due? Quattro sono decisamente troppi. Specialmente
quando non si tratta di un episodio o di un’incomprensione, ma di un modo di
pensare e di fare strutturale, che coinvolge l’esercizio umano e sociale stesso
della politica.
Ci piace tuttavia cogliere un
altro aspetto nel gesto dei tre consiglieri, e cioè uno scatto di dignità.
Tardivo, tardivo, ma finalmente giunto! Un “ora basta”, che certo non riscatta
tutto un percorso di sopportazione, ma potrebbe aprire qualche prospettiva di
assunzione pubblica di responsabilità. Insomma, di quanto è accaduto in questi
quattro anni essi devono dar conto ai cittadini, perché i cittadini hanno
dovuto sopportare oltre al Sindaco autoritario anche i suoi collaboratori, proni
quando non complici.
domenica 31 maggio 2020
Amministrazione comunale in crisi
Amministrazione comunale in crisi
Il gruppo Tim prende le distanze. Sussulti di dignità o calcoli politici?
Con una lettera al Sindaco
Raffaele Stasi tre qualificati membri della maggioranza, Gianluca D’Agostino,
Katia Seclì e Sonia Santoro, rispettivamente vice-sindaco, assessora alla cultura
e capogruppo consigliare di Taurisano in Movimento, se ne sono usciti e i due
assessori hanno rimesso le loro deleghe. Quali ragioni hanno spinto i tre, ad
un anno dal rinnovo del Consiglio Comunale, a prendere le distanze? I tre non
sono mai stati, nel corso di questi quattro anni, generosi di informazione
pubblica, in nessun senso e in nessun luogo, e se ne sono stati sempre zitti
zitti, obbedienti come scolaretti minacciati di espulsione dall’aula o di stare
inginocchiati coi sassolini sotto le ginocchia dietro la lavagna. Mai che
abbiano fatto trapelare qualche motivo di sofferenza, di dissenso, di
ribellione. Legittimamente avrebbero potuto farlo fin dall’indomani
dell’insediamento o forse anche da prima, nonostante gli inviti ricevuti dai
media ad informare i cittadini.
Ora, improvvisamente, una cascata
di accuse. Sentite, cittadini, sentite, quello che dicono nella loro lettera di
dimissioni del 30 maggio!
“Sono innumerevoli le motivazioni che ci hanno spinto ad assumere questa
difficile ma inevitabile decisione, a lungo ponderata nel corso dell’ultimo
anno. Un anno in cui è divenuto sempre più arduo riuscire a tenere una condotta
efficace ed efficiente, nella partecipazione attiva alla gestione
politico-amministrativa, e ciò a causa dell’atteggiamento autoritario,
dispotico e dittatoriale del sig. Sindaco che via via ci ha completamente
svuotati dei nostri ruoli e dei diritti e degli obblighi connessi al nostro
status”.
“In diverse e numerosissime
circostanze, il
Sindaco dinanzi a delle nostre legittime
richieste/proposte/reclami/osservazioni/sollecitazioni ci liquidava con il suo
categorico ‘Il Sindaco sono io! Decido tutto io!!’, rendendo nullo e vano il
concetto di gestione democratica della cosa pubblica”.
“Noi tre abbiamo comunque
ingerito bocconi amari e
sperato di essere fautori di quel cambiamento così tanto sbandierato in
campagna elettorale, per il bene della nostra amata città e per portare avanti,
con responsabilità, il mandato elettorale conferitoci dai nostri elettori.
Tuttavia ci siamo quotidianamente imbattuti in una lenta e inesorabile attività
di delegittimazione, operata dal Sindaco, nei nostri confronti”.
“A ciò si aggiunga la
mancanza di fiducia,
di cui ci ha resi destinatari: mancanza di fiducia nei nostri confronti, nei confronti
del nostro operato e delle nostre potenzialità, nonché la sua mancata volontà
di aprire un dialogo con noi e ascoltare i disagi più volte palesati, che poi
erano anche i disagi dei cittadini, di fasce della cittadinanza, di cui ci
facevamo portatori. Nell’ultimo anno abbiamo dovuto incassare, pesantemente e
pazientemente, una vera e propria mancanza di rispetto e di considerazione,
dapprima personale e poi politica”.
“Come
Movimento, nonché singolarmente, abbiamo più volte sollecitato [il Sindaco] a
instaurare un rapporto diretto con la cittadinanza, a programmare riunioni con
i cittadini, delegazioni di cittadini, associazioni, per ascoltare e recepire
le loro istanze, sulle diverse e varie tematiche, senza tuttavia ottenere
alcuna disponibilità da parte dello stesso”.
“Per
diverso tempo, con non poca sofferenza, siamo stati complici di una gestione
amministrativa che non potevamo, e non possiamo, condividere. Sono, ahimè,
caduti nel vuoto i nostri suggerimenti e le nostre proposte, e ciò ha reso, sempre
più profondo, lo scollamento tra noi ed il resto della maggioranza, una
maggioranza in cui non possiamo e non vogliamo più riconoscerci perché è venuta
meno la comunione di intenti nonché la fiducia e la stima reciproca”.
“Essere
amministratori responsabili vuol dire avere il coraggio e l’umiltà di fare un
passo indietro. Ed è quello che stiamo facendo noi ora. Lasciando questa
maggioranza per costituirci gruppo autonomo e indipendente. Ed è da questi
banchi che continueremo a portare avanti il nostro ruolo di consiglieri
comunali, avendo questa volta come punto di riferimento solo il bene della
nostra città e di tutta la comunità.”
“Con questa
difficile e sofferta scelta ci riprendiamo un po’ di quella dignità e serenità
che da tempo avevamo perso nel dover sottostare all’egemonia incondizionata e
indiscussa di un Sindaco che avocava a sé ogni potere e ogni decisione,
provocando di fatto ‘un suicidio dei cuori e delle intelligenze’ di chi, come
noi tre, ha creduto davvero e fino all’ultimo di poter essere degni
rappresentanti della comunità taurisanese”.
Ora, tutte le ragioni esposte da questi feriti
“nei cuori e nelle intelligenze”, le andiamo ripetendo da anni su “Presenza”.
Per quattro anni i suriferiti tre signori se ne sono fottuti dei cittadini. Ora
che sentono arrivare il redde rationem
con la scadenza del rinnovo del Consiglio (nel 2021) si cospargono il capo di
cenere e si dicono pentiti. – Non lo facciamo più. Da questo momento in poi
faremo i bravi, democratici e avveduti ragazzi – .
Ma che bravi! Sperate pure che la mamma dei fessi …con quel che segue.
domenica 29 giugno 2014
Attilio Scarlino e i Taurisanesi: confronto a viso aperto
Attilio Scarlino e i Taurisanesi: confronto a viso aperto
L’Amministratore Unico del Salumificio Scarlino illustra le strategie
dell’azienda
dopo la crisi dell’anno scorso in seguito alla morte dell’operaio Mario
Orlando
In una affollatissima conferenza
nell’ambito dei “Venerdì del Dibattito” di “Presenza Taurisanese” Attilio
Scarlino, la sera del 27 giugno, nella Sala “Nowicki” di Casa Vanini a
Taurisano, ha ricostruito le vicende del Salumificio dopo la disgrazia della
morte il 30 agosto 2013 dell’operaio Mario Orlando.
Introdotto dal Direttore di
“Presenza” Luigi Montonato, l’Amministratore Unico dell’azienda ha ripercorso con
puntualità e precisione il travaglio suo personale e dell’azienda fino
all’approdo in terra polacca, dove ha trovato la soluzione della crisi di
produzione e di mercato. In seguito alla disgrazia la magistratura aveva
fermato la produzione e poi messo sotto sequestro la macchina impastatrice dove
era avvenuta la morte dell’operaio. Tutto questo, insieme agli arresti
domiciliari dello Scarlino di circa 70 giorni, aveva portato l’azienda
sull’orlo della chiusura.
Grazie allo spirito di
intraprendenza e di sacrificio lo Scarlino si è messo a girare mezza Europa per
trovare un partner che lo aiutasse a venir fuori dalla crisi. Lo ha trovato
finalmente agli inizi di gennaio in Polonia. Con questo partner, che è un grosso
imprenditore polacco, un allevatore di polli e produttore di insaccati, vicino
a Cracovia, Scarlino ha realizzato un businnes
plan di 5 milioni per produrre
Würstel di pollo. Un miracolo se si pensa che il nuovo sito produttivo del
Salumificio Scarlino in terra polacca è stato realizzato in meno di quattro
mesi.
Dunque non di delocalizzazione si
tratta ma di espansione dell’imprenditore di Taurisano, che ha ribadito che si
sente legato alla sua terra in nome anche dei sacrifici fatti dal padre Tommaso
per realizzare il Salumificio. “Una scelta obbligata, quella polacca – ha
precisato – ma indispensabile per garantire la continuità al sito produttivo
locale”, dove si continua a produrre Würstel di maiale. Grazie a questa scelta,
infatti, possono essere richiamati al lavoro la trentina di operai già messi in
cassa integrazione nei momenti più critici.
Non sono mancati momenti di
franco confronto con gli operai e i cittadini di Taurisano e soprattutto coi
sistemi italiani in fatto di giustizia e di burocrazia. Sia l’una che l’altra finiscono
spesso per danneggiare le aziende e il mondo imprenditoriale.
La presenza del Sindaco Lucio Di
Seclì ha consentito di chiarire anche il rapporto tra l’istituzione e l’azienda
nel momento della crisi seguita alla disgrazia della morte dell’operaio.
Un confronto franco e aperto, che
ha toccato momenti di commozione quando si è in qualche modo ricostruito l’incidente
in cui trovò la morte l’operaio Orlando. “Una persona – ha detto Scarlino, ricordando
anche la famiglia dello scomparso – buona e legata al lavoro”.
mercoledì 18 giugno 2014
PRESENZA TAURISANESE Giugno-Luglio 2014
PRESENZA TAURISANESE
Giugno-Luglio 2014
NOTE DI ATTUALITA’
Elezioni Europee – 25 maggio 2014
Minimo storico di affluenza a Taurisano: 31,31 %
A Taurisano per le Elezioni
Europee del 25 maggio gli elettori iscritti erano 11.855 (5.834 maschi e 6.021
femmine. Hanno votato 3.712 elettori, il 31,31 %; 1.908 maschi e 1.804 femmine.
Il minimo storico di affluenza. Primo il Pd con 1.324 voti (37,01 %), a seguire
Forza Italia con 903 (25,24 %), il Movimento 5 Stelle con 899 (25,13 %), il
Nuovo Centro-destra con 210 (5,87 %), la lista Tsipras con 96 (2,68 %),
Fratelli d’Italia con 73 (2,04 %), i Verdi con 28 (0,78 %), Scelta Europea con 16 (0,45 %),
Lega Nord con 12 (0,34 %), Italia dei Valori con 11 (0,31 %), Io cambio con 5
(0,14 %). 104 schede nulle, 31 bianche. La sezione con l’affluenza più alta la
12 (Edificio Vanini) col 37,61 %, quella con l’affluenza più bassa la 10
(Edificio Vanini) col 28,01 %. Questo il quadro.
Inattendibile qualsiasi analisi
comparata con precedenti elezioni; e tuttavia qualche incerto segnale si può
cogliere, confrontando le percentuali.
Il Centro-sinistra, che a
Taurisano si riduce al Pd, ha votato compatto. Rispetto alle Politiche
dell’anno scorso, dato riferito alla Camera, è aumentato in percentuale del
22,29; si tenga conto, però, che a quelle elezioni c’era il candidato locale
Antonio Scarlino con Scelta Civica di Monti, che prese il 18,73 % prosciugando
in gran parte dal Pd. Anche la sinistra, è stata compatta a votare la lista
Tsipras (sinistra), che ha raccolto il grosso di Sel, che prese il 3,93 %.
Il Centro-destra, invece, è
arrivato diviso. Per la prima consultazione elettorale dopo l’uscita di Alfano
dal Pdl e la fondazione del Nuovo Centro-destra, le tre componenti del Pdl
(Forza Italia, Nuovo Centro-destra e Fratelli d’Italia-An) insieme hanno
raggiunto il 33,15 %, più 8.47 % rispetto alle Politiche del 2013. Si può dire
che il Nuovo Centro-destra, che aveva nel Consigliere comunale, ex assessore
Luana Calogero il suo riferimento locale, ha eroso l’elettorato che era del
Msi-An, oggi Fratelli d’Italia-An.
Il Movimento 5 Stelle, rispetto
al voto dell’anno scorso, è aumentato di 2,58 punti in percentuale. Le
sinistre-sinistre, Sel e comunisti vari, rispetto al voto dell’anno scorso sono
calate. La somma delle percentuali relative a tutte le liste di sinistra
(Tsipras, Verdi, Italia dei Valori) quest’anno ha raggiunto la percentuale di
3,77, a fronte del 4,45 (Sel, Partito di Alternativa Comunista, Partito
Comunista dei Lavoratori).
Quali indicazioni trarre da
questi dati in chiave locale? Qui è ancora meno attendibile qualsiasi confronto
col dato delle Amministrative del 2011, perché in quell’appuntamento elettorale
non c’era il Centro-destra per la nota esclusione della sua lista. Si può dire
tuttavia, ma con tutta la cautela del caso, che le 192 preferenze prese da
Luana Calogero, candidata nella lista civica a trazione Pd “Insieme per
Taurisano”, costituisca il suo elettorato, che in questa tornata elettorale per
le Europee ha votato per il Nuovo Centro-destra, che è oggi il suo partito. Da
questo punto di vista sembra che a non soffrire affatto della scarsa affluenza
alle urne sia stata proprio lei. Il Nuovo Centro-destra, infatti, ha preso 210
voti, solo 18 in
meno della Calogero delle Amministrative.
La prima vera prova per le nuove
formazioni politiche a Taurisano saranno le Elezioni Amministrative del 2016, in particolare per
il Movimento 5 Stelle e per la Calogero. Ma
la situazione è talmente liquida che di qui a due anni – salvo che non si voti
prima, ma nel 2015 si voterà per le Regionali – le cose potrebbero cambiare
notevolmente.
*
I Taurisanesi e il voto dal 1983 al 2014
Comunali e Politiche del 26
giugno 1983
78,00 %
Europee del 17 giugno 1984
63,95 %
Regionali e Provinciali del 12-13
maggio 1985
76,09 %
Politiche del 14-15 giugno
1987
73.71 %
Referendum dell’8-9 novembre 1987
36,87 %
Comunali del 29 maggio 1988
75,91 %
Europee del 18 giugno 1989
58,46 %
Regionali e Provinciali del 6-7
maggio 1990
70,02 %
Referendum del 3 giugno 1990
39,40 %
Politiche del 5-6 aprile
1992
69,51 %
Comunali del 7 giugno 1992
72,00 %
Referendum del 18 aprile 1993
48,60 %
Politiche del 27-28 di marzo
1994
67,29 %
Comunali del 20 novembre
1994 68,57 %
Regionali del 23 aprile 1995
84,65 %
Provinciali del 23 aprile 1995 (5
candidati locali)
90,31 %
Referendum dell’11 giugno 1995 33,78 %
Politiche del 21 aprile 1996
65,43 %
Referendum del 15 giugno 1997
21,20 %
Comunali del 29 novembre
1998
69,90 %
Provinciali del 13 giugno 1999 (6
candidati locali)
56,56 %
Europee del 13 giugno 1999
58,45 %
Regionali del 16 aprile 2000
61,87 %
Referendum del 21 maggio 2000
18,12 %
Politiche e Comunali del 13
maggio 2001
70,60 %
Referendum del 7 ottobre 2001
19,30 %
Provinciali ed Europee del 12-13
giugno 2004
62,56 %
Regionali del 3-4 aprile
2005
55,57 %
Referendum del 12-13 giugno 2005
7,96 %
Politiche del 9-10 aprile
2006
76,73 %
Comunali del 28-29 maggio
2006 67,67 %
Politiche del 13-14 aprile
2008
70,34 %
Provinciali del 6-7 giugno del
2009
51,17 %
Europee del 6-7 giugno 2009 53,00 %
Regionali del 28-29 marzo del
2010
54,00 %
Comunali del 15-16 maggio
2011
53,79 %
Referendum del 12-13 giugno 2011 52,10 %
Politiche del 24-25 febbraio 2013
67,49 %
Europee del 25 maggio 2014
31,31 %
Nessuna delocalizzazione della Scarlino
Conversazione con l’ Amministratore Unico dell’azienda Attilio Scarlino
«Le conseguenze della disgrazia dell’anno scorso richiedevano scelte
obbligate e coraggiose per non soccombere e rilanciare l’azienda sul mercato»
In seguito alla morte, l’anno
scorso, per incidente dell’operaio Mario Orlando la “Scarlino Würstel”
precipitò nella bufera. Le conseguenze furono disastrose sul piano umano ed
economico. L’azienda rischiò davvero di precipitare. Attilio Scarlino fu per
diversi mesi agli arresti domiciliari. La linea più importante di produzione,
legata all’impastatrice messa sotto sequestro dalla magistratura, fu interrotta
dopo l’incidente e ancora oggi, a dieci mesi di distanza, è ferma. Questo ha
comportato una serie di disagi sia a livello produttivo che commerciale e
finanziario. Per fare fronte agli impegni di mercato, l’azienda dovette
comprare macchinari sostitutivi e ricorrere a doppi turni di lavoro, senza però
raggiungere la quantità di prodotto richiesta e finendo per andare in grave
perdita. Un disastro finanziario a cui occorreva mettere fine e cercare di
ripartire. Ora l’azienda pare abbia trovato la soluzione e quella che all’inizio
era una scelta obbligata, l’impianto di un nuovo sito produttivo in Polonia, si
sta rivelando una mossa importante per una nuova strategia industriale che vede
l’azienda recuperare il terreno e rilanciare la sua sfida commerciale ai più
agguerriti competitors del settore.
Signor Scarlino, in che modo è riuscito a farcela?
Sono stati mesi tremendi. Fermata
dalla magistratura la linea principale di produzione, col sequestro
dell’impastatrice in cui si era verificato l’incidente in cui morì il povero
Mario, in un primo momento ho cercato di risolvere il deficit produttivo con
nuovi macchinari e con doppi turni lavorativi; con risultati però non
soddisfacenti. Praticamente abbiamo lavorato in perdita e abbiamo dovuto
mettere in cassa integrazione una trentina di operai. Allora mi sono messo a
girare l’Europa per cercare un partner industriale con cui supplire al deficit
di produzione. Sono stato in Germania, in Austria, perfino in Bielorussia. In
Polonia ho trovato finalmente un industriale del settore nei pressi di
Cracovia, con cui ho fatto un businnes
plan di 5 milioni di euro. Un nuovo piano industriale in piena regola.
Abbiamo costruito su un suolo di sua proprietà un nuovo sito produttivo per la
confezione di Würstel di pollo,
materia prima fornita dal partner polacco, che ha una grande azienda di
allevamento e produzione di pollame e di carni bianche. L’impianto, dopo soli
quattro mesi dall’ideazione, ha già incominciato a produrre.
Allora nessuna delocalizzazione, come da qualche tempo si sentiva dire
in paese?
Assolutamente no. La scelta del
nuovo sito produttivo è stata obbligata per le ben note vicissitudini
giudiziarie, che purtroppo ancora persistono, ma poi si è rivelata un’ottima
scelta strategica. La buona riuscita dell’impresa in terra polacca garantisce
la ripresa del sito produttivo locale. Se non ci fosse stata questa soluzione
l’impianto di Taurisano avrebbe corso brutti rischi. La scelta estera è
funzionale a quella locale. Gli operai lo sanno, se ne rendono conto, checché si
pensi e si dica. Occorre anche entrare ormai in un nuovo ordine di idee: le
cose si fanno dove è conveniente farle se non si vuole andare tutti a
fallimento.
Quali sono le differenze tra il sito polacco e questo nostro di
Taurisano sul piano produttivo e occupazionale?
Il sito polacco produce solo Würstel di pollo, anche per
l’opportunità di avere in loco la materia prima; questo di Taurisano produce Würstel di maiale. Sul piano
occupazionale cerchiamo di salvare l’occupazione e per quello che è possibile
di incrementarla. I capisettore del sito produttivo polacco sono di Taurisano,
lavoravano già qui da noi. In Polonia c’è anche mio figlio.
Quali sono le prospettive?
Sono quelle a cui ogni
imprenditore aspira. Vogliamo produrre di più e vincere la sfida commerciale
con la concorrenza, che in Italia è assai forte.
Signor Scarlino, questa brutta storia sembra volgere alla fine, chi Le
è stato vicino in questo lungo tormentato anno e chi sente di dover
ringraziare?
A parte la mia famiglia, penso ai
fornitori che mi hanno dato la massima fiducia senza mai farmi mancare quanto
serviva all’azienda. Purtroppo sono pochi quelli che ti stanno vicini in certe
situazioni, pochi quelli che si preoccupano che un’azienda sana possa andare in
rovina.
E la Confindustria ?
Quelli della Confindustria non
hanno fatto assolutamente niente. Per questo me ne sono uscito.
A cura di Gigi Montonato
Lettera del Sindaco ai Dipendenti comunali
«Alleviate i
disagi di una burocrazia che sta soffocando il cittadino»
Carissimi,
siamo all’inizio del 4° anno di mandato di
questa Amministrazione Comunale.
In questa occasione sento vivo il desiderio
di esprimere a tutti voi la mia riconoscenza per l’impegno con il quale
svolgete a favore della nostra cittadinanza il vostro lavoro, che spesso
diviene fatica a causa dell’enormità di adempimenti che giorno dopo giorno
vedete aumentare, per le sempre più stringenti norme che creano un crescente
disagio e non poche preoccupazioni nell’assolvimento dei vostri rispettivi
compiti istituzionali.
Mi rendo perfettamente conto che la vostra capacità di iniziativa e il
vostro impegno vengono a volte messi a dura prova da una serie di situazioni
che minano la vostra serenità nel quotidiano lavoro, creando in ciascuno di voi
motivi di turbamento. Qualche volta mi è
capitato di avvertire tale mancanza di serenità nel colloquio avuto con
qualcuno di voi, che mi ha manifestato una sorta di insoddisfazione, un certo
malessere per come vanno le cose. Ebbene, io vorrei che in questi momenti di
sconforto e di sfiducia, ciascuno di voi prendesse atto della realtà e
dimostrasse il proprio coraggio di aprirsi alla speranza e soprattutto
prendesse atto della impossibilità di poter cambiare da soli lo stato delle
cose. Solo interagendo e creando un clima di forte appartenenza e
collaborazione tra voi, mettendo a frutto la vostra esperienza e la vostra
capacità di iniziativa, sarà possibile sfuggire a questi momenti di sconcerto e
di smarrimento che a volte prendono un po’ tutti noi.
Stiamo vivendo un periodo di crisi profonda
di cui forse non abbiamo ancora avvertito appieno la gravità e che sta
indebolendo la nostra fiducia nel futuro, nostro e delle nostre famiglie.
Proprio in virtù di questo scoramento che la situazione di crisi ha provocato
soprattutto tra le fasce più deboli della nostra cittadinanza, abbiamo il
dovere di far percepire la vicinanza del nostro Comune alla gente, riservando
alla stessa la vostra più larga accoglienza e il vostro prezioso aiuto,
centuplicando i vostri sforzi per alleviare per quanto possibile i disagi di
una burocrazia che sta soffocando il cittadino, ma anche il vostro lavoro, che
stentate ad organizzare e programmare come vorreste.
Dal canto suo la componente politica si rende
perfettamente conto della grave situazione in cui stiamo vivendo ed è perciò
pronta a supportare con ogni mezzo i vostri sforzi tesi al funzionamento della
macchina amministrativa; è però necessario che anche da parte di tutti voi
siano attentamente valutate quelle che sono le esigenze che i nostri concittadini
avanzano sotto forma di richiesta di servizi che hanno il sacrosanto diritto di
ottenere e possibilmente nel minor tempo possibile.
Non mi resta che augurarvi un buon lavoro e
una serenità che vi consenta di svolgerlo nel migliore dei modi, secondo le
vostre più sentite aspettative e aspirazioni.
Taurisano,
maggio 2014
Il Sindaco
Lucio
Di Seclì
TAURISANO SOTT’OCCHIO
Servizi sociali: si cambia
Non più soldi ai bisognosi ma buoni spesa
Si chiama “Contributo di
solidarietà” a sostegno delle famiglie in difficoltà. Fino ad ora
l’Amministrazione Comunale aveva elargito aiuti in danaro a chi ne facesse
richiesta, spesso sulla base di conoscenze dirette di persone o di situazioni
di indigenza. Il nuovo Assessore ai Servizi Sociali Claudio Scordella, che ha
preso il posto in Giunta di Luana Calogero, ha apportato in materia delle
novità, facendo propria la proposta della Società Welfare Company, un operatore
regionale, con la quale si attiva l’iniziativa economica e progettuale per la
fornitura di “Voucher” e la creazione di
una rete di punti di distribuzione. In parole povere si tratta di titoli
rilasciati a chi ne ha diritto per l’acquisto di beni di prima necessità, una
spesa da un massimo di 450 euro ad un minimo di 150, secondo una graduatoria,
cui si accede per richiesta formale. L’iniziativa partirà dal 1° luglio, dopo
l’approvazione del bilancio di previsione e secondo lo stanziamento previsto.
Secondo l’Assessore Scordella gli
elementi di miglioramento sono tanti ed evidenti. Primo: le persone che prima
potevano spendere il contributo in denaro ricevuto in beni anche voluttuari ora
sono obbligate a comprare beni di prima necessità previsti in una sorta di
paniere. Secondo, in questo modo si favoriscono le attività commerciali
coinvolte sul territorio, che in un momento di calo dei consumi possono
permettersi una boccata d’ossigeno. Terzo, si mette un po’ di ordine in un
settore particolarmente lasciato allo stato brado, con una graduatoria di
bisognosi sulla base di alcuni parametri: nucleo famigliare, reddito non
superiore alla soglia Isee di 5.000 euro. Quarto – ultimo ma non ultimo –
impedire che l’amministratore pubblico coltivi con le elargizioni un’utenza
elettorale che all’occasione risponde col voto.
Ordinanza del Sindaco
per un corretto smaltimento dei rifiuti
Previste multe da 25 a
620 euro
Con l’Ordinanza n. 24 del 22
maggio 2014 il Sindaco chiama al senso
di responsabilità tutti i cittadini in materia di raccolta differenziata dei
rifiuti. In specifico fa divieto:
- di abbandonare e depositare in
modo incontrollato rifiuti di alcun genere;
- di gettare, versare o
depositare in modo incontrollato sulle aree pubbliche e private di tutto il
territorio comunale qualsiasi rifiuto;
- di depositare presso i
cassonetti porta-rifiuti dislocati sul territorio comunale qualsiasi rifiuto;
- di esporre sacchi contenenti
rifiuti o componenti degli stessi sulla via pubblica in giorni e in orari
diversi da quelli stabiliti dal servizio di raccolta domiciliare.
Avverte che a partire dal 26 maggio 2014 è stata attivata su tutto
il territorio comunale una procedura straordinaria per la verifica del corretto
conferimento delle tipologie di rifiuti.
Ai trasgressori saranno comminate
multe, a seconda della tipologia di violazione fatta, da 25 a
620 euro, oltre all’obbligo della rimozione dei rifiuti gettati o abbandonati
in difformità dall’Ordinanza.
Si spera in tal modo non solo di
conferire decoro urbano e ambientale, ma anche di evitare il pagamento
dell’ecotassa per i comuni e quindi per i cittadini inadempienti secondo le
indicazioni della Regione.
Prevenzione incendi
Stato di grave pericolosità dal 15 giugno al 15 settembre
Decreto del Presidente della Regione Puglia
Qui di seguito l’art. 1 del
Decreto del Presidente della Regione Puglia n. 226 dell’8 aprile 2014, per
dichiarare lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi nell’anno
2014:
«Nel periodo dal 15 giugno al 15 settembre 2014 è dichiarato lo stato di
grave pericolosità per gli incendi per tutte le aree boscate, cespugliate,
arborate e a pascolo della Regione Puglia, fatta salva la possibilità, in caso
di necessità contingenti, di anticipare al 1 giugno e/o posticipare al 30
settembre lo stato di allertamento delle strutture operative.
Chiunque avvisti un incendio che interessi o minacci aree boscate,
cespugliate, arborate e a pascolo comprese eventuali strutture e infrastrutture
antropizzate poste all’interno delle predette aree, è tenuto a darne immediata comunicazione alle competenti Autorità
locali riferendo ogni utile elemento territoriale per la corretta
localizzazione dell’evento».
Con l’art. 2 si fa tassativo
divieto di:
«- accendere fuochi di ogni genere;
- far brillare mine o usare
esplosivi;
- usare apparecchi a fiamma o
elettrici per tagliare metalli;
- usare motori, fornelli o
inceneritori che producano faville o brace;
- tenere in esercizio fornaci,
forni a legna, discariche pubbliche e private incontrollate;
- fumare, gettare fiammiferi,
sigari o sigarette accese e compiere ogni altra operazione che possa creare
comunque pericolo immediato o mediato di incendio;
- esercitare attività
pirotecnica, accendere fuochi d’artificio, lanciare razzi di qualsiasi tipo e/o
mongolfiere di carta, meglio note come lanterne volanti dotate di fiamme
libere, nonché altri articoli pirotecnici;
- transitare e/o sostare con
autoveicoli su viabilità non asfaltata all’interno di aree boscate;
- transitare con mezzi
motorizzati fuori dalle strade statali, provinciali, comunali, private e
vicinali, gravate dai servizi di pubblico passaggio, fatta eccezione per i
mezzi di servizio e per le attività agro-silvo-pastorali nel rispetto delle
norme e dei regolamenti vigenti;
- abbandonare rifiuti nei boschi
e in discariche abusive».
Nei successivi articoli sono
contemplati gli obblighi per gli Enti di gestione di infrastrutture e servizi
(art. 3); per i titolari di attività ad alto rischio esplosivo (art. 4); per i
titolari di fuochi pirotecnici e fiamme libere (art. 5); per i proprietari di
campi di realizzare le fasce protettive prima di bruciare residui di
mietitrebbiatura (art. 6), stoppie e vegetazione spontanea (artt. 7, 8, 9);
sono indicati gli interventi di prevenzione negli oliveti e nei vigneti (art.
10).
«Gli Organi di Polizia Giudiziaria e gli Enti competenti in materia di
ambiente devono segnalare situazioni di non conformità previste dagli Standard
per il mantenimento delle buone condizioni vegetative come previsto dalla
D.G.R. n. 1928 del 02/10/2012 con la quale la Giunta regionale ha attuato il D.M. n. 30125/2009
[…] Le segnalazioni di non conformità dovranno essere corredate da un verbale
di controllo come previsto dal citato Decreto Ministeriale» (art. 10).
Le sanzioni per i trasgressori sono fissate all’art. 16.
Associazione Culturale “Pietre Vive”
Presentazione del libro di Paolo Vincenti Nero notte
Venerdì, 30 maggio 2014, alle ore
19,30, nella sala dell’Associazione Culturale “Pietre Vive” a Taurisano, Paolo
Vincenti ha presentato il suo libro Nero
netto. Romanza di Amore e Morte (Libellula Edizioni, Tricase). Sono
intervenuti Luigina Paradiso, responsabile della Biblioteca Comunale di
Gagliano del Capo; Mauro Ciardo, giornalista della “Gazzetta del Mezzogiorno”;
il chitarrista Lucio Margiotta, che ha allietato la serata con interventi
musicali.
1° Concorso nazionale di pittura “L’uomo e il mare”
2 agosto inaugurazione presso l’Associazione Culturale “Pietre Vive”
L’Associazione Culturale “Artisti
e Navigatori” di Taurisano ha organizzato il 1° Concorso nazionale di pittura
“L’uomo e il mare”. L’inaugurazione della mostra dei quadri in concorso è
fissata al 2 agosto presso l’Associazione Culturale “Pietre Vive” in Corso
Umberto I. n. 101 a
Taurisano. Mostra e premiazione, agosto-settembre, presso la Masseria Didattica
“Portovento” a Torre San Giovanni, Lungo
Lago Quinto Ennio.
Premi in palio: € 500,00
assegnato dalla Giuria Ufficiale, un cavalletto assegnato dalla Giuria Popolare.
BROGLIACCIO TAURISANESE
A Giovanni Ciurlia il Premio “Il Galantuomo 2014”
Con questi versi: «IO / SONO un oscuro punto di nera
indifferenza / su un chiaro foglio di blanda ottusità», Giovanni Ciurlia,
ha vinto il 1° Premio del Concorso “Il Galantuomo 2014” promosso
dall’Associazione di Volontariato “Don Di Nanni alias Li Scumbenati” di Lecce.
Tiziana Epifani, che per la Commissione ha firmato
la motivazione, ha scritto: «IO, poche parole per una grande consapevolezza:
ammettere di essere indifferenti nell’ottusità che circonda, è il primo passo
per diventare da “oscuro punto” , un “brillante punto”; è il primo passo verso
il vero cambiamento interiore che porterà luce eterna e Verità sorprendenti».
Giovanni Ciurlia ha 17 anni,
frequenta il terzo anno al Tecnico Commerciale di Casarano ed è figlio di
Fernando e Lara Di Seclì, nipote del Sindaco Lucio Di Seclì e della signora
Leda Palma.
Lo stadio di Via Salvo D’Acquisto intitolato all’Ing. Luigi Perrotta
Lo Stadio Comunale di Via Salvo
D’Acquisto sarà intitolato all’Ing. Luigi Perrotta, il Presidente del Taurisano in uno dei periodi più
esaltanti del calcio taurisanese. Lo ha deciso l’Amministrazione Comunale.
L’Ing. Perrotta, scomparso immaturamente qualche anno fa, divenne presidente
dell’A.S. Taurisano il 1° luglio 1998 subentrando a Salvatore Pecone, il
presidente che aveva appena vinto il campionato di Promozione. Dalla stagione
1998-99 per il Taurisano fu un
susseguirsi di successi. Vinse la Coppa
Italia Regionale battendo l’Ostuni; poi, dopo aver battuto il Matera e il Todi, eliminò
il Sapri e si qualificò per la finale
nazionale col Moncalieri, che
purtroppo perdette. Ma soprattutto ci fu il salto nel Campionato Nazionale
Dilettanti, la Serie D ,
stagione 1999-2000, nel corso della quale contese a lungo al Taranto il primato in classifica,
chiudendo al quinto posto. Nel Campionato successivo, 2000-01, il Taurisano non riuscì ad evitare la
retrocessione in Eccellenza. Fu l’anno
che l’Ing. Perrotta, dopo tre anni, lasciò la presidenza a Romeo Ancora. Furono
anni, i suoi, di grande entusiasmo e coinvolgimento popolare. La sua gestione
fu anche un esempio di passione e di saggezza, coadiuvato da collaboratori seri
e motivati. Tornò per il Campionato 2003-04 come Direttore generale. «Non
potevo rimanere lontano dal calcio – disse nella circostanza – ho passato anni
troppo belli e perciò sono tornato». Morì il 18 marzo 2009; aveva 49 anni. Il
suo ricordo negli ambienti calcistici del paese è rimasto vivo e ogni anno
l’Inter Club di Taurisano – l’Inter era la squadra per la quale tifava –
organizza un memorial con altri Inter
Club della zona.
venerdì 14 marzo 2014
Presenza Taurisanese – Marzo 2014
Parla Luana Calogero “Colpevole di coerenza!”
“Consiglieri mai propositivi, mai attivi, mai presenti nella gestione
amministrativa del paese compatti non su una questione di pubblico interesse ma
sulla mia lapidazione”
Gentile Direttore, se ipotizzassi
di scrivere un libro per raccontare l’esperienza politica che mi ha vista
protagonista negli ultimi due anni e mezzo e quindi nell’ultima tornata
elettorale che abbiamo avuto a Taurisano, probabilmente sceglierei di
intitolarlo “Colpevole di Coerenza”.
Non a caso le dico questo, ma credo anzi che questo titolo racchiuda
bene in due sole parole l’amara verità di una storia che sinceramente mi ha
segnata profondamente, nel senso che questi due anni e mezzo per me hanno
rappresentato un periodo molto intenso di novità, impegno, passione...ma anche
di incertezze, disagi,
delusioni....tutte cose che sicuramente alla fine hanno non di poco arricchito il mio bagaglio
personale e culturale e quindi mi hanno in qualche maniera fatta crescere, permettendomi così di percepire davanti ai
miei occhi una realtà un tantino diversa da come me l’ero immaginata. Quindi,
chiedo scusa per la premessa forse un po’ confusionaria, (ma che probabilmente
rispecchia appieno il mio attuale stato
d’animo) e magari cercherò di spiegarle meglio con un racconto dei fatti,
lasciando da parte le emozioni; fatti ed emozioni che purtroppo però
costantemente ripercorro con la mente e che ripetutamente mi confermano questa
mia forte perplessità e delusione.
Se mi permette dunque faccio una
brevissima rispolverata di quanto accaduto a partire dal marzo del
2011.
Ad un certo punto della mia vita,
arrivata all’età di 35 anni, con un ambizioso progetto familiare già avviato,
una situazione economica abbastanza serena, un lavoro indipendente che mi
permetteva di potermi gestire autonomamente, l’energia e l’entusiasmo tipici
della mia età...., decisi di prendere in considerazione l’idea di dedicare un
po’ del mio tempo e della mia vita al mio paese, nella sola prospettiva di poter dire domani a
me stessa che, da madre convinta, ho provato a modo mio a contribuire
responsabilmente a creare un futuro migliore per i giovani cittadini di domani.
Quindi, da persona più vicina agli ideali di centrodestra, perché più propensa al conservatorismo e meno
al progressismo spropositato, mi avvicinai timidamente agli ambienti del centrodestra taurisanese. Conobbi quindi delle persone disponibili e
ben accette ad una mia candidatura, ed iniziai a frequentare le loro assemblee,
dando per scontato di poter contribuire nella creazione di un programma
elettorale che potesse rispecchiare anche i miei ideali e i miei buoni
propositi e, pensando di poter soprattutto dare la mia opinione sia riguardo
alla figura di un candidato sindaco, sia riguardo agli obiettivi dello stesso programma. In
realtà, però, capii ben presto che quello non poteva essere il
posto per me o quantomeno mi accorsi che la mia parola contava molto poco e
quindi decisi di ritirare la mia candidatura anche perché nulla di ufficiale mi
teneva legata a quella squadra. Quasi contestualmente, mi venne proposto di
aderire invece ad una lista che presentava un candidato sindaco a mio avviso di
grande valore e stima ed un programma elettorale di tutto rispetto per la mia
Taurisano. Allettata quindi dall’estrema validità delle due uniche variabili
che potevano e dovevano condizionare una mia scelta, accettai subito di aderire
a quella lista civica che prendeva il nome di “Uniti per Taurisano”, dove
insieme al Pd, c’erano componenti Indipendenti, Udc, Socialisti e IdV (per non
parlare delle trattative, in corso fino all’ultimo minuto utile, anche con
alcuni dei partiti minori di destra!!!), e dove era bellissimo respirare a
pieni polmoni quella preziosa aria di
democrazia e di apertura mentale, dove diverse forze politiche e civili, erano
unite da un solo importantissimo obbiettivo comune: <il bene del paese>,
e dove il massimo comun dominatore era
rappresentato da <Lucio Di Seclì>.
Ricordo anche che l’allora
Segretario <dr. Claudio Leuzzi>, da buon democratico, propose addirittura di trovare una sede più
adeguata per le riunioni , affinché
nessuno potesse sentirsi ospite a casa di un partito che non fosse il
proprio. Magari questo può sembrarle un piccolo dettaglio, ma le assicuro che
per me rappresentò quel valore aggiunto
e quella certezza di profondo rispetto che altrove non ero riuscita purtroppo a
percepire....ci aggiunga poi la mia inesperienza e il mio forte entusiasmo...!
Così Direttore,
io convintamente mi candidai, e tenendo fede al patto
sottoscritto con la lista “Uniti per Taurisano” nonché a quel desiderio di dare un mio personale
contributo al paese, ho cercato fin da subito di amministrare anzitutto con
coerenza, tant’è vero che sin dal primo consiglio comunale dichiarai
ufficialmente la mia ideologia di centrodestra, e successivamente con
trasparenza, responsabilità e passione,
convinta o meglio illusa che fossero
queste le cose di cui un assessore doveva principalmente curarsi
nell’espletamento del proprio mandato.
E ad affermare di aver operato in
questo modo, non sono io, ...ma sono gli atti e i documenti anche recentissimi
sottoscritti dal Sindaco Lucio Di Secli! Lo stesso sindaco che io insieme agli
altri ho promosso in campagna elettorale, lo stesso sindaco che io più di altri
ho difeso in questi anni, lo stesso sindaco che per un capriccio da parte del
partito di maggioranza, è riuscito a revocarmi la delega di assessore senza
poterla degnamente motivare, ma spiegando che per la prima volta in due anni e
mezzo di governo, il Pd si era
presentato compatto...recapitando un
documento dove tutti i consiglieri chiedevano con forza le mie dimissioni o se
necessario il mio defenestramento coatto. Pensi un po’, Direttore, lo stupore che ho provato quando
tra i sottoscrittori di quel documento, ho visto i nomi dei colleghi assessori
(con cui pensavo aver condiviso molto di più che quattro delibere di giunta!),
o peggio ancora quando mi sono resa conto che chi mi accusava di essere una
minaccia per la stabilità della maggioranza , erano quei “consiglieri responsabili”
(e sicuramente molto meno coerenti della sottoscritta!!!) mai propositivi, mai
attivi, mai presenti nella gestione amministrativa del paese.
E mi perdoni se mi permetto di
fare una considerazione molto personale, ma sinceramente trovo estremamente
dequalificante per un gruppo politico, (che sia di destra o di sinistra) essere
compatti per la prima volta in due anni e mezzo , non su una questione riguardante l’interesse pubblico,
ma la “lapidazione” di un assessore colpevole poi di cosa io ancora non l’ho
capito.
Come si può far finta di cadere
dalle nuvole quando sin dal primo momento io ho chiarito la mie posizioni e le
mie tendenze politiche?
Quale “nuovo e non previsto
assetto politico della coalizione di maggioranza” ha creato la mia ufficiale
adesione al Ncd? Perché i pregiudizi e
gli interessi del Pd hanno prevalso sugli interessi della collettività?
Eppure, solo qualche giorno fa
abbiamo assistito alla formazione di un nuovo governo di larghe intese dove il
neopresidente del Consiglio si propone di governare per il bene del paese fino
al 2018, facendo appello, nel suo primo discorso al Senato della Repubblica, a
valori come la coerenza , l’onestà , l’altruismo.
E allora mi chiedo...: come
possiamo insegnare ai nostri figli valori come
la coerenza, l’onestà, l’altruismo, la diversità come occasione di
arricchimento, se poi invece noi stessi non siamo in grado di metterli in
pratica?
Come può immaginare, quindi, oggi
la mia delusione è tanta... come tanta è la mia convinzione che sarebbe bastato
molto poco a vedere le cose da un’ altra prospettiva, evitando così tutto
questo a beneficio esclusivo della collettività.
Dal canto mio probabilmente ho
fatto un gravissimo errore di valutazione, credendo che in un delicato periodo
storico come quello che stiamo vivendo, avrebbe prevalso la responsabilità e il senso di squadra all’insegna di quel
rispetto che fin da subito mi era stato dimostrato ma che col tempo è risultato
alquanto precario.
A questo punto, concluderei confessandole di cuore che al di
là di tutto, sono davvero molto contenta di aver avuto la possibilità di
amministrare il mio paese. E’ stata per me una esperienza di crescita e
di enorme arricchimento personale, e non posso non ringraziare tutti coloro che
hanno veramente creduto in me, sostenendomi e premiandomi con sincera fiducia.
Per il futuro, che io ne faccia
parte o meno, sono certa che la politica taurisanese debba trovare il coraggio
e la forza di cambiare, di rinnovarsi e di mettersi al passo con le nuove esigenze
e problematiche del paese. C’è bisogno
di una politica più presente e vicina
alla quotidianità del paese, c’è bisogno di una politica meno attenta agli
interessi dei partiti e sopratutto c’è
bisogno di partiti che mettano da parte sterili fanatismi, lasciando il
posto ad un nuovo positivo entusiasmo e ad una necessaria apertura a
collaborazioni anche trasversali. Solo così migliaia di cittadini delusi,
potranno non solo ritrovare quella fiducia perduta nei confronti delle
istituzioni, ma con tanto di spirito di
responsabilità, potranno addirittura sentirsi parte attiva e imprescindibile
nella gestione della cosa pubblica.
Infine, La saluto e saluto i suoi
lettori con l’augurio più sincero che
dopo questo piccolo, insignificante, e a
detta di alcuni necessario resettaggio dell’esecutivo, si possa lavorare più e
meglio di prima per il bene Sovrano dell’intera comunità.
Luana Calogero
Salento terra di mafia? No, ma potrebbe…
La recente operazione “Tam Tam”
della Polizia di Stato, con l’arresto di quindici soggetti, cinque di
Taurisano, ha come scoperchiato una realtà salentina preoccupante. Il Procuratore
Generale Cataldo Motta, soddisfatto dell’operato delle forze di polizia, di
fronte alla recrudescenza del fenomeno malavitoso di così vaste proporzioni, si
è detto non più sicuro di escludere che il Salento sia terra di mafia.
Quando parla un magistrato
occorre sempre soppesare quello che dice, non solo e non tanto per quello che
dice ma anche e soprattutto per quello che non dice ma che sa. L’allarme del
Procuratore è importante. Giustamente è stato oggetto di valutazione critica da
parte di opinionisti, politici, giornalisti, amministratori pubblici e privati,
con valutazioni e commenti diversi.
Per quanto attiene la realtà di
Taurisano, che ci riguarda da vicino, credo di poter dire che non è terra di
mafia, ma potrebbe diventarlo. Abbiamo elementi per escluderlo oggi, elementi
per paventarlo domani.
Tra la fine del 2013 e gli inizi
di quest’anno si sono verificati a Taurisano fatti spiacevoli di varia
illegalità e criminalità. In successione: il caso o i casi di concussione
all’Ufficio Tecnico Comunale, lo spaccio di droga, le risse e i pestaggi,
l’insorgere della criminalità organizzata benché solo agli inizi. Episodi e
fenomeni tempestivamente rintuzzati dalla Polizia di Stato, diretta dal
Vice-questore dr. Salvatore Federico. C’è da essere perciò preoccupati per un
verso, ma rassicurati per un altro. Le istituzioni hanno funzionato,
funzionano. Tanto ci autorizza a considerare l’allarme del Procuratore Motta,
giusto in sé, esagerato per quanto ci riguarda.
A Taurisano abbiamo un
formidabile codice per valutare se la mafia esiste o non esiste, un codice che
ha la funzione della Stele di Rosetta, quella che consentì di interpretare i
geroglifici perché recava una scritta in tre lingue: geroglifico, demotico e
greco. Conoscendo il greco si poteva interpretare il resto. Sappiamo quanto la
mafia abbia attinenza con i geroglifici. Voglio dire che essa lascia dove entra
e da dove passa dei segni e dei simboli, dai quali è possibile accorgersi di
ciò che succede nella società.
Ora a Taurisano la mafia l’abbiamo
conosciuta, benché solo nella fase iniziale ma con segni evidenti e
inconfondibili, tra gli anni Ottanta e i Novanta. Avendo conosciuto la mafia
siamo in grado di dire se certi fatti di oggi sono o meno mafiosi. Quali erano
i segni che inequivocabilmente attestavano che allora si trattava di mafia?
Elenchiamoli nella loro tipologia.
1) Le istituzioni erano inquinate
e non solo quelle politiche e amministrative; 2) i fenomeni di
concussione-corruzione c’erano benché taciuti e percepiti come graziosi presenti;
3) le richieste estorsive di danaro, con intimidazioni, minacce e attentati
erano continue; 4) nel tessuto sociale incominciava a prendere piede la tipica
“giustizia” mafiosa del proteggere e dell’aggredire anche per piccoli episodi
di vicinato o per vendette personali e famigliari, ossia incominciava a
configurarsi come dato di costume, che è l’aspetto meno allarmante
nell’immediato ma alla lunga più devastante e più difficile poi da estirpare.
Si tratta di quattro elementi che combinandosi insieme formano un mix
tendenzialmente mafioso.
Di questi quattro segni oggi a
Taurisano non ne ricorre alcuno se non quello della concussione-corruzione, non
paragonabile peraltro al fenomeno degli anni Ottanta-Novanta. Le istituzioni
sono vigili, forse non tutte allo stesso modo; ma in buona sostanza c’è da
stare tranquilli.
Il caso dell’Ufficio Tecnico
Comunale, grave in sé, è poca cosa come fenomeno, anche perché oggi il Comune,
come tutti gli altri in Italia, non dispone di somme importanti, realizza pochi
lavori pubblici, insomma c’è poco da dare, da sottrarre, da spartire. Non ci
sono soldi e dove non ci sono soldi è difficile che attecchisca la mafia. Il
“caffè” da 500 o 1.000 euro, se solo di questo si tratta, è illegalità
artigianale, piuttosto maldestra. Ciò non significa che non debba essere
colpita chi ne ha praticato l’uso e che non si debbano ammonire tutti gli
amministratori comunali che in successione non hanno saputo vigilare per
impedire che tanto accadesse. Ma non sembra sufficiente per parlare di mafia.
Ci sono – e dopo quanto è
accaduto non lo si può negare – fatti allarmanti di droga e di violenza, tanto
più gravi quanto più in progress e
riconducibili a fenomeni aggregativi, che in genere finiscono per dar vita ad
associazioni mafiose, con segni distintivi di assistenzialismo mutualistico. Ci
sono – e purtroppo sempre più frequenti – i furti nelle abitazioni, che
avviliscono chi li subisce e creano sfiducia nella gente, ma si tratta di un
fenomeno che poco o nulla ha a che fare con la mafia.
L’appello ai singoli cittadini di
aiutare le istituzioni a proteggere la società dal male mafioso non può che
essere preso come un appello a fidarsi dello Stato. Non può essere inteso,
invece, nel suo aspetto di intelligence,
cioè di informazione e delazione. La società ha le sue leggi non scritte, che
sono di urbanità, di rispetto, di cordialità, di pacifica convivenza. Se lo
Stato funziona non c’è bisogno alcuno di trasformare i cittadini in agenti
segreti quasi fossimo in una condizione di guerra civile, dove tutti si
guardano con sospetto, pronti a carpire parole e gesti.
Ma chi viene preso di mira o in
qualche modo colpito ha l’obbligo, morale e civile, di rivolgersi alla Polizia,
ai Carabinieri, alle istituzioni dello Stato. Tacere non gli giova e
soprattutto serve a far crescere il mostro malavitoso, che conviene sempre
affrontare quando si presenta quasi come innocuo nella sua fase iniziale meno
brutta e minacciosa.
Taurisano perciò accoglie
l’appello del Procuratore Motta e ringrazia tutte le forze di polizia che
operano sul territorio per l’impegno finora profuso con i risultati che
conosciamo. Ma deve anche sentirsi coinvolta a tutti i livelli nella lotta al
crimine e al malaffare, grosso o piccolo che sia, perché se oggi non si può
dire che Taurisano sia terra di mafia, tale potrebbe diventare se certi
fenomeni dovessero essere trascurati o tollerati per pigrizia, rassegnazione o
quieto vivere, lasciandoli crescere e diventare qualcosa di molto più serio e
pericoloso.
Il Questore di Lecce in visita a Taurisano
Incontri al Comune e al Commissariato
Questore di Lecce da due mesi, il
dr. Maiorano venerdì, 28 ottobre, ha voluto visitare il Comune e il
Commissariato di Polizia di Taurisano, dopo aver fatto visita nella prima
mattinata a Mons. Vito Angiuli vescovo di Ugento.
Accompagnato dal Vice-Questore
dr. Salvatore Federico, dirigente del Commissariato di Taurisano, il Questore
ha svolto la giornata taurisanese in due tappe. La prima al Comune, dove si è
incontrato col Sindaco Lucio Di Seclì e con alcuni amministratori, dei quali ha
ascoltato le criticità del paese, esposte dai consiglieri Rocca, Rosafio e
Piscopo in relazione all’ordine pubblico. Ha visitato gli uffici del Comune, salutando
e intrattenendosi con gli impiegati. La seconda al Commissariato di Polizia,
per salutare quelli che con essenziale e affettuosa sintesi ha chiamato i “suoi
uomini”.
Breve ma denso di spunti su cui
riflettere il discorso del dr. Maiorano, che ha voluto ringraziare il Sindaco e
l’Amministrazione per l’accoglienza. Ha tenuto a separare, anche in risposta a
quanto gli era stato segnalato dagli amministratori comunali, ciò di cui una comunità ha bisogno, che è tanto,
da ciò che le istituzioni sono in grado realisticamente di fare, con le risorse
di cui dispongono, che spesso non è abbastanza. Ma ha anche ricordato che è
sbagliato pensare che lo Stato sia solo l’Istituzione che lo rappresenta,
perché lo Stato siamo tutti ovunque si svolga la vita di ciascuno di noi,
civile e professionale. E’ necessario – ha detto – che ci sia tra il
Commissariato di Polizia e la popolazione sinergia, senza la quale non c’è
Stato che tenga; ognuno con gli strumenti che una società ordinata consente: i
cittadini osservando la legge e cercando di farla osservare; gli uomini dello
Stato con gli strumenti propri dell’autorità giudiziaria per prevenire e
reprimere. Ha raccomandato all’Amministrazione comunale di andare incontro alle
persone e alle famiglie bisognose e sofferenti in un momento di crisi
diffusa.
Ma dietro una disponibilità
conversativa di facile e immediata cordialità, il dr. Maiorano ha dimostrato
anche uno spiccato senso della forma, di ciò che si può e si deve dire in una
sede e di ciò che si può e si deve dire in un’altra. Alla nostra domanda,
infatti, sulle ultime due operazioni di polizia e sulla recrudescenza del
fenomeno malavitoso nel Salento, non ha risposto, ritenendo la domanda fuori
“luogo” e fuori “tempo”, avendo già parlato di questo nel corso delle
conferenze-stampa tenute a Lecce nei giorni scorsi. Come dire: garbo nei modi e
fermezza nei contenuti. Ha promesso che a Taurisano ritornerà.
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